Archivi del mese: giugno 2010

no room left

nun c’ho la capa di questi tempi.

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quell’utile terrore.

Era un sogno ricorrente, questo. Mi perseguitava arrivando a casaccio. D’inverno, d’estate, senza alcuna relazione col caldo torrido che fa sudare i pensieri o il freddo che li ghiacci.

Siamo a Viterbo, città dove i miei nonni paterni si trasferirono da Vittorio Veneto, e più esattamente a Via Tommaso Carletti, resa più larga e dissestata dal potere onirico. Stampate immobili sul cielo rosso e cupo, polveri e nubi di crolli, calcinacci, fumi di oggetti bruciati. Dissonanti con lo statico fondale, le grida di gente che scappa, gli scoppi lontani, il chiarore di bombe che esplodono all’orizzonte e rombi di aerei sempre più vicini. Le sirene urlano di cercare al più presto un rifugio

Noi, ‘famiglia’, in strada. Accerchiati da un gruppo di tedeschi siamo in preda al terrore: di fronte a noi, di fronte al portone del palazzo di mia nonna, si apre una voragine di fuoco e questi uomini con gli elmetti e gli occhi chiari ci intimano, nella loro lingua, di saltare dentro. Abbiamo i fucili puntati addosso, i vestiti logori, il fumo nei polmoni, le mani nere, le unghie spezzate.

perchè tutto questo? Perchè ho ascoltato i racconti di chi la guerra l’ha vista e l’ha patita. Di chi l’ha vissuta con una coperta una gavetta e nessuna esperienza bellica. Ho sentito la pena di chi ha visto i propri cari deportati, i propri figli coi viveri razionati, le divise da balilla, le fedi da donare al Duce, le occupazioni di case, letti, consuetudini.

Il racconto di questa Storia mi ha terrorizzata e senza timore affermo che per certe cose non esiste una via di mezzo. Per tramandare l’orrore e far comprendere che di orrore si tratta e non di lettere su una pagina del manuale a scuola, si deve essere in grado di instillare la paura che tutto cio’ possa riaccadere. Senza quella, senza chi davvero regali la conoscenza di avvenimenti che dovrebbero essere lo scheletro indistruttibile di una Società Civile, ecco cosa ridiventiamo ciclicamente.

Ma io nella voragine di fuoco non ci voglio saltare.

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Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei", Attualità, mi salta in mente, Popoli e politiche, un'accettata

metereologicamente inveendo

Dai, facciamo una prova. Pronti?

TERRAZZO!

Ecco,visto? Si, quel nuvolone che si sta addensando ora ora, o questa pioggia incipiente -meglio se mista a sabbia- che cadrà a ritmi irregolari da qui fino al week end…

Tutto cio’ sta accadendo da circa due mesi, OGNI VOLTA che nomino il terrazzo di sopra e l’intenzione di finire di sistemarlo per poi finalmente farci un aperitivino chic, una cenetta tra amici, un piedi-nudi e birretta al calar del sole, un piscinetta-e-bambinichegiocano-party…

Quindi se avete bisogno di frescura, di non dover annaffiare le piante di vostra sorella partita per le ferie, di una buona scusa per non mettervi in coda per andare al mare la domenica con vostra suocera al seguito…

ripetete con me:

TERRAZZO!

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In Buona Sostanza

cliccare sugli ingredienti per ottenere la ricetta! 😀

quando si ha più tempo per sperimentare....

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U.R.O. (unidentified running objects)

Un criceto meccanico impazzito fa lo slalom tra le sedie del salotto, emettendo non solo frizzantini squittii, bensì di quando in quando fermandosi di botto, girando su se stesso e -che so- muggendo o trillando come un campanello inceppato.

Trattasi di uno dei regalucci che la figliUola s’è vista consegnare in occasione del suo secondo compleanno.

Uno dei…

ad esempio poteva mancare l’irrinunciabile ‘cucinetta’ accessoriatissima che ti piglia lo spazio di un cacciabombardiere? Comodo un cacciabombardiere parcheggiato nella stanzetta della pupa, nnnooo? 😀

Oppure.

La droga di ogni bambino tra i 18 e i 36 mesi circa, al secolo : I TELETUBBIES. Ho avuto la sssspleeendida ideona di consigliare agli zii di comprarle Tinky Winky (non so come si scriva, che nessun bimbo tra i 18 e i 36 si offenda).

Eh. Però ‘sto pupazzo, che pesa sei chili come quel panzone del mio gatto Serafino, ha una musichetta che non necessiterebbe di amplificatore manco al concerto dei Led Zeppelin. Inoltre c’ha un’antenna che si illumina e una sorta di schermo che mostra immaginette (sacre) dei teletubbies che scorrono, anch’esse rumorosamente, sulla panza del violetto amichetto.  La prima sera, a letto, si è voluta portare quest’ordigno e ci siamo sorbiti un tre quarti d’ora circa della sigletta dei decerebrati omini colorati. AH! LE GIOIE DELLA MATERNITA’!

Ma poi in fondo diciamolo….il triciclo -con tendalino e cestino- di Hello Kitty è-o-non-è il regalo più fico?

(dite di si, che è stato il nostro)

______________

P.S.1  NO! Non posso tacere il regalo di una delle nonne: la riproduzione esatta dell’aspirapolvere ‘folletto’, che aspira per davvero….mi sa che la pupa imparerà molto presto le gioie della casalinghitudo!

P.S.2 NO! Non posso esimermi dal farvi vedere il buffet…ma stavolta il merito va tutto alla premiata Ditta C&C, ovvero la nonna e la zia (con minime incursioni mie e di un’altra nonna)!

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