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Charlie Brown

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Svetta, come il campanile della Chiesa.

Sii mutevole ma compatto come lo stormo di Novembre

e come foglia in autunno colora il brutto tempo della tua vita.

Abbi il coraggio di un rifiuto che costa.

La sfontatezza dell’emozione manifesta.

Desidera il mondo, eccolo, e niente di meno.

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Ricominciamo.

http://www.youtube.com/watch?v=WCcn63XMWCE

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alcuni desideri inconfessabili per il 2011

  • comprare una parrucca. Rossa o bionda, con un taglio fichissimo, da mettere sul serio per andare in giro;
  • carpire una ispirazione qualsiasi, scrivere di getto un racconto, un romanzetto, un libro di cucina, le mie vane memorie – 😉 – e poi dare in pasto le bozze a gente che ci capisce;
  • imparare il linguaggio dei segni, ma sul serio;
  • organizzare la più grandiosa festa di carnevale mai vista, dove tutti la piantino di far finta che ‘no, io mascherarmi mmmAAAAi’ e ci si diverta come da piccini;
  • trovare il coraggio d’essere caustica, ma causticissima con chi se lo merita da un po’, con il bonus di non sentirsene lei per prima bruciata, un attimo dopo;
  • mettersi a studiare un atlante, una storia delle tradizioni popolari, un vademecum delle statistiche di dove si vive bene, decidendo poi per quali lidi migrare. Chi mi ama mi segua, gli altri rimangano pure dove vogliono;
  • portare tacchi altissimi o scarpe assurde, tutto il tempo;
  • comprare libri di illustratori, fumetti d’autore, bei tomi di fotografia senza sentirsi in colpa perchè è da un po’ che le è passata la voglia di leggere;
  • finalmente farselo, quel viaggio lungo la transiberiana o l’autunno nel Maine;
  • ….ma no diciamolo. Il vero desiderio, l’alfa e l’omega, il bene e il male, il dolce e il salato è questo: mandare a cagare questo tipo di vita che sto vivendo adesso. mandarla – a – cagare.

ssshhhht

 

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superflui

questa roba della inutile produzione dei bulbi piliferi femminili è al momento al centro della mia visione delle ingiustizie di genere.

E gli omini giù a dire ‘e che c’entra pure noi ci dobbiamo fare la barba e non sai che fastidio’.

Senti ‘mpo’, ciccino: se tu un giorno c’hai il gomito che ti pesa, al limite fai un po’ il bello e dannato, ma noi donnine:

 allo stadio 1–>pungiamo con fastidiosa moderazione,

allo stadio 2–> seguiamo il trend figlie dei fiori

allo stadio 3–> fungiamo da anticoncezionale naturale

allo stadio 4–> rimane solo il rasta.

Nel mio stato immediato di socializzazione mi pento di aver immolato proprio stamattina un grazioso rasoietto e d’avere quindi delle gambe accettabili.

Perchè c’è sempre uno stadio 5, ovvero quando  l’ispido si aggiunge all’ispido.

In questo preciso istante, sfidando le leggi della fisica, in quanto depilata di fresco, solo ‘moralmente’ ho inaugurato lo STADIO 6.

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ma che stai combinando, Michela?

cose così:

'mamma mi fai una formica?'

dal punto di vista di una duenne

la prima accensione dell'inverno

baby sitting spontaneo

il riposo dell'impasto...

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l’ho scritto sulla sabbia, cosa vorrei:

smile, without a reason why

cosette racchiuse qui. Il sole gentile, il mare poco mosso, giochi da bambini da fare coi grandi, ironia e creatività spicciola, un po’ di solitudine per scelta, un vezzo in cima alla testa.

Che sia una piuma, un anemone, una bella idea.

 

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dreamin’

Non ricordare nemmeno più un sogno vorrà dire cosa? Che sono talmente brutti da essere cesoiati dal ‘conscio’ non appena sveglia? Che sono talmente insignificanti da assomigliare ad un tiggì di Studio Aperto? Che sono talmente particolari e dettagliati da essere visibili solo nello stato di trance onirico?

E in quest’ultimo caso, allora, che faccio? Sniffo funghetti allucinogeni?

si beve dalla tazza, eh?

Resta-il-resto che, al momento per l’umanità occidentale tutta, è un lungo e non riconosciuto lavoro casalingo, che si dipana tra computer lenti per ricerca nuovi posti di lavoro, occasionali visite/uscite con amiche in congedo maternità o con lavori flessibili (mai avuto il piacere), lunghe liste di cose da stirare-cucinare-mettere a posto-riparare. Chiaramente ‘on top’ c’è sempre la Rachelilla. Lei, quando è a casa, tollera pochissimo non essere al centro perenne del mondo di chiunque deambuli nei pressi. Ben contenta di avere riportato in auge la parola ‘schiavismo’, guarda la su’ mamma farsi spesso zerbino e credo stia sviluppando una perfidia che solo i bambini esercitano come solida corrente artistica. 🙂

Detto cio’ ormai stiamo unpezzo avanti e:

  • la sponda del lettino è pronta a finire in soffitta
  • il pannolino è stato tolto quasi due mesi fa con ottimi risultati e non avendo più fatto pipì nemmeno di notte, presumo sia sulla via del non ritorno anche per le ore notturne. Ergo anche il fasciatoio è stato smontato ed è diventato ‘solo’ un mobiletto dove troneggiano paia e paia di scarpe da scegliere al mattino “Mamma, le scappe coi buchini no, vojo le COCCS” (le crocks)
  • le sue preferenze gastronomiche stanno sempre più virando su cose tipo ‘saRciccia con i fagioli’, ‘zucchine si, ma solo trifolate con la cipolletta’, ‘cioccolato oh yeah’ (prima era disgustata). Insomma, un palato fine e delicato come mammà.

Ringrazio d’avere la possibilità di vederla crescere, di seguire questi progressi incredibili che sta facendo, così, di corsa come tutti ci avevano paventato (“ti volti un attimo e vanno già alla materna e tu ti chiedi che fine hanno fatto tre interi anni”), ma parimenti non posso che augurarmi di riprendere a fare anche altro, per la salute finanziaria della famiglia, per la mia salute intellettiva e fisica (provate a stare mesi e mesi a casa e poi vorrete andare a lavorare in miniera, piuttosto 😀 ), per diversificare le giornate ed avere quei contatti umani che ci fanno più ricchi e, vabbè pure, più incazzosi ma anche interattivi.

Come ho scritto da ‘altre parti’ Michela morde, piuttosto che demordere

 

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dialoghi auspicabili

metti caso uno (M) incontrasse il proprio ex datore di lavoro (DL) no? Metti caso….

DL: “Allora che hai fatto, hai trovato lavoro poi?”(sorrisetto beffardo1)

M “Si, lavoro in un vivaio come esper….”

DL -interrompendo-: “in un vivaio???” (sorrisetto beffardo2)

M “…dicevo, come esperta fertilizzanti. Sai con tutta l’esperienza pluriennale accumulata a spalare merda…”

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DL: “Allora che hai fatto, hai trovato lavoro poi?”(sorrisetto altolocato)

M “Eh si e credo proprio che i nostri servizi ti potrebbero alla lunga interessare”

DL “o-hoo-hoo tu dici eh? (sorrisetto da pezzentina non credo proprio) Perchè di che ti occuperesti, scusa?”

M: “Onoranze Funebri”.

😛

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