Archivi del mese: settembre 2010

dreamin’

Non ricordare nemmeno più un sogno vorrà dire cosa? Che sono talmente brutti da essere cesoiati dal ‘conscio’ non appena sveglia? Che sono talmente insignificanti da assomigliare ad un tiggì di Studio Aperto? Che sono talmente particolari e dettagliati da essere visibili solo nello stato di trance onirico?

E in quest’ultimo caso, allora, che faccio? Sniffo funghetti allucinogeni?

si beve dalla tazza, eh?

Resta-il-resto che, al momento per l’umanità occidentale tutta, è un lungo e non riconosciuto lavoro casalingo, che si dipana tra computer lenti per ricerca nuovi posti di lavoro, occasionali visite/uscite con amiche in congedo maternità o con lavori flessibili (mai avuto il piacere), lunghe liste di cose da stirare-cucinare-mettere a posto-riparare. Chiaramente ‘on top’ c’è sempre la Rachelilla. Lei, quando è a casa, tollera pochissimo non essere al centro perenne del mondo di chiunque deambuli nei pressi. Ben contenta di avere riportato in auge la parola ‘schiavismo’, guarda la su’ mamma farsi spesso zerbino e credo stia sviluppando una perfidia che solo i bambini esercitano come solida corrente artistica. 🙂

Detto cio’ ormai stiamo unpezzo avanti e:

  • la sponda del lettino è pronta a finire in soffitta
  • il pannolino è stato tolto quasi due mesi fa con ottimi risultati e non avendo più fatto pipì nemmeno di notte, presumo sia sulla via del non ritorno anche per le ore notturne. Ergo anche il fasciatoio è stato smontato ed è diventato ‘solo’ un mobiletto dove troneggiano paia e paia di scarpe da scegliere al mattino “Mamma, le scappe coi buchini no, vojo le COCCS” (le crocks)
  • le sue preferenze gastronomiche stanno sempre più virando su cose tipo ‘saRciccia con i fagioli’, ‘zucchine si, ma solo trifolate con la cipolletta’, ‘cioccolato oh yeah’ (prima era disgustata). Insomma, un palato fine e delicato come mammà.

Ringrazio d’avere la possibilità di vederla crescere, di seguire questi progressi incredibili che sta facendo, così, di corsa come tutti ci avevano paventato (“ti volti un attimo e vanno già alla materna e tu ti chiedi che fine hanno fatto tre interi anni”), ma parimenti non posso che augurarmi di riprendere a fare anche altro, per la salute finanziaria della famiglia, per la mia salute intellettiva e fisica (provate a stare mesi e mesi a casa e poi vorrete andare a lavorare in miniera, piuttosto 😀 ), per diversificare le giornate ed avere quei contatti umani che ci fanno più ricchi e, vabbè pure, più incazzosi ma anche interattivi.

Come ho scritto da ‘altre parti’ Michela morde, piuttosto che demordere

 

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Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei", de gravidantia... & poi, mi salta in mente, Quotidianità?

e il palloncino è omaggio

Tra i picchi di adrenalina concessi ad una casalinga, ce n’è uno che li batte tutti.

“L’INAUGURAZIONE DEL SUPER/IPER MERCATO”

Questa è infatti stata l’epifania mattutina. Enormi palloni rossi con la coda di bandierine in plastichina leggera, svettavano tra i pini del grosso parcheggio vicino all’asilo della puzzolilla.

Promesse di sconti, ribassi, omaggi, novità e pane caldo alle noci. Un orgasmo multiplo, in termini di casalingo-soddisfazione.

Mi sono quindi avvicinata, come un Ulisse slegato di fronte alle Sirene, sapendo già che il mio destino era segnato: avrei fatto anche io la mia parte nella psicosi collettiva che si è parata di fronte ai miei occhi.

Orde assassine di nonnette con i LORO carrelletti della spesa a scacchettoni beige/verde oliva/amaranto si accalcavano al balcone del “caffè e biscotti gratis fino alle 11.00!” pestando con sistematica perfidia i piedi della-qualunque altra persona deambulante fosse nei pressi. Mariti pensionati si interessavano moltissimo alla borsa omaggio con il logo del supermercato a grandezza naturale (dell’insegna di tutto il supermercato, intendo). Mamme con i passeggini si buttavano nella mischia della fila per la tesserina raccogli-punti e brandivano palloncini commemorativi a gruppi di 4, sebbene di pargolo ne avessero solo uno. Hostess impaurite gettavano prodotti al di là del bancone bardato coi colori sociali, un po’ come si darebbe il becchime alle galline.

Risucchiata dal vortice mi ritrovo dentro e penso “ma si faccio solo un giro per vedere com’è ed esco”. Ma LUI, ovvero la figura iperuranica che progetta il percorso di questi lubrici luoghi di perdizione, SA che cio’ non avverrà MAI. Il suo lavoro è tentarmi, adularmi, concupirmi con i suoi cartellini che sussurrano all’orecchio della massaia ‘meno 50%!’  e così mi ritrovo non so come tra le mani.

  • due bottiglie d’olio
  • una multicolore confezione di pasta ‘Cenerentola’ dove ogni pezzetto ha la forma di cocchio, fatina smemorina, topino, dama al ballo, scarpetta di cristallo e così via
  • della porchetta di Ariccia
  • un bustone di verdure miste giàlavatetagliateolé
  • altro che ho rimosso avendolo carpito in stato di trance

Nel mentre il supermercato trasuda persone, carrelli impazziti, inservienti con la pazienza azzerata già alle 09.45 della mattina e…

….i ‘Manager’. Spiccano come gli ‘sbirri’ nei polizieschi ammerechéni. Sono là come corpuscoli esterni, con i loro abiti e le cravatte, parlottando e guardando la massa che si dipana stando immobili e risultando, di fatto, un ostacolo perenne conficcato esattamente nei punti nevralgici tra una corsia e l’altra. Uno che presumo essere il responsabile del punto vendita espone con un filo di apprensione la sua ‘strategia’ ad un algido personaggio che mette pensosamente la manina sotto il mento: “…e così abbiamo sistemato la merce in questo modo, siccome il focus era senz’altro quello del sottocosto…..”

“Allora sei TU!” penso io. Poggio la pasta-cenerentola e mi dirigo all’uscita.

L’olio, la porchetta e la pasta li ho presi, però, che si sa, era un’offertona.

(arrendetevi: l’avranno sempre vinta ‘loro’!! 😀 )

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Archiviato in Finanza - Economia, per bocca d'altri, Quotidianità?, Scemitudine, Società e costume

arieccola che magna! (si riparte dalla colazione, of course!)

(cliccare sulla foto e poi…mi saprete dire) 😀

swiiiirrrllllllll !!!

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Archiviato in c'è post in cucina?

dialoghi auspicabili

metti caso uno (M) incontrasse il proprio ex datore di lavoro (DL) no? Metti caso….

DL: “Allora che hai fatto, hai trovato lavoro poi?”(sorrisetto beffardo1)

M “Si, lavoro in un vivaio come esper….”

DL -interrompendo-: “in un vivaio???” (sorrisetto beffardo2)

M “…dicevo, come esperta fertilizzanti. Sai con tutta l’esperienza pluriennale accumulata a spalare merda…”

______________

DL: “Allora che hai fatto, hai trovato lavoro poi?”(sorrisetto altolocato)

M “Eh si e credo proprio che i nostri servizi ti potrebbero alla lunga interessare”

DL “o-hoo-hoo tu dici eh? (sorrisetto da pezzentina non credo proprio) Perchè di che ti occuperesti, scusa?”

M: “Onoranze Funebri”.

😛

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Archiviato in Lavoro, Leggi e diritto, mi salta in mente, Scemitudine

ogni luogo ha il suo cappuccino.

EEEEEEEE mo’ mo’, ma che è ‘sta fretta? Guardate che noi casalinghe dell’ultima ora c’abbiamo i nostri tempi, chéttecredi?

Affermiamo quindi che una cosa, rispetto ‘all’altra vita’, non cambia: il punto fermo di un buon cappuccino. E’ grazie a lui se sono qui, diciamola tutta.

Mi aggiravo ciabattando sulla via del ritorno dopo aver accompagnato la puzzolilla al nido (si, è ricominciato ieri e per questi 3 giorni farà un orario corto corto, diciamo un due ore e mezza….SANTE per me. SAAAANTE) ed essere passata dal macellaio (chi ricorda il concetto di cambiare negozio e non pigliare tutto dagli scaffali di un supermercato? Io me l’ero dimenticato, così tanto pe’ dì) e vengo calamiticamente attratta dall’insegna già di suo è, per quanto mi riguarda, una promessa da panacea di tutti i mali: ‘Bar‘.

Temeraria, ordino un cappuccino. Ahò, è bbòno.

Posso quindi finalmente promulgare il fatto di essermi riappacificata col concetto di ‘fine delle vacanze’ ed essere pronta per tutta una serie di ritorni o, se piace pensarla così, di rigurgitini, come li peperoni a mezzanotte.

I’ll be back, intanto ecco qualche foto.

spiaggia de 'la tonnara' in corsica

corsica, rocher du lion...e laggiù la spiaggia di roccapina

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Archiviato in mi salta in mente, viaggi con foto