Archivi del mese: gennaio 2010

sponge mik

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cosa fareste se una persona vicina, al vostro manifestare un sentimento di disagio e scontento basato su accadimenti di non poco conto e che, tuttavia, voi riuscite a tenere cortesemente fuori dalla porta della vostra vita privata, reagisse sitematicamente ai vostri leggittimi cedimenti con atteggiamenti di risentimento, ostilità e generica trasformazione in yoghurt scaduti?

cosa poi, se -per contro- al vostro ‘ma lotterò e vincerò perchè cambiare si può e si! je la faròòò’ tagliasse corto con una frase caruccia, che so, tipo questa: la realtà è questa e te la tieni’?

e in ultimo, cosa rispondereste se quellA volta che vorreste parlare di voi stesse come persone, NON come mamme, NON come Pollyanne, non come Madri Terese di Calcutta, ma di VOI-VOI nella vostra irrinunciabile individualità, l’interlocutore vi rispondesse imperterrito con un ‘perchè allora IO….’

Il bello è che poi, arriva un giorno, in cui c’è sempre qualcuno pronto a dire: ‘ma non ne sapevo niente!…non immaginavo…perchè non ne ha mai parlato?’


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Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei", per bocca d'altri, Quotidianità?, Salute e benessere, un'accettata

mo’ t’aggiusto io.

Il quadro clinico risultava complesso, stamattina.

Erano evidenti i segni di ciucciamenti ai bordi delle zampette, ecchimosi da struscio ripetuto sulle orecchie, varie zone umide dovute -probabilmente- alla bavetta persa dalla bambina nel processo d’addormentamento.

Chiarissima poi una manifesta urgenza d’operare: la schiena e la gambetta destra, anteriormente, si stavano scucendo.

La scatola rossa di latta ha fatto come sempre il suo dovere, passandomi di volta in volta gli attrezzi giusti: ago, filo color crema, forbicine. Per sedare il coniglietto non c’è stato problema. Lui durante il giorno dorme, che di notte si sta svegli a vegliare la pupina.

L’intervento è riuscito ed è durato un paio di minuti, con circa una ventina di punti di sutura.

A conclusione, Messer Coniglietto della Buona Notte (questo è il suo nome completo) si è tuffato nella lavatrice. Programma veloce, livello d’acqua basso, centrifuga delicata, un tocco di napisan che non guasta.

Per i telegrammi di pronta guarigione prego inviarli:

A: M.C.d.B.N.

via: sul balcone ad asciugare snc – Roma

Solerti mamme-infermiere-sarte-lavanderine provvederanno al recapito.

(Gradite le consegne di torte alla carota).

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Zdora, Michelina, Manulea

Visto che non c’abbiamo nulla da fare, che siamo scioperate, con le mani in mano, nonchè già sui nostri bloSS ‘primari’ postiamo a rotta di collo…

ecco

per questi –ovviamente autoironici– motivi s’è deciso di bissare col seguente: ‘in buona sostanza‘ (cliccare, prego!)

Il menù comprenderà piatti per tutti i gusti: fallimenti culinari, esperimenti riusciti, qualche singolar tenzone coi fornelli e pietanze veloci di sicuro successo  😛

Avete messo il tovagliolone a scacchi?

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quando è tempo di primavere

Puoi essere un animale dai lunghi letarghi. Può esserci il freddo, là fuori, ma poi, alla fine, ti risvegli. Non c’è soluzione alternativa e lo sai, no? Oppure si, ma finire di vivere non piace a molti. Il freddo eterno lo eviti solo così, quindi. Dormi una vita o alla vita rinunci.

Sarebbe come chiedere a chi ha olfatto di non annusare La traccia, sarebbe come pregare di non prestare attenzione alla luce che si prende tempo, che si ri-prende il giorno.

Sarebbe come chiedermi di voltarmi dall’altra parte, continuando a dormire.

A fare finta, non ci sto.

A fare la tonta, non ci sto.

Ferma. Non ci sto.

Più.

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_010

2010 benedici chi si fa domande, chi ascolta prima di sapere.

Entra pure e togliti le scarpe sull’uscio.

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In alto regnino nuvole cariche di pioggia per annaffiare, tende da sole per non farci bruciare.

Lascia il tuo scudo dopo l’ingresso, che da me non si combatta nè si perda troppo spesso.

Tieni con te le buone intenzioni, me le darai piano, ma senza esitazioni.

Smussa gli spigoli, diventa tondo, sciogli i miei nodi con un solo affondo.

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Dormi se hai bisogno, però intanto sogna.

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I peperoni-Lucia

...eh no, senza aglio non sono la stessa cosa!!

Prima che il mio stomaco perda quel delizioso ampliamento tipico delle festività natalizie, quel magna-magna che tanto piace alle zie che ti riempiono il piatto, quella capacità infinita di assimilare colesteroli tutti, ebbene…

Vi sgnàccherò un paio di post mangerecci, perchè qui di fame non si muore di certo.

Questi peperoni sono un ottimo antipasto, un ottimo contorno e, se riguardasse me, qualsiasi cosa fatta-peperona è ottima pure come crema idratante prima di andare a dormire. 😛

Si chiamano peperoni-lucia perchè, la prima volta, li ho assaggiati  fatti dalla mia collega che porta questo nome.

I primi tentativi di simularli furono disastrosi: bruciati fuori, crudi dentro e la pellicina che non si toglieva manco con riti propiziatori andalusi. In effetti il procedimento non appare difficile: piglia i peperoni, scottane la pelle a sufficienza e spellali. … Però per cuocerli/spellarli le modalità possono essere molteplici, ovvero:

-sulla griglietta sul fornello

-sulla fiamma del camino

-nel forno a 180 per 45 min

-nel forno col grill per una ventina di minuti, girandoli spesso

-nel microonde per un quarto d’ora circa.

Io opto per il forno. Prendo i peperoni, li adagio su carta argentata, in una pirofila, senza olio e senza nulla. Metto il forno a 180° o poco meno e aspetto 45 min girandoli una sola volta, indi spengo, ricopro il tutto con la carta argentata e lascio raffreddare. La pellicina si toglierà benissimo e si potranno ridurre in striscioline, condirli con olio, sale, aglio e prezzemolo -lasciandoli riposare almeno una mezz’ora (ma meglio una notte)- prima di servirli.

Ecco, mo’ c’ho fame.

Vabbè, è pure l’una e un quarto, eh!

vista-trampolino dal quale mi butterei se fosse una VASCA colma di peperoni!

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