Archivi del mese: settembre 2009

come ti appello il mondo.

Narrano le leggende di famiglia che, una michelinapiccina, appellasse praticamente tutto con la seguente parola ‘India’.

Narro io, madre della puzzolilla-rachelilla, che forse si tratta di entusiasmo per le nuove acquisizioni: il suono di una parola appena interiorizzata è come un giocattolo testè scartato che ti rigiri tra le mani.

Eh.

L’ultimo vocabolo che Rachelilla ha fatto suo è….

“CACCA”.

è un mondo di...... ^___^

è un mondo di...... ^___^

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ma poi, alla fine…

…dopo la catastrofica giornata di cui sotto, il marito arrivò con cotanto omaggio floreale (l’immagine non so perchè, me la inserisce storta)

fiori

…e la domenica si palesarono parenti et amicUi…entrambi incoccardati di figli. Il che vuol dire che anche io so la differenza tra un festino tardo-adolescenziale tutto musica, alcoolici e flirt che vanno più o meno a buon fine alle prime luci dell’alba E un festino pomeridiano con preparazione e pulizia della casa PRIMA e scalmanamento bimbi POI….

buffet2

Stai PESTA in entrambi i casi, ma per la prima una manciata di ore di sonno ti rimettono più o meno in piedi…nella seconda…beh, ancora non mi ricordo come mi chiamo.

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biliorum

sedano

Il 18 è stato il mio compleanno. La giornata ha visto un’alba non esattamente serena e riposata dal momento che la puzzolilla, pòra stellina, ha passato la nottata a piagnucolare e a svegliarsi (-ci) a causa del nasino intasato e la tosse. Ciccina-core-de-mamma, ma anche ciccina-non-ho-dormito-uncavolo.

Quest’anno la Pizia mi aveva avvisato: ‘non andrà proprio tutto liscio’.

E infatti…

Quel giorno, appena arrivata sotto l’ufficio, ho pensato bene di fare ‘sto gesto e andare a comprare dei pasticcini da sbafare coi colleghi. ‘Uh com’è tardi’ -mi dico- e penso bene di andare DI CORSA al forno di fontana di trevi per gli approvvigionamenti dolciari. Peccato che DUE SECONDI prima avessi messo gli occhiali da vista nella tasca della felpetta pensando ‘è poco profonda, guarda come me li perdo’.

E INFATTI.

E mica quelli di plastichetta, eh no. Quelli d’Armani chepossinocecàllo. Sgrunt.

La giornata prosegue tra alti e bassi lavorativi e vabbè. Alle 18,00 arriva il momento di andare a casa. Ebbene, per chi non è romano, una delle poche cose buone del centro -parlando di mezzi pubblici- è il tram che da piazzale flaminio porta verso piazza mancini (dove sta anche lo stadio Olimpico, per intenderci). Cosa accade qui, furbacchioni?? Che hanno dato inizio a 700.000 diversi lavori lungo le trade capitoline, ma quando?? Alla ripresa di TUTTO, ivi comprese le scuole. Morale il tram è ‘momentaneamente’ sostuito con un autobus che fa 1) un giro di peppe, 2) non passa mai, 3) fa zigzag tra buche, transenne, gestacci, semafori rotti, nonnine col bastone, signorine sbadate con cellulare e cane, insane svolte a 90°. Ergo il tempo medio per fare ciò che prima si svolgeva in minuti-10 è: minuti-40.

Ma andiamo avanti.

Arrivo a casa, devo dire, sfranta come un papavero spampanato… E… cosa accade? Mentre parcheggio la macchina SFONDO lo specchietto sinistro.

….

Dite che è finita? Eh no, manca la ciliegina sulla torta. Salgo le scale, apro la porta, trovo mia madre che, come suo solito usando frasi mai dirette, mi rimprovera del ritardo (eh si, perchè come dicevo un paio di post fa, io durante la giornata sto ‘a sciacqua’ gli scogli’, no?), mi fiondo in cucina perchè era ovviamente ora di cena per Rachele e, quando guardo sul suo seggiolone vedo una perlina. Di una collana. A fili. Comprata in un mercatino dell’antiquariato. Che mi piace tanto.

“….”

“…mamma..?” … “cosa sarebbe QUESTO?”

“uuh guarda sai…eeeh, la collana…è che l’ho data a Rachele, che non avevo nient’altro da farle prendere”. NIENT’ALTRO CON CUI FARLA GIOCARE SE NON UNA COLLANA DELICATA, CON PERLINE DI VETRO DI UN COLORE ASSURDO CHE MO’ CHISSA’ DOVE SARANNO ROTOLATEEEEE????????

………………….. credo di aver assunto un pallido color sedano.

E buon compleanno, mi raccomando!!

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quando eravamo in vacanza….

…poi non ho più detto nulla della seconda parte della vacanza.

Il problemino è che non ho molto tempo, in questi giorni. Però vorrei fare un po’ di sana e giusta pubblicità all’Albergo Il Girifalco (http://www.ilgirifalco.com/ita/index.php) che merita davvero 3 minuti di attenzione e un notes su cui segnarsi i riferimenti e i punti salienti.

Innanzi tutto si parla di un ‘due stelle sup.’ che è di gran lunga migliore di moooolti 3 stelle e 4 stelle (ebbene si) dove sono stata.

In primis è PULITO. In secundis se magna be-nis-si-mo: la colazione, ricca, è compresa nel prezzo e per cena puoi scegliere tra un menù turistico a 14 euro e uno del giorno a 18. Per intenderci si mangiano i loro prodotti, la cacciagione, i funghi raccolti nel bosco…e non aggiungo altro.

Hanno una piscina che affaccia su una vallata verde.

Hanno un piccolo parco giochi per i bimbi.

Hanno la gentilezza e l’essere alla mano di chi è parte di una ‘conduzione familiare’.

Hanno il centro storico di Massa Marittima (non fatevi ingannare dal nome, è in collina e, in pieno Agosto, abbiamo dormito sonni freschi e beati senza aria condizionata) ad un tiro di schioppo ovvero ci si arriva by feet – a fette –

Hanno le spiagge di Follonica e quelle di Torre Mozza a 10-15 minuti di macchina. Vi sembrano tanti? Non lo sono. Una volta là, anche con bambini piccoli, è una pacchia: la pineta ripara dal sole e il mare ha la bandiera blu.

Hanno avventori che tornano, che si riconoscono anno dopo anno e che fanno comunella. Persone che, (chevvelodicoaffà) hanno eletto Racheluzza bimba of the year inondandola di attenzioni. Puzzolilla Superstar.

😛

Volete vedere delle foto del posto? Cliccate sulla nuvoletta qui sotto!

lago dell'accesa, vicino al nostro albergo!

lago dell'accesa, vicino al nostro albergo!

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RAISET

Hey, avete sentito?? Stasera danno un bel documentario sugli animali!

Parleranno dell’Aquila, della Vespa e del somaro.

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monday pick-me-up

C’è da dire che noi romani siamo creativi. Non quanto i napoletani, per carità, però…

Io il detto ‘mica stamo a pettina’ le bambole’ lo conoscevo, eh… (che sta per ‘non è che stia qui a perder tempo/per niente/senza costrutto’)

però certo…sentir dire dalla capocorA ieri alle prove:

  1. “mica stamo qua a smacchià li ghepardi”
  2. “mica stamo a sciacqua’ gli scogli’

m’ha fatto davvero sentire FIERA della mia romanitas!

😀


😀


😀

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un’altra soglia s’è varcata.

E per un attimo: l’ebbrezza.

Due ore di ‘buco’, come a scuola.

L’immenso delle possibilità che si aprono e che vanno dal:

liberarsi delle barricate di cartone-vetro-plastica formatesi per salvaguardare l’ambiente, al concreto materializzarsi di un parrucchiere che disinfoltisca la chioma selvaggia ridonando colore, taglio, lucentezza al crine in decomposizione rapida.

E’ giunto il momento: Rachele sta facendo ‘l’inserimento’ per andare al nido.

Prego porgere kleenex e generi di conforto.

Oggi, suo secondo giorno, è andata senza problemi in braccio alla educatrice (a voce altissima. “AMOOOOOOOOORE, CIAO! SONO ELENA!”) la quale mi ha liquidata con un “ah si, ripassa pure tra un’oretta o due”…CHEEEE? Ma non sarei dovuta rimanere un pochino pure oggi e POI andare? No?.. Ma… io..veramente…ehm…sssì…ehm…vado allora, eh? Ehm…vado? Ah, esco…di là, graz……SLAM. La porta si chiude e io sento vociare “IL TRENINOOOOOO! TUTTI A FARE MERENDAAAAA!”. La scena successiva mi vedeva parcheggiare il passeggino fuori, accanto agli altri, ad una lentezza inaudita, mentre buttavo l’occhio dentro, sbirciando dalle vetrate. Dissimulavo una certa rosicatio non petita, avendo IN-soddisfatto la mia curiosità che voleva abbeverarsi alla fonte del ‘guarda tua figlia che si fa i cavoli suoi co’ l’artri bimbi’.

E così ho potuto:

-prendere un cappuccino al bar, mentre orde di madri in tuta-seconda pelle e capelli a postissimo, si preparavano a fare dello jogging.

-passare alla palestra vicino casa, per tentare nuovamente di organizzare un qualsiasi sport, svago, corso si nuoto. I miei muscoli (ma ci sono, ancora, là sotto?) non toccano attrezzo di palestra -o intento fitness-oriented- da 4 VASTISSIMI anni.

-farmi largo tra la raccolta differenziata di cui sopra e gettarne la metà

-mettere in ordine quella miriade di oggetti, documenti, pezzi di altri oggetti, da riattaccare con attak o riunire ad altri pezzi più grossi nelle loro apposite scatole. (ci fossero degli svuota-tasche’ grossi come vasche da bagno, ebbene, io li riempirei)

…indi riandare al nido e trovare una Puzzolilla tranquilla come una Pasqua, la quale pare abbia ruzzolato giuliva tra tappetoni e cuscini senza piangere, rompere, farsi problemi per l’assenza di mammà.

Per usare le parole dell’educatrice: ‘una meraviglia! Questa bambina non si vede e non si sente!’

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