Archivi del mese: febbraio 2008

Io voto loro.

godetevi questi manifesti taroccati. Ce ne sono alcuni davvero pregevoli… tipo QUESTO.

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Le cronache inutili

 

L’allarme che suona.

E’ il primo avviso, completamente accessorio, che la giornata inizia, ma anche quello che fa più casino. Proviene dal telefonino Siemens del maritozzo. “Lo devo cambiare, ‘sto cellulare”, ma poi eccolo là, che vibra inviperito e trilla come la sveglia di mia nonna.

Tanto lo sappiamo entrambi che finchè non si unisce -10 min dopo- il mio nokietto rosa confetto (embè? Che ce posso fa’ se in offerta c’era solo così?), col piffero che uno dei due accenna ad aprire la palpebra.

Poi il rito del risveglio prevede che lui si alzi e faccia il caffè. Durante la settimana je tocca, poi nel week end pareggio i conti io, portandogliene 2+2 tra le coltri (trattasi di caffeinomane-doc).

Stamattina vedevo un andazzo preoccupante corredato da ritmiche reprise russatorie e così mi sono trascinata fuori dalle lenzuola, nella mia migliore interpretazione di “donna a prova di qualsiasi tentazione”: pigiama spaiato, felpona oversize grigiolina-tristezza, calzettone antiscivolo con fiore pendulo sulla caviglia, sensazione nettissima di effetto-panda su entrambi gli occhi e cespo de lattuga in testa (i capelli).

Tipiche del periodo attuale sono le soste davanti all’armadio, nelle quali mi produco in una modulazione di sospiri in re minore. Non c’ho un cavolo da mettermi, ovviamente. Quelle du’-tre cose abbinabili iniziano ad essere irrimediabilmente strette o, qualcuna tra loro, nel fondo del cesto della biancheria sporca, ululando solitudine e abbandono.

Ripeto quanto detto tempo fa: voglio il caldo, il bel tempo. NO fase cipolla, ANYMORE. Tunicone colorate e imperlinate forever. J

Vabbè.

La fase di trance scatta in macchina. Credo ormai d’avere la sequenza chiudi portiera-luci di posizione-cintura di sicurezza-inserimento frontalino dello stereo, che mi parte in automatico. E ogni santa volta penso che l’abitacolo fa proprio schifo. Che sono una femminuccia per davvero, a tenere tutta quella mondezza sparsa ovunque…e adesso se ne aggiunge pure un’altra in famiglia. Che come minimo mi ripiglia dal padre e va in moto.

Poi il parcheggio surreale a Piazza Mancini, in cui i due parcheggiatori, oltremodo soprappeso, ballonzolano sistematicamente il più lontano possibile da dove ho parcheggiato. E via, rincorrerli per 5 minuti con i due euro in mano. L’altro giorno hanno battuto i record di richieste insensate (ne fanno una ogni mattina): non gli andava bene che 70 centesimi li pagassi con monete da 5. Cioè, famme capì, io non posso lasciare la macchina perché ti infastidiscono le monetine? AAAH SI SI, me c’hai trovato.

E di nuovo via, verso il tram a pensare imperativamente quasi minacciando l’autista -che je ne frega a lui, poi?- mentre attraverso: “giuro che se parti adesso, io vado dal Dolce Forno e mi piglio una sleppa (trancio grande abbastanza da essere misurato in acri) di pizza rossa che ci sfamo l’intera palazzina”.

Poi circa 10 minuti a fissare la punta delle scarpe, a tendere l’orecchio verso l’I-pod del vicino, a tentare di leggere  senza incocciare nel pensiero che farò giusto in tempo a scorrere 4 paginette e poi rimarrò con l’amaro in bocca perché dovrò chiudere il libro. A volte inizio già dalla mattina lo sport A.T.A. (avvistamento tipi assurdi), ma più spesso indulgo negli scampoli di sonno, nei rigurgitini di caffè macchiato, nel cogitare sul perché mai riesca a sedermi sempre accanto a quello che biascica con la gomma o quella che sente l’impellente bisogno di telefonare alla sua intera rubrica.

Però mi piace arrivare a Piazzale Flaminio per poi dirigermi verso la metro. C’è quel pezzetto, accanto a quelle improbabili porte tutte infiocchettate di capitelli e chissà, foglie d’acanto, che danno su Villa Borghese. Quella piazzetta e le bancarelle piuttosto ordinate, quell’andirivieni di razze e negozi in apertura, che mi sanno di Londra.

E questo, per chi mi conosce, non può che darmi er friccicore straniero che tanto mi solletica la parte bassa della nuca.

Slalom tra copie di “City” e “Leggo” sventolati all’entrata della metro e poi lo sprint al primo tornello libero. Costantemente becco quello/a a cui non passa il biglietto. Ma la legge di Murphy l’avranno pur inventata per qualche ragione.

Si arriva presto a “Barberini” e la strada verso l’ufficio è in discesa. Però mentre risalgo le scale dall’underground, penso che già ora costa un bel po’ di fatica in più…figuuuuR-T quando trascinerò el panzòn all’ottavo mese…ma non pensiamoci ora, va’.

E la conclusione dell’inizio è qui, al portone pesante in Via del Tritone, con saluto allegro del portiere mio omonimo, il Bar, accanto, dove dopo un quarto d’ora mi concederò la colazione e i primi turisti che si dirigono verso Fontana di Trevi o Piazza di Spagna.

Cominciamo quindi, attendendo che un giorno in più trascorra e porti qualche minuto di luce all’uscita, di sera, e qualche tempo in meno a quando potrò salutare tutti ed attendere, finalmente, di  …conoscere mia figlia.

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I consigli delle amiche….

La pupa dovrebbe nascere i primi di Giugno. La presenza, saltuaria o costante che sia, di amiche e amici è una gran bella cosa…mia sorella poi, mi ha fatto una lista dell’EREDITA’ che mi può lasciare e presto dovrò andare a ravanare negli scatoloni di vestitini che già hanno fatto il loro dovere con mio nipote prima e la nipote seconda poi.

Ma oggi, mi è arrivata una mail che diceva tra le altre cose….

“…Quanto al temperamento della piccola, un suggerimento: dato che nascerà gemelli, che per esperienza personale è un segno meraviglioso, cerca di farla nascere non nell’arco orario compreso tra le 9,30 e le 15,30 perché rischierebbe di beccarsi ascendente cancro-leone-vergine; dopo le 15,30, molla il tappo!! Ascendente bilancia è perfetto!! :-))) Se non accade nulla entro le 17,30, aritappa tutto che te becchi lo scorpione!!!! L’ideale sarebbe intorno all’1,30 di notte, così si becca i pesci che sono fichi!! 😉
Dì un po’, questo aspetto non l’avevi mai considerato, eh?? “
…IN EFFETTI NO!

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qualche foto-tattà

Ri-tento l’inserimento del link (<–cliccare) della neonata paginetta flickr…

Per qualche assaggino di Sharm a Febbraio!

🙂

E buon inizio settimana a tutti!

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verde bile

Non lo so, non lo so….sono incazzosa. Ho scritto un post annebbiato, vorticoso, borbottante come una pentola di fagioli. In macchina vorrei arrotare la metà della gente che mi trovo davanti e c’ho una stanchezza quasi immotivata dopo una settimana di ozio. Ma mi sento fagocitata da ‘sti ritmi, mi sento insultata continuamente al lavoro nella mia intelligenza (e sottolineo in maniera arbitrariamente ampollosa MIA intelligenza, che qui “loro” ne stanno dimostrando davvero poca poca poca).

…Quando vedi che comunque fai, tanto non c’è differenza… Quando noti che non c’è mai criterio, giustizia, linearità. Che palle, signori, che palle. E mica mi va di mandare sempre avanti la pazienza. Vorrei far avanzare il MAGLIO CHIODATO, vorrei.

E così quel post delirante sta in bozza…e per non fare “li bozzi” mi sa che là rimane. Precedendo qualcuno dirò: “dai, che oggi è venerdì e poi c’è il week end” (ma non so’ convinta, non so’)

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Archiviato in Quotidianità?, Salute e benessere, un'accettata

ondaaaaaa, su ondaaaaa

Rieccoci in Italì, rieccomi a Roma.

Pedoni suicidi, code inspiegabili, colonnina di mercurio scesa a picco, gente che brontola in ufficio, bocche spalancate di valigie da svuotare a casa… e maTre cum suocera che ci hanno fatto trovare cosine buone da mangiare.  🙂  Normale amministrazione, direi, o no? 
Mi guardo le mani e penso che mi sono sempre piaciute, abbronzate. Le labbra, dal canto loro, protestano vivamente per il grado di screpolatura et secchezza raggiunti. I capelli, infine, hanno taciuto la loro misera condizione fino a stamattina, quando si so’ ciucciati 6 ettolitri di balsamo.

Insomma tutto bene, ‘sta vacanza: la temperatura in spiaggia era più alta di quanto ci aspettassimo, il villaggio era curatissimo e rigurgitante piante fiorite per ogni dove, la camera ampia e ben pulita, il buffet ricco e le cene “a tema” (ovviamente la più buona è stata la cena araba) discrete.

Ma vorrei concentrarmi sul lato “villaggio” della questione… posto che stendo i tappetini e ringrazio il Dio che più può piacere per il gran culo (come si dice in francese) avuto nel poter usufruire del viaggio, io mi domando:

…ma se vedi una, con la PANZA, no? Come te vie’ in mente di chiederle giulivo perchè mai non si mette con lo scoppio del sole a partecipare al torneo di beach volley? Perchè io comprendo che ogni tuo neurone sia concentratissimo nello sforzo immane di risultare euforico 24 ore su 24, comprendo anche che, poverino, fai solo il tuo lavoro e che ti hanno preso là per incitare le folle di turisti anelanti solo di cantare la sigla e fare balletti su ritmi latino-americani…PERO’, BENEDETTO RAGASSUOLO… non te ne uscire con frasi del tipo “ma allora era meglio che andavate alla pensione Marisa” se mi rifiuto di partecipare all’ENTUSIASMANTE gara di “sputo del cubetto di ghiaccio”…

ecco…lo dovevo proprio dire!!

(segue, che ve credete?)

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ci si vede tra una settimana o poco più!

Mi sentivo un po’ come se fossimo Ivano & Jessica, ti ricordi?

Tutti in quel periodo andavano là e l’idea del mega villaggio, del mare un po’ sputtanato, dell’all inclusive mi atterriva. Partire prevenuti certo non è la miglior cosa, ma avevamo sete di riposo, di ozio, di essere coccolati e stare in letti grandi, con aria condizionata fissa e buffet sontuosi. Questo facemmo, partimmo.

I pregiudizi li lasciai a casa e indossai quella tutina mentale che mi stava bene solo quando stavamo insieme: quella della bambina che va al parco, alla festicciola di compleanno, a mangiare pane e cioccolata.

La stessa del week-end a Gardaland, dei paninetti salame e pomodoro lungo la strada per Salisburgo, dei canti a Todi con quelli del coro, di Talamone quando restammo fuori in terrazzo a parlare davvero per la prima volta, di “Ikkimòn” esclamati mentre alla playstation rompevo pallette colorate. 

Si atterrò ai bordi del deserto e l’aeroporto sembrava un fazzolettino steso con due antennine di qua e una torretta di là.  Però tutto fu perfetto: la stanza con i mobili intarsiati, i dolci -tanti!- a fine pasto, il mare cristallino “buttandosi” dal bordo della barriera corallina per essere circondati da iridescenti squame colorate e … la notte stellata nel deserto. Ho capito là l’espressione “un silenzio assordante”. 

Ecco, domenica parto e ritorno là per una settimana di vacanza…vinta, con un concorso, da mia sorella e regalataci perché a lei + marito non interessava andarci per tutta una serie di motivi. Torno con qualcuno che non c’è mai stato e che ha bisogno di riposo. Sicuro, là lo trova. La stagione non è certo alta, ma ci assicureremo i nostri bei 21-22 gradi… le escursioni non le potrò fare, ma staremo spaparanzati, a leggere, chiacchierare e goderci il momento ed il pancione, con una calma ed un’attenzione che forse è doveroso avere, verso un momento così speciale nella vita di una coppia. 

Allora ciao e augurami Buon Viaggio, tu che sai come mi piace vivere una vacanza.

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