Archivi del mese: novembre 2010

companatico

Un cliente del maritozzo, in libreria, chiede lo “sconticino” su un volumetto da pochi euro. (Una libreria che già applica uno sconto in automatico su tutto cio’ che si acquista in negozio -no co’ le tesserine, li punti, i premi fedeltà, le svendite. Sempre.-)

Il maritozzo si guarda il cliente e gli fa:

“vediamo: un ulteriore sconto, mi diceva? ….

Equivale, su questo libro, a circa 90 centesimi. …. ….

per lei un caffè, per me, il pane.”

(arrivederci! Come direbbero in autostrada)

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a fine maggio mi accomiatai con un cappuccino.

Sergio è romano de Roma, ma ha degli occhi orientaleggianti un -bel- po’ furbetti. Capelli e barba di un invidiabile sale e pepe artisticamente distribuito con grande grazia. Sergio è diventato nonno di Asia da pochissimi giorni ed Asia non arriva a pesare tre chili. Quando mi dice “è piccoletta…eh”‘, gli ‘sparluccica’ lo sguardo e quasi si confonde, nello schiumarmi il cappuccino.

Domani sarà una settimana che mi fa iniziare la giornata con un cuore di cioccolata, trafitto da una freccia, disegnato con sciroppo di cacao, che è un peccato deturpare versandoci sopra lo zucchero.

Passo da là, perchè arrivo sempre con un anticipo tale da permettermi la tipica colazione italica e due chiacchiere terapeutiche.

Poi si va al corso di formazione. (retribuito. Che uno dice ‘eh certo’. CERTO un ciufolo, rispondo a chi lo ha pensato: avete letto gli annunci di lavoro ultimamente?  Eh, ecco…così stiamo messi in Italia.)

Se tutto andrà bene, poi si passerà a (almeno) sei mesi di precariato. Poi, se Santa Assunta ci mette la firma, magari divento sua omonima. Ma non precorriamo i tempi, che il bello di non avere poi nulla da perdere è una lucidità che forse mai ho avuto così limpida nella mia vita.

‘le faremo sapere’, ma per quanto mi riguarda, Signori, si ricomincia.

🙂

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