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dal balcone

Tiè, vah là come siete cresciuti!!!!

Quando passano mesi, a seconda delle acque in cui si è navigato, i giorni assumono una loro durata autonoma, assolutamente indipendente dai corti braccini del tempo di un orologio. Il mio, di tempo, ha vorticato e questo farebbe desumere una certa velocità. Ma io che aspiro a sfidare le leggi della fisica, dico che ha vorticato con bradipica lentezza…come dire: tanti cerchi concentrici che sostanzialmente ti lasciano nello stesso punto.

Il patrimonio aggiunto? Iniziamo con tutte quelle minuzie che tanto mi piacciono, ovvero cose del tipo: un personale record da bar–> il cappuccino servito nella tazza più piccola mai vista con un cucchiaino spropositatamente grande; lo scoprire che è possibile trovare dei cartelli delle vie che mettono il nomignolo tra parentesi–> “Giovanni Taldeitali (detto Giò)” ; persone completamente diverse dalla prima impressione che danno, luoghi di lavoro (negozi, laboratori, minimi uffici) apparentemente pidocchiosi che nascondono imperi, zone vicino Roma dove ho sognato di poter comprare casa.

L’occhio ingordo ha avuto la sua parte ed altrettanto ha potuto la voglia di avere a che fare con l’animale umano, che non credo mi stancherà mai o smetterà davvero di sorprendermi. Ho avuto, in poche parole, l’opportunità di intraprendere un nuovo tipo di lavoro che MAI avrei creduto di trovare davvero degno di nota e che invece ha aperto un mondo. Purtroppo si è concluso da pochi giorni perchè, ragaSSuòli, il vero fetentone non dorme mai e nemmeno l’imprenditore ladro e NEMMANCO il peracottaro imperante. Se questi 3 esseri mitologici si uniscono in uno solo, ne deriva sostanzialmente un essere spregevole che fa cose carine del tipo: non pagarti.

Insomma lo stesso brodo, santapace. E si che arrivando il caldo il brodo l’è pure indigesto.

Ma nel pentolone è mia cura non smettere di far bollire robetta (sono o non sono una streghetta?)…solamente….mi venga concesso il tempo pe’ ripijamme.

E voi, voi, bella gente, che avete combinato?

Vi abbraccio tutti e torno presto, stavolta.

(AH, POSTERO’ ANCHE QUALCOSINA NELL’ALTRO BLOG CUCINIERO, CHE LE DUE COMARI  VEDO CHE HANNO BATTUTO LA FIACCA PEGGIO DI ME!!!)

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Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei", Lavoro, Quotidianità?, Società e costume

dizionario arcore-italia/italia-arcore

Stamattina, ore 10.00. Entro nel luogo dove avevo un appuntamento di lavoro, salvo beccare un signore sui 65 con pacchi e robe varie, in procinto di uscire.

Gli domando con piglio deciso e sorriso cinemascope: ‘Buongiorno, è lei il sig. Pincopallo? Sono Michelinastreghina della tuttipazzi srl. Abbiamo un appuntamento per le 10.00’

Quello straBBuzza gli occhi, mi squadra, si guarda intorno e poi fa: ‘Lei? Un appuntamento con me? E mica so’ Berlusconi!’

0__0′

(poi sono scoppiata a ridere e gli ho detto ‘oddio, adesso è difficile capire se si tratti di un complimento o di un insulto…’ …era un complimento. …..)

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Archiviato in Attualità, Lavoro, per bocca d'altri, Scemitudine

companatico

Un cliente del maritozzo, in libreria, chiede lo “sconticino” su un volumetto da pochi euro. (Una libreria che già applica uno sconto in automatico su tutto cio’ che si acquista in negozio -no co’ le tesserine, li punti, i premi fedeltà, le svendite. Sempre.-)

Il maritozzo si guarda il cliente e gli fa:

“vediamo: un ulteriore sconto, mi diceva? ….

Equivale, su questo libro, a circa 90 centesimi. …. ….

per lei un caffè, per me, il pane.”

(arrivederci! Come direbbero in autostrada)

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Archiviato in Finanza - Economia, Lavoro, per bocca d'altri, Quotidianità?, Società e costume, Solidarietà, un'accettata

a fine maggio mi accomiatai con un cappuccino.

Sergio è romano de Roma, ma ha degli occhi orientaleggianti un -bel- po’ furbetti. Capelli e barba di un invidiabile sale e pepe artisticamente distribuito con grande grazia. Sergio è diventato nonno di Asia da pochissimi giorni ed Asia non arriva a pesare tre chili. Quando mi dice “è piccoletta…eh”‘, gli ‘sparluccica’ lo sguardo e quasi si confonde, nello schiumarmi il cappuccino.

Domani sarà una settimana che mi fa iniziare la giornata con un cuore di cioccolata, trafitto da una freccia, disegnato con sciroppo di cacao, che è un peccato deturpare versandoci sopra lo zucchero.

Passo da là, perchè arrivo sempre con un anticipo tale da permettermi la tipica colazione italica e due chiacchiere terapeutiche.

Poi si va al corso di formazione. (retribuito. Che uno dice ‘eh certo’. CERTO un ciufolo, rispondo a chi lo ha pensato: avete letto gli annunci di lavoro ultimamente?  Eh, ecco…così stiamo messi in Italia.)

Se tutto andrà bene, poi si passerà a (almeno) sei mesi di precariato. Poi, se Santa Assunta ci mette la firma, magari divento sua omonima. Ma non precorriamo i tempi, che il bello di non avere poi nulla da perdere è una lucidità che forse mai ho avuto così limpida nella mia vita.

‘le faremo sapere’, ma per quanto mi riguarda, Signori, si ricomincia.

🙂

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CV? Posso riscriverlo così?

 

gradita foto

 

DATI ANAGRAFICI:

Michela Frare è nata il 18 di settembre, quasi perfettamente in linea con le previsioni che il ginecologo aveva fatto a la su’ mamma. Un giorno che divide con Greta Grabo, mica robetta. Abita in una via ad un tiro di schioppo da dove è nata e cresciuta, ma è stato un puro caso. Il telefono fisso ce l’ha sebbene senza un cordless si senta ormai una donna persa. C’ha pure quello cellulare, con lo stesso numero da svariati anni, la fotocamera, ma non ‘touch’. Automunita, e anche motomunita per estensione: suo marito è il centauro e lei fa la passeggera.

EDUCAZIONE:

In linea di massima è una personcina ammodino, ma non farla incazzare. Dopo essere stata traumatizzata dalla scuola di suore francescane, NON ha seguito le sue inclinazioni artistiche andando ad esaudire le mire genitoriali che la volevano al classico. In effetti, dopo il primo anno in cui ha vissuto di rendita, non è che abbia proprio brillato sempre: ‘è così intelligente, sa? Ma non si applica’. Ha quindi ripiegato sull’Università, dopo l’esito negativo all’esame di ammissione alla scuola di grafica di Urbino, mollandola dopo qualche esame, che vivere da sola ed essere responsabile ed artefice della propria indipendenza le pareva cosa migliore et giusta…siccome-che gnaa faceva più a casa sua per tutta una serie di ameni motivi molto in linea con ‘La piccola fiammiferaia’. Essendo poi innamorata del Regno Unito fin dalla più tenera età ed avendo dato il suo primo bacio in un negozio di giocattoli a Oxford Street (al piano ‘casa di bambola’ per la cronaca), non poteva esimersi dal formalizzare questa unione con il first certificate e quindi l’advanced. Peccato aver dovuto sospendere il corso per il proficiency, che l’avevano assunta e si doveva pagare le bollette, prima del terzo certificato. Indi frequenta un gagliardo corso di formazione ‘customer relationship management’ che di fico c’ha solo er nome.

ESPERIENZE LAVORATIVE:

Tante, signora mia, tante e senza tema di affrontare un cliente incazzato che ‘la pizza è bruciata’ passando per il telefonico ‘no grazie non ci interessa’ sorvolando il ‘si capo ha ragione lei’ e trascorrendo ere appresso a autori Tv e stelline di vario genere. A volte addirittura simpatiche. Si è usato il pc, si è imparato -mica male- tutto da autodidatta e recentemente si era iniziato un rapporto non privo di scogli col Mac.

HOBBIES:

come sanno i frequentatori del mio desco, so cucinare, vivaddio. Come sanno gli amici di vecchia data, ho cantato parecchio e sotto la doccia lo faccio tuttora. La frase che tra le altre mi identifica è ‘a home without a cat is just a house’ dacchè se ne deduce che ne posseggo, di felini. Due. Mi piace scrivere, ma talvolta mi sembra di scordare come si faccia. Vorrei farlo a mano, ogni tanto, preferibilmente con una stilo dal tratto morbido e la china blu oltremare.

ASPIRAZIONI:

Avere tempo.

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dialoghi auspicabili

metti caso uno (M) incontrasse il proprio ex datore di lavoro (DL) no? Metti caso….

DL: “Allora che hai fatto, hai trovato lavoro poi?”(sorrisetto beffardo1)

M “Si, lavoro in un vivaio come esper….”

DL -interrompendo-: “in un vivaio???” (sorrisetto beffardo2)

M “…dicevo, come esperta fertilizzanti. Sai con tutta l’esperienza pluriennale accumulata a spalare merda…”

______________

DL: “Allora che hai fatto, hai trovato lavoro poi?”(sorrisetto altolocato)

M “Eh si e credo proprio che i nostri servizi ti potrebbero alla lunga interessare”

DL “o-hoo-hoo tu dici eh? (sorrisetto da pezzentina non credo proprio) Perchè di che ti occuperesti, scusa?”

M: “Onoranze Funebri”.

😛

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I Love You

Sto per partire per la Corsica. Diciamo che una mamma di una bambina di due anni è sempre temeraria, nel pronunciare parole come queste impunemente, datosicchè i picciriddi tendono a farsi venire un cocktail di malattie tropicali nell’istante esatto in cui la tua valigia fa il ‘clack’ della chiusura.

Poi si farà la strada al ritroso e non sarà un settembre come gli altri, un ritorno come gli altri. Qui sotto lascio una cosa che scrissi a matita, su un fogliaccio-ricevuta fax, uno dei primissimi giorni in cui mi ritrovai (a sorpresa, ma questo forse lo scriverò successivamente) negli uffici del mio vecchio lavoro, dopo la gravidanza. Non so come abbia fatto a resistere a quella che senza tema definisco gratuita violenza psicologica e irragionevole sprezzo verso l’impegno altrui. Non lo so.

Come diceva Rossella O Hara ‘domani è un altro giorno’.

Buone Vacenze a tutti, lo sapete che vi voglio bene?

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Indosso questi giorni come la divisa di un usciere.

Sono sulla porta: un ingresso come un’uscita.

L’automatismo dei soliti gesti: la sveglia al mattino, le pantofole o piedi scalzi fino in cucina, lava la macchinetta grande del caffè e, da quest’anno, metti a bollire l’acqua per scaldare il biberon.

Poi lo spazzolino, poi lo specchio e il cassettino dei trucchi, buttati alla rinfusa.

I soliti gesti, che adesso non preludono a nulla.

Arrivo qui, in anticipo, l’ascensore usato come montacarichi per eterni lavori di ristrutturazione: un ufficio chiude, un ufficio apre. Ogni corte del nuovo Re-Sole ha il suo codazzo di scrivanie, tappezzerie, finti parquet, quadri & stampe, colori sociali con cui ridipingere pareti.

Altro giro, altra corsa e ‘venghino siòri, venghino’.

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Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei", Blogroll, de gravidantia... & poi, Lavoro, Quotidianità?