Archivi categoria: per bocca d’altri

Rachelineide

Rachele (ora ha poco più di 3 anni) va a casa della nonna e, come una tassa, pretende il ‘gelatino’.

La Nonna, come da copione, glielo concede senza tema alcuna.

La sera a cena, però, ci sono anche gli zii che hanno portato il profiteroles. Rachelina era stata avvisata “se mangi il gelato ora, dopo il dolce però no”.

Lei fa la parte di quella brava e dice “sissì, ho capito, va bene”.

Ari-puntuale come una NUOVA tassa (abituiamoci), quando scatta il momento del dessert, arriva in tavola il trionfo di bignè ricoperti di cioccolato…e lei si rende conto dell’errore madornale.

Scende dalla sedia, alza la tovaglia e dice, rassegnata, ma con piglio:

“vabbè, vah, io mi metto sotto al tavolo, così non lo vedo”

😀

 

.

Annunci

39 commenti

Archiviato in de gravidantia... & poi, per bocca d'altri

se non ora, ieri.

Sono stata un numero. 

Mai stata così orgogliosa dei miei decimali.

 il blog della mobilitazione è il seguente: http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/

13 febbraio 2011 - Roma

23 commenti

Archiviato in Attualità, Leggi e diritto, per bocca d'altri, Popoli e politiche, Società e costume, Solidarietà

eccoci.

“L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all’intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell’ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa”.

Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917

4 commenti

Archiviato in Attualità, per bocca d'altri, Popoli e politiche, un'accettata

dizionario arcore-italia/italia-arcore

Stamattina, ore 10.00. Entro nel luogo dove avevo un appuntamento di lavoro, salvo beccare un signore sui 65 con pacchi e robe varie, in procinto di uscire.

Gli domando con piglio deciso e sorriso cinemascope: ‘Buongiorno, è lei il sig. Pincopallo? Sono Michelinastreghina della tuttipazzi srl. Abbiamo un appuntamento per le 10.00’

Quello straBBuzza gli occhi, mi squadra, si guarda intorno e poi fa: ‘Lei? Un appuntamento con me? E mica so’ Berlusconi!’

0__0′

(poi sono scoppiata a ridere e gli ho detto ‘oddio, adesso è difficile capire se si tratti di un complimento o di un insulto…’ …era un complimento. …..)

27 commenti

Archiviato in Attualità, Lavoro, per bocca d'altri, Scemitudine

companatico

Un cliente del maritozzo, in libreria, chiede lo “sconticino” su un volumetto da pochi euro. (Una libreria che già applica uno sconto in automatico su tutto cio’ che si acquista in negozio -no co’ le tesserine, li punti, i premi fedeltà, le svendite. Sempre.-)

Il maritozzo si guarda il cliente e gli fa:

“vediamo: un ulteriore sconto, mi diceva? ….

Equivale, su questo libro, a circa 90 centesimi. …. ….

per lei un caffè, per me, il pane.”

(arrivederci! Come direbbero in autostrada)

17 commenti

Archiviato in Finanza - Economia, Lavoro, per bocca d'altri, Quotidianità?, Società e costume, Solidarietà, un'accettata

Rosa è un bel tramonto, non trovi?

Si fanno promesse che suonano come quelle rilucenti delle sere d’estate. Là è tutto possibile, eterno sotto le stelle di un firmamento sgombro di nubi, terso come i cieli di luglio.

Cosa ti può toccare mentre sei intrisa di giovinezza, immersa nella seta di una pelle senza rughe. Attorno il crepitio di un falò e l’incanto della costruzione di ricordi che tintinneranno negli anni a venire.

A me toccò una paura concreta e millimetricamente dura. Qualcosa che gravitava nei pressi del cuore, fisicamente parlando.

A me toccò qualcosa che poi si rivelò nulla, ma solo poi. Nel mentre ci fu la visita, le analisi e l’attesa. Tutto incredibilmente lungo, nei ricordi. Tutto tremendamente in linea con una storia di famiglia che ha visto mio padre andar via a causa di un tumore. 

E allora oggi, in questa giornata, voglio fare una promessa stabile come un giardino d’inverno. La voglio granitica e nobile come il marmo rosa, la voglio dedita e dedicata a mia figlia, alla speranza di non lasciarla mai sola. La voglio condivisa, come le Donne sanno fare.

11 commenti

Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei", Attualità, per bocca d'altri, Salute e benessere