Archivi del mese: agosto 2010

I Love You

Sto per partire per la Corsica. Diciamo che una mamma di una bambina di due anni è sempre temeraria, nel pronunciare parole come queste impunemente, datosicchè i picciriddi tendono a farsi venire un cocktail di malattie tropicali nell’istante esatto in cui la tua valigia fa il ‘clack’ della chiusura.

Poi si farà la strada al ritroso e non sarà un settembre come gli altri, un ritorno come gli altri. Qui sotto lascio una cosa che scrissi a matita, su un fogliaccio-ricevuta fax, uno dei primissimi giorni in cui mi ritrovai (a sorpresa, ma questo forse lo scriverò successivamente) negli uffici del mio vecchio lavoro, dopo la gravidanza. Non so come abbia fatto a resistere a quella che senza tema definisco gratuita violenza psicologica e irragionevole sprezzo verso l’impegno altrui. Non lo so.

Come diceva Rossella O Hara ‘domani è un altro giorno’.

Buone Vacenze a tutti, lo sapete che vi voglio bene?

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Indosso questi giorni come la divisa di un usciere.

Sono sulla porta: un ingresso come un’uscita.

L’automatismo dei soliti gesti: la sveglia al mattino, le pantofole o piedi scalzi fino in cucina, lava la macchinetta grande del caffè e, da quest’anno, metti a bollire l’acqua per scaldare il biberon.

Poi lo spazzolino, poi lo specchio e il cassettino dei trucchi, buttati alla rinfusa.

I soliti gesti, che adesso non preludono a nulla.

Arrivo qui, in anticipo, l’ascensore usato come montacarichi per eterni lavori di ristrutturazione: un ufficio chiude, un ufficio apre. Ogni corte del nuovo Re-Sole ha il suo codazzo di scrivanie, tappezzerie, finti parquet, quadri & stampe, colori sociali con cui ridipingere pareti.

Altro giro, altra corsa e ‘venghino siòri, venghino’.

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