Archivi del mese: giugno 2009

e vabbè…un pezzetto in più…. ^__^

grazie a Paolo per la foto! Strega e stregolilla ridacchiano felici.

grazie a Paolo per la foto! Strega e stregolilla ridacchiano felici.

Buon week end -lungo, per i romani- a tutti!

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e ora sono già le 10 passate

'blues for a ghost' by *hotburrito2

sono le 9.17 ed ho già fatto molte cose fondamentali nella vita.

Che so

Annaffiare il pothos in bagno, che sta in un vaso, che a sua volta sta dentro un porta-vaso di corda appeso al soffitto. Ciò rientra nelle 5 cose più pericolose da fare al mattino prima del caffè nella prestigiosa classifica del Newsweek.

fare i disegnini col cucchiaino nella schiuma del cappuccino al bar

piantarmi su una riga di un articolo del giornale, rimanendoci 5 minuti, immobile

aver resistito-resistito-resistito all’aroma di cornetto/ciambella/bombolone/saccottino che si leva dall’androne del palazzo, reo d’esser troppo vicino alla presa d’aria che confina col fornetto del Bar

Tutto ciò già dovrebbe mettermi moooolto avanti con il mondo che mi circonda.

Ma pare tocchi lavorà.

Ingiusto, non trovi?

^___^

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non oserai mica!

nice hat, Madam!

nice hat, Madam!

….sabato: al primo vacillare della palpebra le ho ficcato sotto il braccio il coniglietto-feticcio, ho tirato la tenda verde della sua stanza e, nel contempo, un vago respiro di sollievo.

‘Vai, si è addormentata’.

Sono partita a razzo e in una manche da superdonna mi sono resa conto d’essere riuscita a:

  • svuotare la lavastoviglie
  • smadonnare sul fatto che dopo avermi fatto gli zebedei a forma di palla da discoteca fulminata, il marito fa esattamente la cosa su cui ha infranto i suddetti ossia: lasciare a mollo le posate nel liquido oliato dei piatti messi nel lavello con aggiunta di tocchi di cibo -assolutamente non tolto- galleggianti
  • fare smorfie nell’atto di prendere ‘sta zozzumaia ri-riempiendo la lavastoviglie
  • passare l’aspirapolvere gioendo come la esemplificativa donna media che chiameremo Sig.ra Olga: ‘hey! Ma questo folletto è davvero portentoso sui tappeti!’
  • rendermi conto di possedere un aggeggio denominato ‘silkepil’ col quale sottopormi a pratica masochista di estirpamento ‘peli superflui’
  • stendere una lavatrice avviarne un’altra
  • ADDIRITTURA trovare il tempo di farmi una doccia, siori e siore
  • ovviamente nel mentre aver messo su un sughetto
  • ……………….poi il mio sguardo cùpido è caduto sulla borsa ed ho fatto questo pensiero lascivo ‘abbinare la borsa con le scarpe’….poi ho abbassato gli occhi quasi vergognandomi di tanto ardire e non ho tentato ulteriormente la sorte.

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ma a quest’ora che mi può venire in mente, scusa?

Sostengo una lotta senza quartiere col kebab che abbiamo trangugiato ieri sera, dopo averlo aspettato una comoda ora e mezzo…ah! Le bellezze del servizio a domicilio! … e nemmeno mi ci hanno messo tutta la cipolla e la salsina di ceci che era nei miei desiderata! Ntz Ntz….

Per stasera ho chiesto a una delle due supernonne di farmi la cortesia di lessare delle patate. Ah sissì, ci si possono fare un mucchio di cose, tutte capaci di far dimenticare anche i migliori propositi di dieta. Del tipo:

GATEAU FREDDO DI PATATE semplice semplice:

lessare delle patate, passarle allo schiacciapatate riducendole in quei filini a lombrichetto che so’ così carucci che me li mangerei ‘nature’ e aggiustare di sale, olio extra vergine d’oliva e pepe. Tagliuzzare a parte i carciofini sott’olio e sgocciolare dal liquido una scatoletta di tonno (o due, ma dipende da quante patate avete cotto…che ci posso fare? Io vo’ sempre a occhio!) tagliuzzate generoso prezzemolo e se vi va, pure un po’ di basilico. Poi: armatevi di cucchiaio e barattolo di majonese e sfogate i vostri più bassi istinti e via, co’ l’aggiunta di grassi. Amalgamate bene il tutto e mettetelo in una ciotola, pirofila, altro contenitore colorato ed estivo, non mancando di papparvene una mestolata con la scusa che prima si deve assaggiare per sentire come sta di sale. (Senza farvi accorgere, ripetete l’operazione con lo stesso mestolone che avete messo in bocca…e daje, e chi ve vede ninnì?).

Potete altresì decorare il tutto con dei pomodorini e foglioline di basilico intere o anche variare all’infinito le robe da metterci dentro. Ponete in frigorifero l’opera d’alta cucina Vissaniana e aspettate almeno 1 oretta.

Tiè, poi dimmi che con poco non si prepara un pasto da Re!

gateau di patate freddo

gateau di patate freddo

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frustazioni (no, mica è un errore)

…è che principalmente sto facendo figure di merda in comodi pacchi famiglia, ecco che è.

Il tragicomico è farle quando non ne sei minimamente responsabile. Sembrerebbe più facile riderne, ma per me non lo è affatto.

In più la situazione lavorativa è tale da rendermi continuamente passibile di interpretazione distorta, ovvero: come se io fossi una mezza tacca incapace che sta a scaldà la sedia e non fa una minchia.

Peccato che anche questo non sia così, ma crederlo prevede una buona dose di fiducia senza riserve che, mi rendo conto, non posso esattamente aspettarmi da chi non mi conosce o non mi ha conosciuto come ‘macchina da guerra’ lavorativa.

Rimane poi, una grossa linea che ho tirato a suo tempo e che faccio fatica a mantenere (pur avendone non solo il diritto ma il dovere morale) che mi impone di non accalorarmi sul lavoro mandato in malora, sulle cose tirate via, su quelle che si pretendono fuori orario o fuori mansione. Perenne. Però da tutto ciò ne deriva che devo guardare colleghe che si dannano e io fare la figura di quella che se ne fotte.

Se solo sapessero….per tanto non è stato così, ma ora il disamore mi pervade e non so porre rimedio.

Il tutto frustra.

Assai.

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Momo

Quando leggevo questo libro di Michael Ende avevo spesso pigiate sulle orecchie le cuffie di un sony rosso.

La canzone, invariabilmente da rimettere daccapo, era questa:

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If I were in your shoes…alzerei i tacchi.

altri tacchi

Oggi, per la prima vera volta, sto guardando agli U.S.A. con un occhio diverso.

-Firmato, suo malgrado, una Europea-

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Borsalino

Stamattina, ‘trafelandomi’ al lavoro dopo un discreto numero di cartellini degli imprevisti del Monopoli, mi sono imbattuta in un uomo davvero bello.

Alto il giusto, capelli mossi e scuri, ravvivati da quelli che imbiancano, leggera stempiatura che però dici “beh ormai verso i 40 e passa mica gliene cadranno tanti altri no?”, vestito con un elegante abito scuro, fronte un po’ corrucciata, espressione seria e compresa, occhi blu-cobalto. Aveva una piccola valigia e il passo cadenzato, largo, deciso. Ed in effetti mi ha colpito una cosa precisa: l’eleganza, la compostezza.

Quanti ne sono rimasti, di uomini col cappello? Quelli delle scenette de La Settimana Enigmistica, gli uomini ‘di un tempo’ quelli che ti cedono il passo o che trovano spregevole veder arrancare una donna senza nemmeno fare il gesto di darle una mano. Quanti ce ne sono che sorridono al posto di sghignazzare, quanti parlano al posto di urlare, quanti ancora spengono il cellulare perchè una chiamata improvvisa non turbi un pranzo o una cena.

E da così desolatamente pochi esseri umani (ovvio, non mi riferisco solo al sesso forte) proviene il garbo. Vorrei che fosse naturale fare strada e non pretendere che tutti si spostino. Vorrei che guardare in volto la gente quando ci si parla non fosse opzionale, ma un sentimento di necessità impellente.

https://i2.wp.com/www.millerhats.com/productimages/1198.jpg

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Archiviato in mi salta in mente, Senza Categoria, Società e costume

figurati se non si trova il pretesto pe’ magnà.

Invito:

Cari parenti, zii effettivi ed onorari, pesci gatti mucche e tutti gli animali che la pupa sa imitare, cara moto del papà e caro comiglietto che le fai compagnia di notte.
Cari voi.
E’ ormai alle porte il primo compleanno della bimbina Rachelina ed avevamo pensato di organizzare un aperitivo da noi per festeggiare l’evento.
Col fatto che tanto per cambiare, anche questa festività il suo papà lavora, l’unica data disponibile è il 31 -domenica- verso le ore 19,00.

Ci farebbe davvero piacere avervi con noi per brindare spiluccare e spupazzarsi la festeggiata.

RSVP!

Menù dell’aperitivo dato in onore del primo anno della Rachelilla Stregolilla:

  • patatine fritte
  • salamini beretta affumicati
  • paté di ceci e salvia con crostini
  • rustici vari gusti
  • spiedini mozzarelline, pachino e basilico
  • teglia di pomodorini al riso
  • rotolini di cannellone ricotta e spinaci
  • insalata di germogli di soya, fagioli bianchi di Spagna, tonno e cetrioli
  • caciottina dolce sarda e formaggio toscano con tartufo + salsette
  • da bere: Traminer Aromatico, Coca Cola, Acqua, Succo di frutta,Vino rosso rimasto intonso…
ABB-buffet!

ABB-buffet!

….

col flash le foto non vengono bene...

col flash le foto non vengono bene...

Ricetta: Pomodori col riso al forno.

Ingredienti: pomodori rossi, -quelli tondini- riso Gallo Blond per Risotti (calcolare circa un cucchiaio a pomodoro), basilico, olio e.v.o., 1 spicchio d’aglio, sale, pepe, acqua (facoltativo: 4 cucchiai di sughetto pomodoro e basilico…ari-facoltativo, ma consigliatissimo: patate a spicchi da spargere nella teglia)

Preparazione: tagliare quasi completamente la calottina superiore dei pomodori (deve rimanere attaccata a mo’ di coperchietto per intenderci), svuotarli delicatamente della loro polpa, conservandola a parte in una terrina. Salare l’interno di ogni pomodoro e capovolgerlo così da fargli perdere l’acqua in eccesso. Alla polpa aggiungere generoso basilico fresco, sale q.b. e un pizzico di pepe, indi passare tutto al mixer o nel passaverdure. Fatto cio’, tagliare uno spicchio d’aglio spellato e metterlo nella salsa. Il riso, A CRUDO, dovrà riposare in questo composto per almeno 1 ora (mescolare ogni tanto). Passato questo tempo, eliminare l’aglio e procedere al riempimento. Oliare leggermente una pirofila, adagiarvi i pomodori, versare un paio di tazzine di acqua e i 4 cucchiai di sughetto. Aggiustare di sale (mettere le patate se vi rimangono spazi…a me non rimanevano) e infornare per un’ora circa a forn ventilato e preriscaldato a 180°).

Servire a temperatura ambiente (al massimo tiepidi, ma non caldi).

In tutto cio’:

Siamo pure riusciti, col maritozzo, ad incontrare due Veneti che lévete 😉 con i quali abbiamo passato un gradevolissimo pranzo, in barba alle strade chiuse per una serie infinita di manifestazioni in corso, la pioggia, i locali chiusi e lo scarso tempo a disposizione. Ne è valsa la pena e ora posso dire di avere ben chiari i sorrisi di questa donzella, quando scrive certe cose. (però…con buona pace dei pesci rossi…sigh!)

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