Archivi del mese: gennaio 2008

Misery must die.

La vera miseria non è quella vista questa mattina. Una mattina come altre, fatta di uomini figli del Conte Vlad, in fila, camminando in salita verso i luoghi di raccolta di una giornata ordinaria da muratore in nero. La miseria non è quella di chi deve dire no agli occhi dei propri figli davanti alle vetrine perché al 15 del mese c’è da frugare nelle tasche in cerca di spicci per mettere insieme il piatto di pasta per la famiglia.

Miseria non fa rima con la nobiltà di chi si industria, di chi sorride ugualmente, di coloro i quali combattono contro un male che li logora dando conforto a chi dovrebbe esser loro d’aiuto.

La miseria sei tu, con il tuo sandwich di carte di credito, i tuoi denti bianchi allineati tra le labbra tirate, senza gli occhi a confermarne la cortesia. Sei tu che infrangi i sogni di quelli che fino a un attimo prima tieni in palmo di mano, solo per un tuo capriccio, voltagabbana dei cuori, non sai nemmeno come si faccia a concedere Amore. Eccola la miseria: è inamidata con le tue camicie su misura, le cifre stampate sopra.

Che sia visibile a tutti quali sono le iniziali della miseria.

Le tue, le tue.

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cincischiando

 

In un periodo di positività come questo, voglio invece fare un giochino idiota, perché di natura so’  una che di peli nell’uovo ce ne potrebbe trovare una dozzina, altro che uno, una che quando va tutto bene si deve tenere uno spazietto dove ricordare quali invece siano le cosucce, di rimando, gradite quanto un gatto con l’alitosi al tonno marcio. Quindi mettiamoci l’animo in pace e veniamo a patti coi nostri difetti. La manfrina suddetta per dire che ora ho deciso di mettere qui 3 cose che non sopporto, divise per argomenti.Se vi va, fatemi sapere i vostri dis-gusti in materia! J

Orbene…

 LAVORI DI CASA :

  • Rifare i letti
  • Stirare
  • Lavare le pentole ( solo le pentole)

CIBI :

  • Olive (di qualsiasi genere, verdi, nere, dolci, piccanti ecc ecc)
  • Ananas
  • Sedano

 MODI DI FARE SCIOCCHINI :

  • Chi ti sta sempre a togliere pelucchi di dosso
  • Chi non si sposta di un millimetro -anche se tu lo stai facendo- mentre si sta per strada
  • Chi ti fa una domanda e non sta a sentire la risposta

 SUL LAVORO :

  • Chi si aggira per i corridoi con un foglio in mano con aria affaccendata, ma in verità perde solo tempo
  • Quelli che “oooooohhhh, non ho spicciiiii!!” e non pagano mai il caffè
  • Chi non rende mai merito alle idee altrui e se ne impadronisce senza ritegno

 …E SPICCIOLI:

  • Le pagliuzze negli occhi (a me entrano dei TRAVI, ma vabbè)
  • Chi ti frega l’ultimo bocconcino dal piatto
  • Gli uomini col cappello che guidano!! (avete mai notato che vanno lenti, ma leeeeeeeeeenti…)

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very important saturday people

 Sto diventando diurna. I miei week-end si stanno spostando verso le ore di luce disponibili, magari fuori porta. Ancora meglio con parte della giornata avendo le gambine sotto ad un tavolo. Questo sabato, siori et siore, Roma era uno spettacolo. Il suo litorale, mejo me sento. Ci siamo imbarcati per la vicina Fregene dove s’è scoperto che la nostra originalità è stata pari a quella di chi decora l’abete per Natale. TUTTA Roma era là e, all’alba delle 14.45, stavamo quasi per perdere le speranze, quando all’ultimo stabilimento-ristorante, abbiamo trovato posto. Luogo da VIP, dove torme di fotografi un po’ mingherlini e con obiettivoni enormi si davano un gran tormento per arrivare a ripiglia’ quarcheccosa che mi sfuggiva.

Poi ho capito che quel paio di occhiaie che passavano erano di Riccardo Scamarcio.

(la vera notizia è che il pesce era fresco, ottimo ed abbondante)

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Italia: si avvicina sanremo.

…e direi che questa canzone è GIUSTO UN PO’ attuale.

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non sempre tutto liscio come l’olio, no?

Voglio una tunicona. Seta, preferibilmente.

Esigo un editto reale dove siano vietati gli elastici.

Ho bisogno di piccoli pasti ogni due-tre ore: cose appetitose che sappiano surrogare la mia mancanza di insaccati. Datemi un alchimista che mi distilli un preparato antiacido. “Un po’ di più, per dare una mano all’intestino”. Sento l’esigenza di un’orda di massaggiatori che piglino il numeretto solo per il piacere di mettersi là a farmi oooore ed ore di massaggi alla schiena.

Ecco.

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T.B.A.

thinkingblogger.jpg

Urka, sono stata nominata da Michelangelo!! (mica un nome qualsiasi, eh?)… ormai è un po’ di tempo che gira quest’omino che pensa, ma trovo comunque interessante scoprire nuovi blogS grazie anche alle segnalazioni presenti nei post del “thinking blogger award”.

E dunque ecco qui, veloci veloci, i miei linketti:

Ti Amo anche oggi: è Valentina, la quale ultimamente ha diradato le sue vignette fantastiche, ma che comunque non poteva non essere citata. Geniale era, geniale rimane. Si vede che mo’ l’è più felice e produce di meno! 😉

Baskerville: è bravo via….si, cupo ogni tanto che gli prenderesti il bavero della giacca per scuoterlo un pochetto, ma altrettante volte così geniale nella scelta delle musiche, delle foto, dei video. Ci manca solo che si possano scegliere dei profumi da inserire nel blog, poi ha fatto!

Leucosia: la nostra coraggiosa Sirena. Lei mi insegna volta dopo volta la dignità e la speranza. Personalmente non si cosa farei, come mi comporterei al suo posto. Mi dispiace solo non poter essere più vicina a dove abita…lo sai che ti porterei un sacco di cosine buone da mangiare? 🙂

Roma-Copenaghen, ovvero “unadelledue”: non riesco a scindere chi mi fa pensare da chi mi fa ridere. Ovvero: ci vuole una saccata di intelligenza a suscitare sempre nuovi sorrisi, a cesellare piccoli scritti usando i vocaboli giusti, il suono della parola adatto. E solo per i loro incipit e le loro firme a fine post…

Emma: una perla ogni tanto. Rare, troppo. Chissà come e quando riapparirà. Ogni volta che lo fa, mi emoziona.

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Scandagliare

 Non dimenticate mai quanto la terra goda a sentire i vostri piedi nudi E quanto il vento abbia voglia di giocare con i vostri capelli Non sondate le profondità della conoscenza in voi con asta o scandaglio Perché il vostro io è infinito e sconfinato mare.

-“Il Profeta”, XVII: La conoscenza, e X: l’Abito / K.Gibran-

(Nasci dalle mie mani, giorno stanco. Adagia le ore nelle pieghe della pelle. Leggimi attento, sibilla e cartomante. Serpeggi lento cercando l’uscita, come me, come me. Oggi.)

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