Archivi tag: puzzolilla

aspettando l’incubazione (io no, non ho avuto la varicella)

‘se non riesci ad uscire dal tunnel, arredalo’, diceva quello.

Come ho avuto modo di replicare, il mio sarebbe in tema dando una simpatica mano di tinta ‘grigio occhiaia’ alle pareti.  La pupa, tanto per santificare un’altra festa, si è beccata già da qualche giorno la varicella e stamattina, povera ciccia, si è svegliata alle 05.30 circa in preda ad un furibondo prurito ai piedini-pagnotta.

Lei poi si è riaddormentata con me sul divanetto della sua stanza.

Lei.

A parte cio’, avendo la fortuna di una sorella che da piccola si è presa anche le malattie tropicali e due suoi figli che non hanno rinunciato anch’essi agli esantemi di rito, si è potuti almeno andare a passare qualche ora insieme senza tema di contagio (ma comunque dopo ilare digressione del marito il quale per l’ennesima volta è andato al lavoro -sebbene per due ore e qualcosa- in un giorno in cui non avrebbe dovuto, facendo zompare il pranzo e altre cose incastrate al centesimo di secondo nell’unico momento disponibile…) inalando i raggi di sole che, già dal giorno dopo, almeno su Roma sono andati un po’ a farsi benedire.

In barba a cio’, c’è stato comunque un genetliaco da festeggiare a suòn di piatti a base di pesce, che rarissimamente mangio a causa del marito -si sempre lui pare che mo’ me l’agg’ a ttenè- il quale di media preferisce addentare bisonti ancora in corsa.

Rachele in tutto ciò è ora moderatamente cosparsa di puntini che potrei porvvedere ad unire dall’1 al 59 per vedere cosa salta fuori, ma in fondo avendo una pila di settimane enigmistiche nel bagno (e voi e voi, le tenete?) posso optare per un buon Ghilardi o Bartezzaghi, senza istoriare mia figlia.

In soldoni, ‘nnamo che è riniziata la settimana.

Annunci

23 commenti

Archiviato in de gravidantia... & poi, Salute e benessere, Scemitudine, Senza Categoria

25 Aprile a casa stregolille.

Voglio scrivere di una domenica normale, in cui una mamma e una bimba hanno fatto cose normali, in tempi normali.

Il parco la mattina, con le 500 salite e discese dallo scivolo, i 5 giri di giostra di cui uno sulla ‘moto di papà’.

La passeggiata ‘da sola’ in mezzo al prato con l’erba alta e le margherite a profusione e chissene frega dei pantaloni nuovi con winnie pooh. Che si macchino pure, che le patacche si tolgono, i ricordi belli restano.

Il ritorno a casa e il dolcetto a fine pasto “che oggi è festa, puzzolilla!”, due ore di sonnellino ristoratore (anche per la mamma), poi giocare, inventarsi le canzoncine, buttare un occhio a yoyo in tv ma poi andarsene quasi subito, che c’è di meglio da fare.

Infine il bagnetto: lungo e con le bolle ‘no la testa, mamma’, senza la tortuta dello shampoo, stavolta. Tutti gli amici intorno: ippotommaso-termometro per vedere se l’acqua è alla temperatura giusta, la mamma ranocchia con a bordo le 3 piccole ranocchiette, il nuotatore a molla con la cuffietta a pallini e i propri piedi, che ogni tanto sbucano fuori dal bagnoschiuma.

Del tempo per noi.

CHE ‘Liberazione’.

19 commenti

Archiviato in de gravidantia... & poi, Salute e benessere