Archivi tag: fede

Abbi fede in me. (post un po’ prolisso)

Stamattina, scherzando, pensavo di dover ringraziare San Gennaro motociclista per avermi preservato da capitombolamenti ad esito infausto, causa marito con scarsa propensione all’attenzione. Poi vedo che davvero oggi è San Gennaro. Vabbè! Ora pro nobis. 

A parte ciò, l’attenzione è stata colta dai mega cartelloni che annunciano fieri, ai coraggiosi in fase di preparazione matrimonio, che ci sarà –così, per ripetere la parola- la Fiera all’evento dedicata. Ciò mi ha fatto collegare l’unico neurone funzionante a quell’ora, ad una dissertazione avvenuta giorni fa la quale faceva eco ad una sua gemella, già intercorsa con altri amici tempo prima. 

Si parlava di simboli. Nella fattispecie della fede…eh, si, l’anello che ti infila all’anulare l’amato bene il giorno del “si”. In buona sostanza c’era una parte dei convenuti alla discussione (e devo dire soprattutto, anche se non solo, appartenenti alla categoria delli màsculi), che appoggiava la seguente teoria: “non importa assolutamente come sia l’anello, di che foggia, colore, dimensione, materiale, perché è un pegno d’amore tra me e te. Il fatto che non sia eventualmente riconosciuto non ha alcuna importanza perché l’impegno che ho preso, l’ho in coscienza e non cambia a seconda della fede o non fede. Inoltre sarà anche possibile che io non la indossi  sempre, perché, spesso, me dà pure ‘mpo’ fastidio”.

E poi c’era la parte avversa che sosteneva invece quanto segue: “Importa eccome perché essendo un simbolo, come tale dovrebbe essere riconosciuto e riconoscibile, non certo perché io non mi fidi di te e creda sul serio che la fede ti renda inavvicinabile, ma solo perché mi piace pensare che simbolicamente manifesti il mio appartenerti ed il tuo appartenermi come liberamente scelto da entrambi, quindi la fede te la metti eccome proprio per il motivo che dici: perché è un pegno d’amore”.

Ora:mi sono stupita anche io all’epoca, ma dico apertamente che appartengo alla seconda categoria.

Esplico meglio il mio pensiero: la questione simbolica la trovo assolutamente imprescindiBBOli, nella mia vita in primis, ma in quella di chi mi circonda la vedo presentissima non meno di quanto permei la mia. Facendo le debite differenziazioni che riguardano ovviamente il contesto geografico, sociale, culturale ed economico in cui si nasce e cresce, ci sono oggetti ed azioni, che inequivocabilmente trasmettono un messaggio ed uno solo. In questo risiede la loro forza comunicativa e contemporaneamente il loro limite d’applicazione o rappresentazione. Per esempio: se in Italia ve regalano un mazzo de crisantemi, probabilmente ve date ‘na grattatina alle parti basse. Oppure: se vedete ‘na piramide, è improbabile che la mente non corra all’Egitto e alli Faraoni, se poi vi accroccano  in salotto un agglomerato di cassette della frutta dal quale pendono festoni di scontrini della GS, difficilmente capirete che si tratta di un treeeeeeeeeendy-albero di Natale. Il che, chiaro, non impedisce a nessuno di decidere di inchiodare un fiocco rosa alla porta rispondendo poi alla domanda “e come si chiama la nuova nata??” un estatico “UGO!”.

Insomma… pur portando praticamente esclusivamente oggetti d’argento o d’oro bianco, perché me piacciono deppiù, la fede l’ho volutamente scelta classica che più classica non si può. Per spessore, colore, foggia. La parte che la pensa diversamente ribatte, con ghigno maliziosetto: “ma hai bisogno che la GENTE la riconosca? Che credi che la fede ti preservi dall’essere cornificata, hai bisogno che la GENTE sia per forza a parte di una cosa che in fondo riguarda te e la tua metà??”. Ovvio, no. Anzi, mi sembra d’avere ormai raggranellato sufficienti episodi per ghignare a mia volta rispondendo che la fede al dito fa -di meeeedia- stare più “tranquilli” gli uomini che ce provano co’ una sposata, ad esempio.  😉

Ma non è quello. Qui -romanticamente forse un po’- rivendico il valore simbolico, il NOMEN-OMEN di un piccolo oggetto che, certo che si, è per questo riconducibile dai più che vivono nel mio stesso emisfero ad un evento preciso, e non vedo quale colpa risieda in tutto ciò. Non sarà uno “specchio riflesso!”, non sarà lo “scudo stellare di Vega”,“un contromalocchio” a chi te vo’ scippà moglie o marito. Se moglie o marito se la vònno dà a gambe levate, lo faranno comunque, concordo.

In buona sostanza, ma col sorriso: se vuoi, poi scambiarti il teschio e il cuoricione colorato, come in una gustosissima scenetta di  4 matrimoni e un funerale, non è che non se po’ fa’… solo, una cortesia, non me la chiamare “fede”. 

🙂

🙂

🙂

Annunci

34 commenti

Archiviato in Società e costume