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dreamin’

Non ricordare nemmeno più un sogno vorrà dire cosa? Che sono talmente brutti da essere cesoiati dal ‘conscio’ non appena sveglia? Che sono talmente insignificanti da assomigliare ad un tiggì di Studio Aperto? Che sono talmente particolari e dettagliati da essere visibili solo nello stato di trance onirico?

E in quest’ultimo caso, allora, che faccio? Sniffo funghetti allucinogeni?

si beve dalla tazza, eh?

Resta-il-resto che, al momento per l’umanità occidentale tutta, è un lungo e non riconosciuto lavoro casalingo, che si dipana tra computer lenti per ricerca nuovi posti di lavoro, occasionali visite/uscite con amiche in congedo maternità o con lavori flessibili (mai avuto il piacere), lunghe liste di cose da stirare-cucinare-mettere a posto-riparare. Chiaramente ‘on top’ c’è sempre la Rachelilla. Lei, quando è a casa, tollera pochissimo non essere al centro perenne del mondo di chiunque deambuli nei pressi. Ben contenta di avere riportato in auge la parola ‘schiavismo’, guarda la su’ mamma farsi spesso zerbino e credo stia sviluppando una perfidia che solo i bambini esercitano come solida corrente artistica. 🙂

Detto cio’ ormai stiamo unpezzo avanti e:

  • la sponda del lettino è pronta a finire in soffitta
  • il pannolino è stato tolto quasi due mesi fa con ottimi risultati e non avendo più fatto pipì nemmeno di notte, presumo sia sulla via del non ritorno anche per le ore notturne. Ergo anche il fasciatoio è stato smontato ed è diventato ‘solo’ un mobiletto dove troneggiano paia e paia di scarpe da scegliere al mattino “Mamma, le scappe coi buchini no, vojo le COCCS” (le crocks)
  • le sue preferenze gastronomiche stanno sempre più virando su cose tipo ‘saRciccia con i fagioli’, ‘zucchine si, ma solo trifolate con la cipolletta’, ‘cioccolato oh yeah’ (prima era disgustata). Insomma, un palato fine e delicato come mammà.

Ringrazio d’avere la possibilità di vederla crescere, di seguire questi progressi incredibili che sta facendo, così, di corsa come tutti ci avevano paventato (“ti volti un attimo e vanno già alla materna e tu ti chiedi che fine hanno fatto tre interi anni”), ma parimenti non posso che augurarmi di riprendere a fare anche altro, per la salute finanziaria della famiglia, per la mia salute intellettiva e fisica (provate a stare mesi e mesi a casa e poi vorrete andare a lavorare in miniera, piuttosto 😀 ), per diversificare le giornate ed avere quei contatti umani che ci fanno più ricchi e, vabbè pure, più incazzosi ma anche interattivi.

Come ho scritto da ‘altre parti’ Michela morde, piuttosto che demordere

 

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Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei", de gravidantia... & poi, mi salta in mente, Quotidianità?

aaaah blblblblbblbl.

ci sono dei giorni in cui sono silenziofobica. Alcuni definirebbero questo status semplicemente con la frase “sei molesta” oppure, più pragmaticamente ancora, “rompiBBalle“. L’istinto primario è quello de fa caciara, di mettere I-tunes a palla, in ufficio, tanto da far tornare neri i capelli al gran capo. Oppure approntare scrivanie ricolme di masserizie e crackers e roba che sbriciola e perde sugo al pomodoro. La finestra la lasciamo aperta, anche se, insieme al sole, entrano pure i decibel di via del tritone. Ma chissenefrega, tanto voglio fa’ cagnara.

E poi mi viene da fare domande idiote, andare a perder tempo su you-tube, flickr, facebook, la mia casella di posta personale, ‘sto blog. Ciò dimostra che il social network si sta impossessando di me. Hanno ragione loro, quelli di fèisbuk so’ agenti daa CIA. Ecco.

E poi togliermi le scarpe e scivolare per il corridoio in calzettoni.

E poi bere “a garganella” acqua frizzante. Di ciò che accade dopo, non ho cognizione.

E poi scendere nei negozi qui sotto e fare shopping compulsivo.

In conclusione: aaaah blblblblbblbl !!

(immagine presa da deviantart.com)

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Jobs. (anche col tempo indeterminato, credete, siamo silurabili tutti)

Mentre divento campionessa galattica di sorrisi in PVC già dalle ore 09.10 del mattino ricevendo altresì lo scettro di Miss cloruro in polivinile 2009, mi aggiro per i lidi internèttici come fossi un fumatore che s’è fatto un voletto transoceanico senza poter aspirare dosi.

Il tutto perchè, my darlingS, nel contesto ufficiesco nel quale mi muovo attualmente, (ma già muoversi indicherebbe forse una certa attività implicando anche la possibilità di un qualche interesse, cosa che invece non accade) leggerVi, googleare (leggi “gugolàre”) con parole a casaccio, controllare e scrivere posta, aggiornare lo status su facebook e robine similari, rappresenta l’unico valido appiglio che psicologicamente mi salva dall’aBBrutimento completo. Poi vai a capì, magari stanno monitornado in mio navigare sì da inventare altri motivi da licenziamento per giusta causa: “durante le ore di lavoro utilizza il mezzo telematico per i suoi scopi personali” (sè, solo io secondo te….). Peccato che sarei ben più volentieri rimasta nel mio settore di appartenenza dove il lavoro c’è ECCOME, se solo non fossi stata dirottata (...deportata?) verso un altro, anzi, per amor di precisione, in quello che -senza tanti premboli- puzza di morto …etichettato dalla capa del personale come “quello che con più difficoltà arriverà al nuovo anno“.

Ma che ci si può fare…eh… io ero fuori in maternità e mica potevo pensare di rientrare con le mie mansioni, no?? Ci sta già una pletora di sfruttati, sottopagati, in alcuni casi inesperti giovani ragassuòli con contratti a tempo. Quelli si che vanno tutelati e poi mandati a casa e poi ripresi e poi ributtati ecc ecc ecc… Io in fondo che pretendo? Sono giusto 5 anni e passa che faccio questo lavoro, ho un mutuo ed ora una bambina…Affari miei che azzardo a procreare ed a svenarmi ogni mese per poter lasciare a Rachele una casa sua e non un contratto d’affitto. Affari miei, che non mi sono messa dal primo giorno in ispettorato, vivendo così la mia panzitudo in maniera casalinga, andando anzi a lavuràr -coi mezzi- fino all’incipit del nono mese, cazzarola! Ma guarda te che pretese.

Interessante, nevvero? E sono in ottima compagnia, lo so. E sono anche più “fortunata” di altri/e, che non avendo un contratto a tempo indeterminato, non sono nemmeno tutelati fino all’anno della prole.

Resta anche il fatto che tutte le parti più ironicamente divertenti manco le posso ancora scrivere. Ma lo farò. (poi ne faccio un libretto di memorie, poi me lo pubblicano, poi lo traducono in 16 lingue diverse, poi mi comprano i diritti e ne fanno un film che viene visto all around the world, da là un sacco di merchandising e gadget con le paillettes, poi divento ricchissima e scicchissima da avere nei salotti bene a mangiare cioccolatini e sorseggiare té. …E visto che ci siamo Babbo Natale esiste.)

Da Giugno (dal 1° per l’esattezza), sicuramente, avrò tutto il tempo…

Ma dovreste vedermi…ah se solo mi vedeste… serafica come un cherubino, carina e coccolosa come avrebbero detto i pinguini di Madagascar, tranquillina come un serial killer tra un omicidio e l’altro, insomma.


…Più asce per tutti e buon martedì!

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Archiviato in Lavoro, Leggi e diritto, Popoli e politiche, Quotidianità?, Solidarietà, un'accettata

c’è chi poi perde la faccia

Non so perchè abbia deciso questo. Forse la risposta è: “e perchè no?”. Oppure perchè attualmente i pensieri che scriverei sul blog sono solo frammenti… centinaia, forse migliaia e scappano via come l’acqua tra le dita delle mani. Dormono con mia figlia nel suo lettino, si cuociono nel forno con il cheese-cake, rispondono alle telefonate delle nonne e vanno a zonzo incastrandosi tra le rotelle del passeggino.

Per me hanno senso seppur potrebbero risultare ostici ai più dato il loro radical-chic nonsense ed esulano il più delle volte dalla mia attuale vita di mamma e casalinga. Ma esulano, appunto, standosene in disparte.

E allora fugacemente, nei ritagli di tempo, lascio impronte rapide su facebook.

Quindi ho deciso che qui ci metto anche quello e di conseguenza una parte di me che su queste anime in parallelo ancora non s’era mai vista.

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