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i vostri blog.

Mi sembra incredibile scriverlo e sicuramente non me lo sarei mai aspettato.

Però sono ANNI che questo spazietto virtuale è aperto e -più o meno- vivo. Dentro c’è successo un po’ di tutto, compresa la ‘nascita’ di mia figlia e tante (anche qui, mooolte di più di quanto mi aspettassi) sono le persone che sono semplicemente passate, o che hanno lasciato un’impronta, o addirittura che hanno suggestionato e guidato il mio modo di scrivere. Mi hanno fatto sorridere, arrabbiare, commuovere.

Alcuni sono spariti, forse com’è giusto che sia, altri leggono silenti, altri ancora…non lo so. E l’altro giorno pensavo: ‘mi dispiace’.

Perchè mi è capitato svariate volte, nella mia bacheca, di cliccare per errore ‘articolo casuale’ e di tornare a post del 2006, del 2007 con i relativi commenti. Beh, mi mancate, ovunque voi siate e vorrei lo sapeste, desidererei dirvelo e ringraziarvi del tempo che avete prestato a me. L’ho tenuto bene e da conto e mi piacerebbe anche avere la possibilità di ridarvelo, visitando ancora i vostri blog, non più attivi.

Solo per citarne alcuni: Zazziki, Peter, SuperCri…poi c’è Mario del ‘Faro’, chissà….chissà…e ancora purtroppo c’era qualcuno che non c’è più e che si chiamava come una tela di Velázquez.

Altri ancora che si negano, aleggiano o hanno subito metamorfosi…un castello rubino in continuo movimento, una bella signora Rapida e geniale, un luogo dove ha regnato l’anidride carbonica, un recente crautoviola che fa proseliti e fugge come Cenerentola a mezzanotte.

Perchè c’è a volte questa ingiustizia nella libertà di abbandonare. C’è chi rimane, c’è chi ha ancora sete di immagini e parole, di musiche scelte e suggestioni regalate. Ci sono io, per esempio.

Che non ho voglia di ragionare.

Così pare sia, l’amore.

(sorrido e vi bacio. Sono stata fortunata)

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Una cena

Le persone. A volte sono lettere. Maiuscole, grandi, le vedi subito. Altre segni di interpunzione, come i due punti, che ti promettono grandi cose. E virgole, per riprendere fiato o parentesi che racchiudono specifiche, segreti, precisazioni.

E’ stato bello, venerdì sera, leggere tutto un alfabeto e collezionare punteggiatura con gli occhi, ricamando le vostre personalità nell’aria. Mi piaceva così tanto guardarvi, rivedervi. Poi ho incontrato anche te, finalmente. Tu che ti firmi con una lettera, ne impersoni un’altra. Sei una “S” e davvero nulla potrebbe impedire ad uno sguardo attento di scorgere la graziosa e tormentata onda che sei.

E infine tu, fotografo di casa, sei un simbolo musicale. Una pausa, poi un crescendo e quello spartito su cui noi note piccine abbiamo suonato notevoli accordi.

Grazie davvero.

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