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quanti gradi, prego?

Esiste una forma di suicidio ‘socialmente utile’? A parte buttarsi a corpo morto sul cranio di Berlusconi dal 5° piano, intendo.

Da oggi credo di si. Ovvero: mettersi a stirare ora.

Comoda sauna casalinga a parte, accetto la sfida-bagaglio, che mi vede completamente sprovvista di cose che non abbiano totalizzato almeno 3 cambi di stagione senza essere minimamente passate sotto un ferro settato su ‘cotone. O me, o la pressa’.  Analisi Rapida: effetto incrocio rex devon e sharpei garantito.

Insomma eccoci qui, alla semi vigilia della partenza (perchè alla vigilia sto continuando a ripetermi che non avrò tempo per stare collegata, mentre invece lo so che ciancerò su facebook sperperando ore in modo inconsulto), verso una meta che non sia troppo distante dalla capitale, che forse forse mi toccherà tornare il primo luglio, di volata, ma per buoni motivi (si, oooocchéi, però dato che è venerdì potevano pure fare ‘sta buona azione e rimandare tutto al lunedì, nnnooo?) che, si si, poi vi racconto.

Facendo delle ricerche su internet che andassero d’accordo con il nostro attuale budget (“offresi rustico in aperta campagna, bagno in comune con le vacche, tetto su richiesta e soggetto a disponibilità. Distanza dai maggiori luoghi di interesse km 1230”) ho scovato due posti da bava alla bocca e uno l’avevo addirittura preso in considerazione, non prima -certo- di un preventivo sulla vendita del mio rene sinistro, ma son dettagli. GLI E’, che poi il tutto è risultato superprenotato fino a fine agosto, sicchè….Insomma, due luoghi i cui riferimenti verranno svelati solo DOPO che IO c’abbia messo piede, che sennò rosico. 🙂

La ciancia attuale per dire che me ne vo’ una santa e solitaria settimana in vacanza e che se quindi non bazzico quest’aia, non è perchè me ne so’ ri-annata, bensì perchè ho la modalità ‘relax’ su ON.

Dici che so’ stata un po’ inutilmente prolissa??? NNNaaaaa….

Baciuiuiuiii!

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alcuni desideri inconfessabili per il 2011

  • comprare una parrucca. Rossa o bionda, con un taglio fichissimo, da mettere sul serio per andare in giro;
  • carpire una ispirazione qualsiasi, scrivere di getto un racconto, un romanzetto, un libro di cucina, le mie vane memorie – 😉 – e poi dare in pasto le bozze a gente che ci capisce;
  • imparare il linguaggio dei segni, ma sul serio;
  • organizzare la più grandiosa festa di carnevale mai vista, dove tutti la piantino di far finta che ‘no, io mascherarmi mmmAAAAi’ e ci si diverta come da piccini;
  • trovare il coraggio d’essere caustica, ma causticissima con chi se lo merita da un po’, con il bonus di non sentirsene lei per prima bruciata, un attimo dopo;
  • mettersi a studiare un atlante, una storia delle tradizioni popolari, un vademecum delle statistiche di dove si vive bene, decidendo poi per quali lidi migrare. Chi mi ama mi segua, gli altri rimangano pure dove vogliono;
  • portare tacchi altissimi o scarpe assurde, tutto il tempo;
  • comprare libri di illustratori, fumetti d’autore, bei tomi di fotografia senza sentirsi in colpa perchè è da un po’ che le è passata la voglia di leggere;
  • finalmente farselo, quel viaggio lungo la transiberiana o l’autunno nel Maine;
  • ….ma no diciamolo. Il vero desiderio, l’alfa e l’omega, il bene e il male, il dolce e il salato è questo: mandare a cagare questo tipo di vita che sto vivendo adesso. mandarla – a – cagare.

ssshhhht

 

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‘se ci fosse la televisione’

di Fabrizio Carbone: un amico prima di tutto, ma anche un pittore, un naturalista, un documentarista, un giornalista, un curioso, un gentile Essere Umano.

'fungo' di Silvano Braido

“Un tempo si diceva: lo ha scritto il giornale. L´ho letto sul giornale. Poi si e’ passati al piu’ famigliare: l´ho visto in televisione, o meglio: lo ha detto la televisione, una sorta di mago di Oz che sentenzia tra falsi fulmini,lampi tarocchi e pioggia virtuale. Sula base di questo ultimo assunto il nostro amato (perche’ lui e’ l’erede del partito dell’amore di Cicciolina Ilona Staller) Utilizzatore finale ha messo a punto la sua macchina delle menzogne veritiere e ha ridotto il Bel Paese a un agglomerato di amebe.
Se ci fosse la televisione, pensavo, come ai tempi di un certo Sergio Zavoli, ai tempi di Arrigo Levi, o del compianto e amatissimo Andrea Barbato, se ci fosse la televisione come dovrebbe essere il servizio dello Stato ai cittadini mi sarebbe piaciuto, e molto, vedere una bella inchiesta sul nucleare. Sulle centrali nucleari. Ma non ideologizzata, politicizzata, infarcita di opinioni. La bella televisione e’ quella che si fa, e si dovrebbe fare, sui fatti. Andiamo allora in Finlandia, dove vivo molti mesi all’anno, e andiamo a vedere dove e come stanno costruendo le due nuove centrali nucleari. Basterebbe raccontare l’ immenso casino in cui si trovano i finlandesi ai quali sono state vendute due centrali diverse con due tecnologie diverse di ultima generazione (ma quale generazione visto che dopo Cernobyl non ne e’ stata costruita nessuna in Europa?). Spese triplicate, blocchi di lavoro, impossibilita’ di tener fede agli impegni presi, mancanza di pianificazione territoriale, inceppamento degli studi di impatto ambientale. Un disastro, soprattutto la centrale Sarko’ come la chiamano i finlandesi perche’ e’ il premier francese che la sponsorizza e tenta di venderla in giro. Proprio quella e’ la tecnologia di ultima generazione che dovrebbe essere usata in Italia per le centrali sparse sul territorio ( e qui voglio proprio vedere che succedera’ quando verranno pubblicizzati i siti ora tenuti segreti nei cassetti del governicchio attuale). Bene io vorrei tanto vedere in tv un bel servizio, lungo magari piu’ di quelli che fanno per gli ingorghi e le code dei rientri dalle ferie, su come stanno costruendo le centrali in Finlandia. Facendo vedere i lavori, i siti, dando i numeri dei costi previsti, dei costi attuali, dei tempi, dei modi, dei ricavi, dell’utilita’ di averle queste centrali, di dove saranno messe, e come le scorie mortali, non dimentichiamolo, MORTALI per noi umani, noi animali, noi piante, noi acqua e noi aria…Vedere un servizio del genere sarebbe istruttivo e chiarificatore. Se poi penso ai finlandesi che hanno le mani nei capelli, loro precisini ed efficienti come sono, faccio mente locale sui venti anni che ci vorrebbero per costruirle in Italia! Venti anni con appalti gonfiati, camorra che se la spassa, la ‘ndrangheta che conta i soldi e i fautori delle grandi opere che “ridono” di notte…”

 

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poi, comunque, la scaletta è arrivata.

In fondo accadeva una decina di giorni fa. Accanto a me un pilota che era la copia d Zingaretti-Montalbano shakerata con quella di mio cugino. Stessa pancia a piccolo melone.

Con gli occhialini da vicino e un certo charme d’attesa consapevole, mi ha guardato da sotto le lenti sussurrandomi un cospiratorio “mi hanno detto che oggi pomeriggio qualcuno ha aspettato più di due ore”. Annuisce grave e si rimette  su pag 37 di un tomo non identificato.

Ero là, tra la gente che il giorno successivo sarebbe stata immortalata da un articolo de La Repubblica, su un aereo dell’Alitalia (anzi, in code-sharing, che sulla fiancata del velivolo la scritta era volareweb o qualcosa del genere) che già portava la sua opulenta ora di ritardo. Ero là, atterrata ma pur sempre troppo in alto per dire “beh, io scendo”. Che se il personale di terra se ne catafotte e non ti porta le scalette, il meglio che puoi auspicare è che srotolino gli scivoli e ti facciano riuzzolare giù, come dopo un atterraggio di fortuna.

Dal microfono, la voce con accento francese del pilota si premura di aggiornarci : “sci stiamo informandò, sci dispiasce farvi attondr, ma stiamo sollescitandò…”

“stiamo continuando a sollescitare, chiamiamo gli uffisci, ma non sci dicono quando saronn q-u-i”

(la gente rumoreggia, sbuffa, maledice il governo, i fratelli Wright, le piume d’oca, i pasti precotti che ti danno a bordo, i bambini che ripetono ossessivi ‘quandoscendiamoquandoscendiamoquandoscendiamo??’)

bzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz (rumore di interfono che non promette nulla di buono né dà nuove sullo status della nostra prigionia)

(la gente inizia a chiamare amici e parenti, i vigili del fuoco, il Gabibbo e qualcuno accenna un ‘loro non sanno chi sono io’)

“Sgentili passeggerì, ABBIAMO DELLE NOVITA’ DA DARVI!”

(sguardi che si riaccendono, mani che brandiscono valigie, orecchie tese come corde di violino)

“….NON SCI RISPONDON PIù DAGLI UFFISCI! NON SC’E’ PIU’ NESSUNO CHE RISPòND !!”

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dicevamo, le vacansè. Prima settimana.

Agli sgoccioli del tempo limite per finire sul guinness dei primati della “donna che ha saputo in che giorni aveva le ferie il minuto prima della chiusura estiva”, ho appreso cum magno gaudio di essere la fortunata possidente di num. 3 (T-R-E) settimane, da passare dividendomi tra: 14 giorni con marito e figlioletta e altri 7 per giostrarmi il rientro e quindi riprendere con tranquillità il lavoro a fine agosto.

In zona altrettanto super-cesarini, sventagliamo le opzioni che constavano in simpatiche opzioni, quali:

NULLA+NULLA;

FREGENE GIORNALIERO+BOH;

LASTMINUTE ASSENTI+ALBERGHI A 1 STELLA DA SEI MILIONI DI DOLLARI (a notte, per persona)

Ma dove nulla può internèttt, nella landa del ‘costa troppo’, nell’indecisione più totale e lo sconforto più bigio, eccote che t’arriva ciò che mai lasciò solo l’uomo nel suo oblio, ovvero: ‘IL PASSAPAROLA’. Grazie a questa fantastica ‘travel agency’ di tradizione orale, abbiamo totalizzato:

  • prima settimana come gentili ospiti (leggi ‘alloggio a sbafo’) nella villa vuota degli zii del maritozzo, in un ameno e chic-chettoso luogo marino vicino Roma
  • seconda settimana a Massa Marittima, località consigliata nel tempo di un caffè al Bar da un collega del maritozzo (si, mentre io mi so’ sbattuta a destra e a manca per confrontare prezzi, fare telefonate, smanettare su internet, calcolare percorsi, lui se fa ‘na chiacchiera col collega e, a totale e univoco culo della miseria, svolta la questione. Se è giustizia questa. Ah, Oh, Deh, Mah.)

Piccole precisazioni sono dovute, soprattutto non nel tentativo di abbellire con fronzoli il tutto, ma solo perchè è assai probabile che, dopo questa ‘puntata’ da bicchiere mezzo pieno, io me ne uscirò con la seconda, dove a scatafascio elencherò gli episodi fantozziani, con ben più dovizia di particolari…

Insomma… la villa in questione constava di luogo immerso in un comprensorio con Parco, campo da calcetto, piscina olimpionica, discesa privata a mare, tavoli da ping pong, campo di bocce, parco giochi per bambini con giostre nuove, Bar, Club & Ristorante, portiere e giardiniere e musichetta della Forrester Creations che probabilmente partiva quando schiacciavi il pulsante per entrare dal cancello e parcheggiare la macchina nel tuo bel posto auto riservato.

La casa  poi, era adagiata su giardino, formata da due parti distinte, ovvero leggi ‘two apartmentz are megl che uàn’.

Ecco.

Io mi sentivo tipo famiglia Brambilla, mentre da una Skoda Fabia compressa fino all’autoimplosione, scaricavo buste del discount co’ le ultime robe che, non sapendo più dove infilare, erano state gettate tipo monete in der pozzo della speranza nei suddetti sacchi. Ero là a fare lo slalom tra SUV e bambine coi peggio gadgets di Hello Kitty, allorquando un biondo golden retriever ci ha accolti slinguazzando la superficie visibile delle nostre persone e, possibilmente, delle nostre masserizie.

Da là che dire della possibilità di spaparanzarsi a bordo vasca e guardare tua figlia che spruzza fuori metà dell’acqua della piscina a forza di manate giulive? (set: mamme invidiose che tentano di scollarsi dal collo pargoli con canottini, ciambelle e braccioli -tutti insieme- )

E degli amici+parenti che ti vengono a trovare e fanno altrettanto? (set: gente intorno che adopera sguardi riprovevoli e si asciuga goccioline di cloro puro dalla pelle abbronzata)

E di quel paio di ricche penniche che non ricordavi più dai tempi del liceo, quando ti addormentavi sul vocabolario ‘IL’ durante una traduzione della versione di latino? (set: rivoletto di bava che scorre dall’angolo destro della bocca e impronta del cuscino mentre fai ‘munch munch’ con occhio a mezz’asta)

…e l’altra parte della vacanza nonchè il ‘the best of’ delle Fantozzianate?

EEEhhh…ma mica che mi vorrete piantare in asso proprio come l’ultimo dei deodoranti??

Stay tuned.

HelloKittyDigiCam

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cose da portare in vacanza

-seggiolino che si attacca a quasi tutti i tavoli tranne a quelli che servono a te

-coniglietto da ninne, che senza addormentarsi è una tragedia

-libretti da sfogliare: come sfoglia Rachelina mia, nessuno mai è stato capace

-scatafascio di omogeneizzati salmone e verdure, tra i preferiti del suo regal palato

-costumini 1) interi 2) mutandina 3) coi volant 4) colli pupazzetti….tanti, a gogò. Stare senza quella palla di pannolino (che ha imparato a togliersi da sola) per qualche tempo le farà solo bene

-sapone al ph un po’ più acido consigliato da un pediatra, che la sabbia non giova a ‘Rachele pelle di pesco’ (figlia della famosa Barbie fiori di pesco)

-lettino da campeggio, il cui ingombro in macchina farà si che, nè mamma nè papà, possano andare oltre ad un mini-bagaglio comprendente: du’ mutande, du’ pantaloncini, un paio di scarpe, un paio di ciabatte, du’ majette (nu’ ginz e ‘na majEtt’, cantava Nino D’Angelo…)

-i suoi bicchierini ‘antigoccia’ dai quali beve da sola reclamando “DADDA-DADDA!!” (trad: “acqua”)

-la sua mamma per cantarle le canzoncine e darle supporto nei momenti di tregenda

-il suo papà per giocare e  fare la buffoncella

puzzolilla: prove tecniche di insabbiamento

puzzolilla: prove tecniche di insabbiamento

SIGNORI, NEL WEEK END SI PARTE!

Ci si rivede a fine Agosto, su questi stessi schermi.

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