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RAISET

Hey, avete sentito?? Stasera danno un bel documentario sugli animali!

Parleranno dell’Aquila, della Vespa e del somaro.

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nemmechit’pà

(purtroppo ho letto la notizia solo ora)

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…e quindi il video di cui sotto CE STA TUTTO, CE STA.

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ciuffi

Ho il brio di un broccoletto al vapore. Il colorito di una rapa giapponese. Il braccio gibbonato. La spalla caduca. Il capello che frizza, solo lui, di elettrostaticità riflessa. Uno spasso. Ah, ma che gioventù scapijata. E per ovviare stamattina avevo deciso per l’occhiale da sole perenne.

Al terzo rischio di capitombolata (complici i tacchetti smilzi che incautamente indosso) giù per le -buie- scale mobili (“ci scusiamo per il disservizio, stiamo lavorando per voi!”…eh, ho capito, ma la Basilica di San Pietro è stata tirata su in meno tempo e pure con un certo discrteo risultato. Io poi ho il sogno proibito di lanciarmici in pattini per tutta la di-lei vastità, ma questo è un altro discorso) ho deciso che l’occhiaia faceva pendant con le cartacce ingrigite per terra e quindi ho desisitito. Insomma, un lunedì con tutte le carte in regola, aaah ma io resisto indomita.

Per far ciò ripenso a mia figlia i cui capelli crescono -in orizzontale- in pratica solo sulle tempie. Ciò la rende simile ad un cartone animato di quando ero DAVVERO piccola e che ci ricordiamo in pochi, davveeeeero pochi in tutta Italia: Tofffsy (si, con 3 ‘F’).

Chi l’ha visto?

(confortatemi, già il fatto di averlo trovato su wikipedia mi rende giustizia e non farà si che mi si tacci di essere una visionaria: sono stata anni a rinfacciare a mia sorella d’avermi fregato un “cuscinino coi riCCamini” che -lei sostiene ma ancora non ci credo- a quanto pare mi sono sognata…)


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Siamo Solo Geni.

dobbiamo essere grati,

dobbiamo essere grati,

dobbiamo essere grati.

La realtà, ci dovrebbe colpire in faccia molto più spesso, invece. Dovremmo sentire il gelo pungente della disperazione altrui, farci scarnificare dai suoi milioni di spilli e com-patire nel senso più completo di questa parola. Dovremmo “sentirci con”, perchè, Signori e Signore, siamo tutti fatti di carne e sangue. Siamo poco Geni, ma composti di geni.

Che a volte non funzionano. Che altre smettono di funzionare in bambini che si spengono piano, come Luca, appena visto in un intervento tv nella lunga maratona che Telethon è.

Leucodistrofia, la malattia che l’ha colpito. Ad un anno.

Ha prima smesso di camminare. Poi di parlare, quindi di mangiare. Ora non vede più. Sono affranta dal dolore, per lui, per i suoi genitori, per il fratellino.

Aiutiamo la ricerca, facciamo qualcosa. Tutti.

http://www.telethon.it/Pagine/homepage.aspx

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rieducational channel and very-very rieducational programmessss

Non avendo fondamentalmente nulla da dire, mi dilungherò inutilmente su un qualcosa attorno cui, in effetti, non si dovrebbe sprecare una parola.

 

Il fatto è che, questa roba, mi ha ormai dato così ripetutamente fastidio, da dover essere espulsa come un calcolo renale, come un pezzo di spinacio fra i denti, come un tocco di mascara finito all’angolino dell’occhio, come una mutanda tra la chiappa destra e la sinistra…insomma: FASTIDIO.

Situazione: negli unici momenti in cui mi stravacco sul divano facendo zapping convulso, orario vuole che becchi l’uno o l’altro programma su MTV oppure, se davvero mi ha detto sfiga, entrambi. Trattasi di formatSS educativi e veritieri come le tette della Ventura, cioè “Next” ma SOPRATTUTTO “My Sweet 16”. Direi di soffermarmi, quindi, sul secondo. Esso consta di codesti ingredienti transgenici:

  • uno stato USA
  • un ragazzino o una ragazzina che stanno per compiere i fatidici 16 anni, che là stanno come i nostri 18, perchè possono piglia’ aa patente
  • le loro case da 50 stanze + le loro famiglie che si puliscono normalmente il culo con bigliettoni da 6 fantastilioni di dollari
  • un gregge di di-loro amici e vagamente conoscenti i quali, come nei migliori serial stile college importati qui da noi, farebbero carte false per essere invitati al mega party
  • una location per il party il cui costo azzererebbe il debito nel terzo mondo
  • un super ospite di solito conosciutissimo in quel dato stato aMMeRRecano
  • il gran finale dove al cretinetto viene regalata una macchina che di norma va dall’ultimo modello di mercedes fino a, che so, Jaguar o Bentley o magari Ferrarine d’importanziòn.

Il copione si snoda più o meno nello stesso modo. Prendiamo il caso di una ragazzina, perchè le femmine, bisogna ammetterlo, toccano vette insuperate di imbecillità: si inizia con la cheerleader, o aspirante tale, di turno. La soggetta semovente nei meandri del suddetto scenario, è usualmente una portatrice insana di dieci chili di troppo, ma per tacere del buon gusto, va in queste boutiqucce e decide di prendere cosine del genere “tamarra Versace gran soiree”, che tradotto si estrinseca in un discretissimo completo maculato fucsia, scaldaspalle di latex e stivali di pelo di topo muschiato. L’effetto finale è da vera pretty-woman, ma PRIMA di incontrare Richard Gere.

Si continua scegliendo la location del festone e stravaganti modi per –> 1) invitare amici e gente appena intravista a scuola -ma FARE NUMERO serve eccome- 2) far pesare il più possibile agli esclusi la mancata entrata ed il divertimento epocale che ne conseguirà. La scelta vestito e la scelta locale, di solito sono costellati da interventi paterni, dove il genitore risulta essere un totale deficiente che la figlia si rigira semplicemente snocciolando un sorrisetto con lucidalabbra alla ciliegia ed un “ai love iu deddi!” miagolato a testa reclinata, sbraccicando un peluche sul letto (a 4 piazze che hanno nella “cameretta”).

E arriva il grande momento. La tipa ha più boccoli di Shirley Temple, c’è più servizio d’ordine che ad un concerto dei Rolling Stones e più coreografi e party-planners, con tanto di auricolare, che nel film in cui J Lo faceva l’organizzatrice di matrimoni… La sala è gremita, orde di adolescenti si agitano sulla pista e mi preme specificare che, a quanto pare, là le ragazze trovino fico ballare quasi esclusivamente dimenando il culo e mimando lap-dancer. Teneri virgulti.  

Sono due i momenti clou che mancano all’appello–> 1) l’entrata della festeggiata (c’è la doppia opzione: o ‘vintage’ dove scende da uno scalone tipo Rossella O’ Hara o scosciandosi da limousine glitterate), 2) la consegna della vettura, che avviene a fine serata, tra fari che illuminano a giorno e bave dei meno fortunati i quali vengono mantenuti dietro a cordoni di sicurezza da energumeni che mantengono i plebei lontani dal tappeto d’oro.

Qui e là richeggiano i “sooo coooool!” – “this is the best party ever!”…cui fa eco la festeggiata di turno…nell’ultima puntata vista, ha esclamato una cosa traducibile con un “E VOI UNA COSA COSI’ VE LA SOGNATE, STRONZI”.

Stronzo chi guarda.

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minor cessat

Mentre mi riduco a perifrastica passiva dando al concetto di “duepalle” nuove appassionanti sfumature fumé, passo in rassegna cio’ che manca nel frigo perchè, oggi, la cosa più emozionante che possa fare è la lista della spesa.

E vabbè che al suo interno ho scritto “panna montata spray”, cosa che potrebbe portare a tutta una serie di piccanti illazioni, ma ho anche annotato “mix verdure per brodo”. Cio’ annacqua di salutismo anche le ipotesi più sfrenate.

E tra la constatazione che lo stendino a più piani che si sviluppa in altezza mi piace di meno di quello classico e la preparazione della pappetta per Rachele (ebbene si, è iniziato lo svezzamento), il pensiero corre verso una delle poche certezze della vita: l’Isola dei Famosi in onda stasera…

E adesso provate a dirmi che non si deve organizzare una spedizione umanitaria per salvarmi prima che sia troppo tardi. PROVATECI!

(foto presa da qui: http://tasteofomi.deviantart.com/gallery/)

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filmico

Passi da gigante sono stati fatti nella cinematografia.

Dai tempi in cui i due attori si mettevano a letto, lei con fruscianti negligé, lui pigiamatissimo di raso (a rigoni) e capello che sembrava disegnato. Quando spegnevano la luce, zàc, s’accendeva il faro blu-tenue, che uno si chiedeva “ma come faranno a dormire, santo cielo? Dove stanno, in Finlandia nel periodo in cui il sole non tramonta mai veramente, ma tocca l’orizzonte e rimbalza su di nuovo?”.

Ora ci sono scene più verosimili, che so, partorienti che SUDANO o amanti che si impigliano nei vestiti frettolosamente lanciati in aria (ma notate bene come cascano perfettamente le scarpe -col tacco12- di lei: atterrano costantemente in pose artistiche che se uno ci mettesse un titolo accanto, non sfigurerebbero in un museo d’arte contemporanea)…

ma una cosa resiste indefessa. L’ho ri-notato prima, mentre facevo zapping durante un break tra una poppata ed un’altra. C’è un lui, c’è una lei. Americani, ovvio. Si BRAMANO lui bussa alla porta di lei che sorniona, fa MIAAAAAOOO e lo lascia entrare. Il tutto guardandosi come per dirsi “me te spolpo come una susina matura”.

Bene, nella scena successiva ovviamente trombano come ricci (ehm, come altro potevo dire?) MA…atténscion plìs! …cosa c’è tutto intorno, nella stanza?? CENTINAIA di candele accese, possibilmente del tipo con lo stoppino traditore, quello che ci metti un secolo ad accenderle e ti bruci le dita.

E mi chiedo sempre: un figaccione bussa, tu fai miao e poi?? TI METTI AD ACCENDERE CANDELE??

Siamo ancora lontani dalle camere da letto, signori america’.

😉

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