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I’M DREAMING OF A WHITE XMAS.

DI FRANCESCA COMENCINI

Caro direttore, leggo sui giornali dell’operazione “White Christmas”, messa in atto dal sindaco di Coccaglio, che consiste nell’individuare, casa per casa, tutte le persone straniere non in regola e cacciarle, in vista del Natale. La notizia mi colpisce, non solo per l’idea di accoglienza, di cittadinanza e di cristianità che la sottende, ma anche perché Coccaglio è il luogo dove riposano i miei nonni, Cesare Comencini e Mimì Hefti Comencini. Per loro mi sento in obbligo di scrivere questa lettera.

Mia nonna, figlia di una famiglia svizzera tedesca, si innamorò di mio nonno Cesare e per sposarlo dovette combattere contro tutti i pregiudizi di cui gli italiani erano vittime nel suo paese. Gli svizzeri tedeschi non amavano gli italiani, li consideravano sporchi, primitivi, ne avevano paura, al massimo li impiegavano nelle loro fabbriche o per pulire le loro case. Ma mia nonna non cedette, si sposò con il suo Cesare e venne a vivere in Italia. Mio nonno era di origini modeste, ma con molti sacrifici era riuscito a laurearsi in ingegneria. Tuttavia in Italia non riusciva ad assicurare una vita sufficientemente degna a sua moglie, e ai loro due figli che nel frattempo erano nati, mio padre, Luigi, e suo fratello Gianni. Vivevano a Salò, dove gli affari andavano molto male. Un giorno mio nonno decise di emigrare in Francia, aveva sentito che lì si compravano terre a basso prezzo, perché i francesi abbandonavano la campagna, e per ogni due francesi c’era un italiano. Così partirono.

La loro vita in Francia non fu facile, i miei nonni, poco esperti dei lavori agricoli, dovettero imparare tutto. Nel suo libro, “Infanzia, vocazione e prime esperienze di un regista”, mio padre racconta: “Ora riesce difficile immaginare com’era la nostra vita nelle campagne del Sud-ovest francese. Non avevamo né luce, né acqua corrente. Ma avevamo il pianoforte. Ogni sera, dopo cena, mio padre sedeva in poltrona, e, cullato dalla musica di mia madre, lentamente sprofondava nel sonno”. A scuola, mio padre, che quando arrivò in Francia aveva sei anni, veniva sempre messo da solo all’ultimo banco, e regolarmente chiamato “Macaroni”, come in Francia venivano chiamati gli immigrati italiani. Fu mio nonno Cesare a soffrire più di tutti per la lontananza dall’Italia. Mio padre ricorda che si era costruito una radio a galena, che tutte le sere si ostinava a cercare di far funzionare. Quando mio nonno si ammalò iniziò a dire “non voglio morire in Francia, non voglio morire in Francia”. Così mia nonna lo riportò a casa, in Italia, da suo fratello, a Coccaglio.


Fu sepolto nel piccolo cimitero di Coccaglio, dove molti anni dopo lo raggiunse mia nonna, che dopo la sua morte era rimasta a vivere in Italia, a Milano. I miei nonni sapevano cos’è lasciare il proprio paese per poter lavorare, cos’è essere stranieri, sapevano cos’è la dignità da salvare, per sé e per i propri figli. Al funerale di mia nonna ricordo che mio padre lesse quel brano del Vangelo secondo Matteo in cui Gesù dice “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Mia nonna era credente a modo suo, di religione Valdese. Ricordo un giorno, un venerdì santo, era venuta a trovarci a Roma per Pasqua, e io la trovai in camera sua, che piangeva piano e quando le chiesi perché mi rispose, asciugandosi in fretta gli occhi con il fazzoletto che teneva sempre nella manica del suo golfino: “Penso a Gesù, a come doveva sentirsi solo e impaurito nel giardino di Getsemani”. I miei nonni riposano nel cimitero di Coccaglio, che non è solo la casa di chi provvisoriamente ne amministra il comune in questi anni, ma è stata anche la loro, e quindi ora è un po’ la mia e di tanti altri, che, come me, discendono da chi ha dovuto lasciare l’Italia per lavorare, con fatica, dolore, umiliazione. E sono sicura che i miei nonni, se potessero alzarsi e sorgere dalla memoria, condannerebbero chi ha osato inventare l’operazione “White Christmas”. A nome loro, tramite queste righe, lo faccio io.

fonte: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/immigrati-13/comencini-lettera/comencini-lettera.html

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Tuttigiorni_Nel Paese Civile….(prolisso vomitìo-mi devo depurare)

…non si lasciano deiezioni canine sul marciapiedi

…non ci si accende la sigaretta mentre si è ancora nella stazione metro, andando verso l’uscita

…non si dà l’ultima tirata alla sigaretta sputando poi il fumo dentro all’autobus, magari in faccia a qualcuno

…ci si scansa almeno in parte, per non urtare i passanti

…non si pretende d’aver ragione perchè si è più anziani

…non si pretende di potere tutto perchè si è più giovani

…non si chiede al Paese che ti ospita di tollerare usi e costumi considerati maleducati o illegali

…non si chiede ad uno straniero di perdere la sua identità, di sentirsi di default di serie B, di accettare la maleducazione

…non si dice ‘eh ma con tutti i problemi che ci sono questa cosuccia qui che differenza fa’, perchè la fa

…non si lasciano i rubinetti aperti nei bar mentre si servono 100.000 clienti

…si fa la raccolta differenziata, perchè il ‘ah ma tanto poi la buttano tutta insieme’ voglio vedere chi l’ha verificata, da 5 anni a ‘sta parte

…se si ha il macchinone, non ci si comporta come se si viaggiasse su 2 ruote zigzagando, che se il 2 ruote poi lo becchi col suv, tu non ti fai niente. Lui, lo ammazzi.

…si ha rispetto per gli animali, si ha coscienza dell’impegno che comporta tenerli, si ha cuore nell’accudirli come esseri viventi e non imbecillità nell’abbandonarli come fossero pupazzi

…i patrioti non sono solo quelli di destra

…gli intellettuali non sono solo quelli di sinistra

…non si parla di ‘calo demografico’ se nel frattempo: 1) non ci sono asili nido per tutti 2) una madre dovrebbe toericamente lasciare il bambino a mesi-tre per decadenza termini astensione maternità 3) non si prevedono indennizzi degni di questo nome per i più bisognosi, aiuti ai datori di lavoro per gli asili aziendali, rassicurazioni concrete per le donne lavoratrici che si vedono ghettizzate perchè madri

…i preti pedofili vanno al gabbio e non in un’altra parrocchia

…non si deve conoscere DIO per fare un’analisi clinica in tempi che siano conformi all’umana decenza

…gli europarlamentari hanno un’altra formazione oltre alla dicitura ‘mangiafuoco’ e ‘partecipante reality show’

…ci si ricorda del passato, dei conflitti mondiali, dei perseguitati

…non si costringono i ‘cervelli’ ad emigrare

…i politici non prendono quel fottìo di soldi e non hanno tutti quei privilegi

…se i di cui sopra sono assenteisti e fanno passare leggi del cavolo, sono buttati fuori dal loro partito

…esiste la meritocrazia

…i call center non ti chiamano alle 21,00 per venderti servizi da 36 con scene di caccia

…si dice Buongiorno e Buonasera

…non ci sono le cose ‘scritte in piccolo’ nei contratti

…gli incentivi per la rottamazione delle macchine sono veri e sono ad hoc, mentre qui non ci ricordiamo più di quando non esistevano

…si sfruttano le energie alternative

…si assaggia prima di dire ‘non mi piace’

…la figura del Notaio non esiste

…si proteggono le peculiarità e le eccellenza locali

…si è altrettanto grati di trovare un Mc Donald ovunque, che se non ti piace per niente il cibo dell’altro paese almeno c’è una cosa che ha lo stesso sapore ovunque

…il cappuccino ha una sua ode appositamente composta :->

…si canticchia senza esser presi per scemi

…le bambine a 8 anni non vogliono fare le veline e non si atteggiano come 14enni

…le donne mantengono con fierezza alcune caratteristiche da noi occidentali considerate come femminili senza tema e gli uomini altrettanto

…un maschio di età media di anni 30 sa farsi da mangiare, sa cosa sia una lavatrice, non aspetta che sia la mamma (o la moglie) a stirargli le camicie

…le liste nei blog non possono superare un tot di unità, perchè sennò che palle.

E che palle!

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RAISET

Hey, avete sentito?? Stasera danno un bel documentario sugli animali!

Parleranno dell’Aquila, della Vespa e del somaro.

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on your way

non c’è sale sulla coda della discordia che funzioni meglio di qualche disgraziata categoria di automobilisti-motociclisti-scooteronisti-pedoni.

Io stamattina, ne ho inanellate 3 delle peggiori e ciò, mi si lasci dire, ha fiaccato il mio livello di pazienza già dalle ore 08,30. ‘It happens, in Rome!

  • il finto prudente: ti si piazza davanti a 30 (trenta), in pieno scrupolo da ‘attenzione attraversamento pedoni’, salvo poi, con flemma, far scattare il giallo…avvicinarsi al semaforo mentre il giallo sta per scattare sul rosso e NON fermarsi, passando bellamente mentre vira di colore sia la luce sia la tua faccia, perchè mentre lui alla fine trasgredisce comunque, tu t’hai da FERMA’.
  • il motociclista SS, ovvero: ‘suicida e stronzo’: egli ti si infilerà tra le ruote esattamente nel senso di marcia verso cui stai già girando, dopo aver pure messo regolare freccina da un minuto buono. Inoltre, non pago, ti manderà anche a cagare e nel contempo gli ciondolerà il casco -non allacciato- dalla capa vuota.
  • il mitologico: ovvero colui che crede negli Elfi del cambio di carreggiata, nella Fata delle sparizioni e, me sa, pure a Sant’Antonio che ti mette la manina sulla testa e te protegge. Il citato marrano ha deciso che APPENA inserito l’indicatore di direzione, si potrà IMMEDIATAMENTE girare nella direzione stessa poichè qualsiasi oggetto-veicolo-persona si dissolverà in automatico lasciando, che so, magari pure un tappeto di petali odorosi e un red-carpert coi fotografi annessi.

…ma venerdì è l’ultimo giorno prima delle ferie, signori miei.

bye-helmets

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la donna con la camicia

La domanda è sgorgata stamattina, biecamente figlia di una classica osservazione femminile viperesca. Ma abbiate pazienza, il ciclo è imminente.

Ossia: ‘anvedi quella che pantaloni a vita alta che c’ha…so’ ascellari, proprio’. E mi è venuta in mente Diane Keaton. Lei è immutata da ormai 15 anni se non di più, credo. Ha lo stesso look e la stessa mise e così appare in quasi tutti i film che ha fatto, dal ‘padre della sposa’ al ‘club delle prime mogli’, passando per ‘tutto può succedere’ e anche, mi sembra, tornando indietro verso ‘Manhattan’: pantalone classico a vita alta, camicia da uomo spesso allacciate completamente o magliette morbide col colletto, scarpe basse maschili, berretti alla francese, occhialini e frangia. I colori rigorosamente chiari, meglio se panna e marroncino.

Beh, però…il risultato è davvero gradevole e sempre …uhm…come dire…’al suo posto’.

E io me lo sono domandato che ‘Signora’ vorrei essere, che cosa mi inventerò per foraggiare comunque il mio lato vanitoso e cosa si dovrà gioco-forza eliminare per non diventare una macchietta di me stessa. Penso agli occhi ingranditi delle Loren ed al suo decolleté, o ai capelli blu della Bosè. Certo c’è chi se lo può permettere tutto sommato e io non so’ ‘na Diva del cinema. Ecco. Però quali escamotages andrò a scovare e quali saranno, che so, i miei colori d’adozione. Il total black che sfina, il panna che ingentilisce o i colori…e quali? Da piccola ne avevo solo uno, tra i preferiti e cioè l’azzurro, mentre ad esempio ora se vedo una cosa arancione sono attratta come una gazza con gli specchietti che luccicano. Mboh.

Ovvero…senza nemmeno pensare di poter minimamente eguagliare quell’icona meravigliosa di Audrey Hepburn, tenendo in considerazione degna Virna Lisi e dimenticando completamente altre onorevoli signore, io mi attesterei mica malvolentieri sul modello ‘Keaton’, neh?

…e voi? So’ curiosa.

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Borsalino

Stamattina, ‘trafelandomi’ al lavoro dopo un discreto numero di cartellini degli imprevisti del Monopoli, mi sono imbattuta in un uomo davvero bello.

Alto il giusto, capelli mossi e scuri, ravvivati da quelli che imbiancano, leggera stempiatura che però dici “beh ormai verso i 40 e passa mica gliene cadranno tanti altri no?”, vestito con un elegante abito scuro, fronte un po’ corrucciata, espressione seria e compresa, occhi blu-cobalto. Aveva una piccola valigia e il passo cadenzato, largo, deciso. Ed in effetti mi ha colpito una cosa precisa: l’eleganza, la compostezza.

Quanti ne sono rimasti, di uomini col cappello? Quelli delle scenette de La Settimana Enigmistica, gli uomini ‘di un tempo’ quelli che ti cedono il passo o che trovano spregevole veder arrancare una donna senza nemmeno fare il gesto di darle una mano. Quanti ce ne sono che sorridono al posto di sghignazzare, quanti parlano al posto di urlare, quanti ancora spengono il cellulare perchè una chiamata improvvisa non turbi un pranzo o una cena.

E da così desolatamente pochi esseri umani (ovvio, non mi riferisco solo al sesso forte) proviene il garbo. Vorrei che fosse naturale fare strada e non pretendere che tutti si spostino. Vorrei che guardare in volto la gente quando ci si parla non fosse opzionale, ma un sentimento di necessità impellente.

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Il ‘lato sinistro’ delle cose… di VARIE cose.

Avere wordpress che ti si setta in inglese ha dei risvolti divertenti.

Ad esempio stamattina c’è un post, tra quelli considerati “più letti”, che pone l’amletico quesito (a cui sembra promettere una risposta, al solo cliccarlo) “com’è che lo testicolo sinistro penzula più in basso de quello destro?”

In effetti non ci dormivo la notte. Eh.

Un po’ come -ci informano le ultime notizie- Michael Jackson non dormirebbe volentieri in un castello che reputa infestato (anche se, secondo me, è il fantasma formaggino che si piglia il coccolone a vedere lui, mica il contrario).

Insomma cose un po’ inutili, che fanno anche un po’ ridere, tutto sommato.

Quasi come se uno volesse equiparare i partigiani ai repubblichini e poi magari dicesse «Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge…», per fare un esempio iperbolico, no? Una cosa che non verrebbe mai in mente, no?

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