Archivi categoria: Quotidianità?

I Love You

Sto per partire per la Corsica. Diciamo che una mamma di una bambina di due anni è sempre temeraria, nel pronunciare parole come queste impunemente, datosicchè i picciriddi tendono a farsi venire un cocktail di malattie tropicali nell’istante esatto in cui la tua valigia fa il ‘clack’ della chiusura.

Poi si farà la strada al ritroso e non sarà un settembre come gli altri, un ritorno come gli altri. Qui sotto lascio una cosa che scrissi a matita, su un fogliaccio-ricevuta fax, uno dei primissimi giorni in cui mi ritrovai (a sorpresa, ma questo forse lo scriverò successivamente) negli uffici del mio vecchio lavoro, dopo la gravidanza. Non so come abbia fatto a resistere a quella che senza tema definisco gratuita violenza psicologica e irragionevole sprezzo verso l’impegno altrui. Non lo so.

Come diceva Rossella O Hara ‘domani è un altro giorno’.

Buone Vacenze a tutti, lo sapete che vi voglio bene?

——————————————————————

Indosso questi giorni come la divisa di un usciere.

Sono sulla porta: un ingresso come un’uscita.

L’automatismo dei soliti gesti: la sveglia al mattino, le pantofole o piedi scalzi fino in cucina, lava la macchinetta grande del caffè e, da quest’anno, metti a bollire l’acqua per scaldare il biberon.

Poi lo spazzolino, poi lo specchio e il cassettino dei trucchi, buttati alla rinfusa.

I soliti gesti, che adesso non preludono a nulla.

Arrivo qui, in anticipo, l’ascensore usato come montacarichi per eterni lavori di ristrutturazione: un ufficio chiude, un ufficio apre. Ogni corte del nuovo Re-Sole ha il suo codazzo di scrivanie, tappezzerie, finti parquet, quadri & stampe, colori sociali con cui ridipingere pareti.

Altro giro, altra corsa e ‘venghino siòri, venghino’.

17 commenti

Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei", Blogroll, de gravidantia... & poi, Lavoro, Quotidianità?

sollievi cercansi

– come quando finivi appena in tempo di ricopiare il tema -che in cuor tuo consideravi un capolavoro della letteratura moderna- in bella copia, e tiravi un sospiro di sollievo. Che c’avevi la Prof ‘perfettini’ che ti minacciava di non considerare la parte lasciata in brutta

– come quando tiri fuori furtivamente lo specchietto dalla borsa, controlli e no, non ce l’hai lo spinacio tra i denti

– come quando vai dal parrucchiere e la tua metà non se ne accorge dopo 3 giorni, ma subito

– come quando ti casca la cosa dritta dritta nel water ma tu per fortuna -almeno- avevi già scaricato prima

– come quando chi ha il cappello con la scritta ‘capo’ dice “eqquestoequelloetunonl’haifatto” ma tu c’hai già la copia della mail pronta che ti scagiona

– come vestirsi troppo sportivi per una cena ed essere fissati con disapporvazione per la prima metà della serata… da donne in tacchi alti, passando la seconda metà della serata ad essere guardati con invidia… da donne in tacchi alti e vesciche esplose

– come ritrovare gli occhiali dimenticati sulla propria testa, prendere appena in tempo l’ombrello dall’autobus che sta per chiudere le porte, non accorgersi del ragno peloso che ha transitato sulla spalla

– come trovare delle parole per dirlo, della forza per farlo.

Cercansi.

9 commenti

Archiviato in Lavoro, Quotidianità?, Salute e benessere, Scemitudine, Senza Categoria

Ups and Downs

In ascensore, alla fermata della metro, per accedere ai treni.

Nonostante il cartello dica ’11 persone’ con conseguenti chili corrispondenti, se una settima si aggiunge, la gentile voce avvisa, bilingue, che il carico è eccessivo.

Fatti un paio di tentativi e uscite varie persone (tra cui un anziano, entrato prima, mentre uno degli ultimi faceva finta di non vedere/sentire) finalmente si chiudono le porte e si inizia la discesa.

Una signora, con voce a volume 10, esclama: “ah beh, e mano male che c’è scritto per 11…sarò pure ingrassata questo è vero, ma mica così tanto…e che saremo mai? Che sarà mai che pesa così tanto?? HA.”

Un’altra signora, con volume della voce 2, sussurra:

“Gli affanni”

.

(sotto la foto John Mayer canta “Stop this train”)

14 commenti

Archiviato in per bocca d'altri, Quotidianità?, un'accettata

°__-

Borsa, giacca, sacco della spesa, borsa di tela con dentro rivista e portapranzo vuoti scaraventati di fretta sulla poltrona, appena si entra ‘Ciao Ciaoo!’ detto con aria allegra e incurante della -diGiàmolo- faticaccia accumulata dalla sveglia (ore 06.15) al ritorno_telefono_cAAsa, a cui approdo dopo 1 ora e mezza di spostamento (metro.treno.macchina=h. 19:30).

Vado in cucina e ci sono Rachele e la nonna, che è praticamente ora di cena, per la puzzolilla. Quando si dice non avere manco il tempo di dire ‘MADDECHEAHO’?’ che sento: –prego immaginare il tutto nella breve durata di minuti-5

“…E infatti ( infatti?!?? ) stavo dicendo che adesso che le si dà? EH. non c’è NIENTE da farle mangiare” Ruoto gli occhi al pentolino, pronto, con il brodino preparatole la mattina, fatto con verdure fresche e filetto. Il cervello quindi mi va all’interno frigo, dove fanno bella mostra due confezioni intonse di robiolino, una di stracchino e una fettona di caciottina, che Rachelina è un vero topino e adora i formaggi. Poi immagino le tre confezioni di pastina, 1 all’uovo, 1 più lunga e l’altra un classico: i semini di melone. Mi dilungo nell’insana fantasia di comprendere anche le fette di tacchino confezionato come possibile cibo e poi mi sovviene che proprio sabato ho ricomprato l’omogeneizzato al salmone, il suo preferito, in caso si debba rimediare una parte del pasto più ‘velocemente’. Inutile forse poi aggiungere che in freezer ci sono nasello surgelato e pisellini…

Mi rincuoro da sola, non dico nulla e continuo a preparare io la pappa.

“…poi c’è il brodo di pollo. IO HO PORTATO il brodo di pollo! E anche il pollo. Brodo di pollo E pollo.” La guardo.  eh…ma c’è già il brodo graz… “QUI C’è QUELLO DI POLLO.” …”SSSSì, però io già l’ho fatto, te lo avevo detto ti ricordi? Che lo avrei preparato“. ” Ma io mio è di pollo E ORMAI L’HO FATTO” … “ …Il mio ha dentro il filetto e ormai anche io l’ho preparato. Non vorremo buttare del filetto, no?” –tiro un lungo respiro e proseguo, mentre mia figlia tenta in tutti i modi di riuscire a comunicare con me senza che la voce della nonna la sovrasti e tenti in tutti i modi di non concedermi nemmeno 5 minuti consecutivi con mia figlia PRIMA che con altri-.

Prendo i pezzi di patata bollita perchè decido che avrei frullato ciccia&patata per creare una cremina da aggiungere semmai alla pasta oppure da dare da sola alla bimba, non faccio in tempo ad iniziare l’operazione che sento: “ma PERCHE’ gliela frulli! A Rachele piace di più nell’altro modo e poi ormai la mangia anche così”……………..-respiro un po’ più profondo-……………. “Lo so che a Rachele piace, la mangia praticamente sempre così, ma stasera facciamo una cosa diversa”  “MAH, a lei piace DI PIU’ a pezzi” (snort e vado avanti).

Verso la pasta nel brodino bollente. Me ne cade un quid in più e dico “Acc, troppa. Vabbè, quella che avanza me la mangio io dopo”” Te n’è caduta troppa. E’ troppa. IO ne metto 3 cucchiai” (e io penso “è troppa pure 3 cucchiai, soprattutto se colmi come immagino” ma non proferisco verbo in merito). Io comincio a spazientirmi e le rispondo, subito: ” Non ha importanza, ho detto che la mangio io”.

Segue tempo di cottura in cui non ha mancato di far notare che “si sta asciugando troppo”. La guardo. La riguardo. Prendo un cucchiaio per aggiungere altro brodo che tanto è praticamente pronta ALLORQUANDO la sento prorompere in un quasi oltraggiato “MA CHE FAI?? Aggiungi brodo freddo???!!!?? tiepido, per la precisione. Quantità: due cucchiai da cucina- ti si appiccica/scuoce/smolecolarizza/appesta/disintegra/marcisce <–una di queste cose qui , non so quale perchè il mio cervello si è annebbiato e ha detto STOP.

Mi volto con la faccia da Psycho killer e le digrigno con un sorriso in puro PVC: “A nonnaC, oggi proprio nun te sta bbene gnènte, eh?“…scatta automatica la modalità sonoffesa e si dirige nell’altra stanza dicendo “ah scusi eh? Ah vado…anzi ME NE VADO! ….E poi stavo solo dando UN consiglio ah! Ih! Oh! Uh! bofonch’ bofonch'”

Alchè serafica le ho risposto “10 minuti serrati di consigli così fiaccherebbero un Santo

…Che l’importante è sorridere sempre! …Che poi si tratti di paresi facciale, quello è un altro paio di maniche. 😉

19 commenti

Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei", Cucina, de gravidantia... & poi, per bocca d'altri, Quotidianità?, Salute e benessere, un'accettata

Il Bar qui sotto.

La signora color mattone mi fissava, con un occhio, mentre l’altro lo puntava verso Saturno, probabilmente. Mi vengono attimi di imbarazzo assoluto, dove mi appanico perchè non becco mai il bulbo giusto da guardare.

Il barista gayo dispensava i suoi ‘gradisce un bicchiere d’acqua, insieme??’ (al caffè) con una garbatezza ed una solerzia rara, alle 09.00 della mattina. Invidio la disciplina dei suoi capelli, la linea scura che ha naturalmente intorno agli occhi e una certa flessuosità, che sfrutterebbe bene in abiti di chiffon.

Nel mentre dimezzavo la tazza di cappuccino per mitigare il sapore orrendo del saccottino al cioccolato che ho avuto l’incauto ottimismo di pigliare. Questo posto ha una cosa in comune con la pizzeria-tavola calda che sta poco distante: il primo ha croissant et simili davvero ‘vintage’, la seconda teglie di pizza che paiono prese in chiusura, la sera precedente, da qualche altra pizzeria. Sciccherìa.

Al momento di pagare il cassiere napoletanissimo mi sciorina un qualcosa che, giuro, ho provato a comprendere, ma pure avendo prozie procidane, non ce l’ho proprio fatta.

Ragazzi, oggi c’è il sole e mi sono resa conto che è venerdì e non lunedì (ero convinta eh? Basta stare 1 giorno fuori ufficio e guarda la capoccia che ti combina…)

Vuoi mettere?

Cornetti croccanti e fragranti per tutti!

13 commenti

Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei", Lavoro, per bocca d'altri, Quotidianità?

tortilla

Ci sei tu che sei uno scudo e non lo sai.  Per ciascuno dei tuoi 21 mesi ho festeggiato un po’ di forza fisica in meno e molta mentale in più.

Sono debitrice e non te lo dovrei dire, perchè quando ne sarai capace confido nell’intelligenza che avrai nel rivoltarmi contro queste parole come una frittatona: sarai pur figlia dei tuoi genitori, o no?

Sei un’armatura inconsapevole verso questo ‘attorno’ che mi bracca stretto. Tutta questa quotidianità che non mi dona, che non voglio, tutto questo per cui non desidero più sacrificarmi, ammorbidirmi, flettermi. Tutte queste ore di veglia, eh si, praticamente tutto tranne una cosa: tu.

E come farai mai?

Te lo dico. Con le frasi che vai componendo, con i meandri della comunicazione che ti sforzi di avere, le interpretazioni delle canzoncine di quei librini che ti porta papà, le filastrocche che ti suggerisco e tu completi. Poi ci sono le smorfiette e le rugoline di quando arricci il naso, le ‘OOOO’  – ‘AAAA’ –  ‘IIIIIIIIIIIII’ esagerate, che fai la buffoncella. E all’ora di andare a dormire, vai per contrari: ‘a nanna no’ esclami di botto, e la mamma ti porta a lettino, perchè vuoi che sia lei l’ultima cosa che vedi prima di addormentarti. Da me sei corsa in questi giorni in cui sei stata poco bene, con i dolori al pancino che ti assalivano all’improvviso facendoti perdere il sorriso per lunghi istanti.

E aspettiamo insieme che la Primavera si compia, per scorrazzare all’aperto fino a tardi, così da farti vedere altro ‘nuovo’, che per te è dietro ogni angolo.

E’ grazie a te che anche io riscopro quello che non vedevo più, per questo mi salvo ogni giorno un po’.

Quel po’ lo voglio preservare tenendolo per Noi e vedrai se la tua mamma capocciona in qualche modo non avrà la meglio di questi cavalieri grigi che attentano alla serenità della Vita altrui, quella vita che loro stessi hanno buttato e che forse ora guardano con invidia o che non possono capire non riuscendo a maneggiarne le chiavi interpretative.

Però sappilo che un bacio a pernacchia sul collo stasera non te lo toglie nessuno.

23 commenti

Archiviato in de gravidantia... & poi, Quotidianità?

le deiezioni orali, la pazienza che manca e forse anche il ciclo.

L’oroscopo, nella sezione salute, mi informa che oggi non mi devo lavare i capelli. (giuro)

La ragazza che se ne sta accucciata dietro alle spalle di un suo connazionale bruno sproloquia fondamentalmente in spagnolo, fatta eccezione per le espressioni ‘non me ne frega un cazzo’ – ‘e che cazzo’ – ‘non mi dire cazzate’. Al quinto loop di parolacce mi innervosisco e toppo clamorosamente a ‘city blocks’, giochino demente su nokia.

Devo fare un controllino alla parte destra del mio corpo che ha deciso di andare fuori fase, varie parti contemporaneamente: orecchio attufato, collo bloccato, polso e avambraccio con defezioni da uso-mouse scellerato, magari se paziento si presenteranno curiose eruzioni cutanee da interpretare come la forma delle nuvole.

In buona sostanza, se poi passo a miglior vita si sappia, anche qui, vi voglio vestiti tutti di bianco.

😉

Il risultato qual è?

Che tocca sdrammatizzare, tocca suonare la fanfara dell’ironia,  danzando note sbilenche e colorate, in barba a ‘sto grigiore che sta dilagando tra i miei giorni. Che macchia d’olio appiccicaticcia, signori miei.

Ma sempre l’oroscopo a buon mercato, dalle ultime pagine dei periodici gratuiti, mi assicura: ‘passerà’.

18 commenti

Archiviato in mi salta in mente, Quotidianità?, Salute e benessere