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Pinacoteca on the road

La rumba dei cartelloni per le elezioni è ricominciata. A Roma si snocciolano ovunque come la cacca di pecora, a pallini.

Uno tira l’altro, sempre per rimanere in tema di noccioli.

C’è il classico dei classici: omino con giacca sportivamente appensa al ditino, in atteggiamento ‘casual’, ma -badate bene- con fede al dito bene in vista (‘perchè noi crediamo ai Valori Italiani’ sembra sentire di sottofondo).

C’è poi chi insiste, demodé, con la posa posticcia della manina sotto il mento, vincendo la palma di bronzo (per fare coppia con la faccia) della totale mancanza di naturalezza.

C’è chi ricuce bandiere coi punti a vista, che fa tanto moda.

C’è poi un fenomeno che ha deciso di far andare la sua campagna in manifesti a coppia: uno accanto all’altro, stesso slogan, ma uno con lui-sorriso-e-pulloverino-informale e l’altro con aria più compunta: giacca-e-cravatta. Sia mai dovesse scontentare qualcuno.

Altri ancora preferiscono il tinta unita e il proclama che recita una cosa del tipo ‘meno faccioni e più popolo’. (…e poi per Roma tra Roberto Carlino prima -color mattone- e Mariella Sobrino adesso -color cera: è identica a sei anni fa…naturaliSSSSima, eh??- siamo abituati)

La novità, continuando, è una posa di tre quarti, un po’ birichina, un po’ maliziosetta. Ad alcuni dona. Altri è meglio che evitino pure la scoliosi, rimettendosi dritti.

Ce ne sta, in ultimo, un’altra, alla quale vorrei dire -de còre- ‘ste due parole. Teso’, capiamo il fascino del photoshop, il suo promettere e mantenere adeguati abbellimenti senza l’uso del bisturi…il problemino è che quando t’ho visto, poi, l’altra sera ad una trasmissione televisiva…NON TI S’ARRICONOSCEVA DA QUANT’ERI BRUTTAAAAA!!

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I’M DREAMING OF A WHITE XMAS.

DI FRANCESCA COMENCINI

Caro direttore, leggo sui giornali dell’operazione “White Christmas”, messa in atto dal sindaco di Coccaglio, che consiste nell’individuare, casa per casa, tutte le persone straniere non in regola e cacciarle, in vista del Natale. La notizia mi colpisce, non solo per l’idea di accoglienza, di cittadinanza e di cristianità che la sottende, ma anche perché Coccaglio è il luogo dove riposano i miei nonni, Cesare Comencini e Mimì Hefti Comencini. Per loro mi sento in obbligo di scrivere questa lettera.

Mia nonna, figlia di una famiglia svizzera tedesca, si innamorò di mio nonno Cesare e per sposarlo dovette combattere contro tutti i pregiudizi di cui gli italiani erano vittime nel suo paese. Gli svizzeri tedeschi non amavano gli italiani, li consideravano sporchi, primitivi, ne avevano paura, al massimo li impiegavano nelle loro fabbriche o per pulire le loro case. Ma mia nonna non cedette, si sposò con il suo Cesare e venne a vivere in Italia. Mio nonno era di origini modeste, ma con molti sacrifici era riuscito a laurearsi in ingegneria. Tuttavia in Italia non riusciva ad assicurare una vita sufficientemente degna a sua moglie, e ai loro due figli che nel frattempo erano nati, mio padre, Luigi, e suo fratello Gianni. Vivevano a Salò, dove gli affari andavano molto male. Un giorno mio nonno decise di emigrare in Francia, aveva sentito che lì si compravano terre a basso prezzo, perché i francesi abbandonavano la campagna, e per ogni due francesi c’era un italiano. Così partirono.

La loro vita in Francia non fu facile, i miei nonni, poco esperti dei lavori agricoli, dovettero imparare tutto. Nel suo libro, “Infanzia, vocazione e prime esperienze di un regista”, mio padre racconta: “Ora riesce difficile immaginare com’era la nostra vita nelle campagne del Sud-ovest francese. Non avevamo né luce, né acqua corrente. Ma avevamo il pianoforte. Ogni sera, dopo cena, mio padre sedeva in poltrona, e, cullato dalla musica di mia madre, lentamente sprofondava nel sonno”. A scuola, mio padre, che quando arrivò in Francia aveva sei anni, veniva sempre messo da solo all’ultimo banco, e regolarmente chiamato “Macaroni”, come in Francia venivano chiamati gli immigrati italiani. Fu mio nonno Cesare a soffrire più di tutti per la lontananza dall’Italia. Mio padre ricorda che si era costruito una radio a galena, che tutte le sere si ostinava a cercare di far funzionare. Quando mio nonno si ammalò iniziò a dire “non voglio morire in Francia, non voglio morire in Francia”. Così mia nonna lo riportò a casa, in Italia, da suo fratello, a Coccaglio.


Fu sepolto nel piccolo cimitero di Coccaglio, dove molti anni dopo lo raggiunse mia nonna, che dopo la sua morte era rimasta a vivere in Italia, a Milano. I miei nonni sapevano cos’è lasciare il proprio paese per poter lavorare, cos’è essere stranieri, sapevano cos’è la dignità da salvare, per sé e per i propri figli. Al funerale di mia nonna ricordo che mio padre lesse quel brano del Vangelo secondo Matteo in cui Gesù dice “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Mia nonna era credente a modo suo, di religione Valdese. Ricordo un giorno, un venerdì santo, era venuta a trovarci a Roma per Pasqua, e io la trovai in camera sua, che piangeva piano e quando le chiesi perché mi rispose, asciugandosi in fretta gli occhi con il fazzoletto che teneva sempre nella manica del suo golfino: “Penso a Gesù, a come doveva sentirsi solo e impaurito nel giardino di Getsemani”. I miei nonni riposano nel cimitero di Coccaglio, che non è solo la casa di chi provvisoriamente ne amministra il comune in questi anni, ma è stata anche la loro, e quindi ora è un po’ la mia e di tanti altri, che, come me, discendono da chi ha dovuto lasciare l’Italia per lavorare, con fatica, dolore, umiliazione. E sono sicura che i miei nonni, se potessero alzarsi e sorgere dalla memoria, condannerebbero chi ha osato inventare l’operazione “White Christmas”. A nome loro, tramite queste righe, lo faccio io.

fonte: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/immigrati-13/comencini-lettera/comencini-lettera.html

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Tuttigiorni_Nel Paese Civile….(prolisso vomitìo-mi devo depurare)

…non si lasciano deiezioni canine sul marciapiedi

…non ci si accende la sigaretta mentre si è ancora nella stazione metro, andando verso l’uscita

…non si dà l’ultima tirata alla sigaretta sputando poi il fumo dentro all’autobus, magari in faccia a qualcuno

…ci si scansa almeno in parte, per non urtare i passanti

…non si pretende d’aver ragione perchè si è più anziani

…non si pretende di potere tutto perchè si è più giovani

…non si chiede al Paese che ti ospita di tollerare usi e costumi considerati maleducati o illegali

…non si chiede ad uno straniero di perdere la sua identità, di sentirsi di default di serie B, di accettare la maleducazione

…non si dice ‘eh ma con tutti i problemi che ci sono questa cosuccia qui che differenza fa’, perchè la fa

…non si lasciano i rubinetti aperti nei bar mentre si servono 100.000 clienti

…si fa la raccolta differenziata, perchè il ‘ah ma tanto poi la buttano tutta insieme’ voglio vedere chi l’ha verificata, da 5 anni a ‘sta parte

…se si ha il macchinone, non ci si comporta come se si viaggiasse su 2 ruote zigzagando, che se il 2 ruote poi lo becchi col suv, tu non ti fai niente. Lui, lo ammazzi.

…si ha rispetto per gli animali, si ha coscienza dell’impegno che comporta tenerli, si ha cuore nell’accudirli come esseri viventi e non imbecillità nell’abbandonarli come fossero pupazzi

…i patrioti non sono solo quelli di destra

…gli intellettuali non sono solo quelli di sinistra

…non si parla di ‘calo demografico’ se nel frattempo: 1) non ci sono asili nido per tutti 2) una madre dovrebbe toericamente lasciare il bambino a mesi-tre per decadenza termini astensione maternità 3) non si prevedono indennizzi degni di questo nome per i più bisognosi, aiuti ai datori di lavoro per gli asili aziendali, rassicurazioni concrete per le donne lavoratrici che si vedono ghettizzate perchè madri

…i preti pedofili vanno al gabbio e non in un’altra parrocchia

…non si deve conoscere DIO per fare un’analisi clinica in tempi che siano conformi all’umana decenza

…gli europarlamentari hanno un’altra formazione oltre alla dicitura ‘mangiafuoco’ e ‘partecipante reality show’

…ci si ricorda del passato, dei conflitti mondiali, dei perseguitati

…non si costringono i ‘cervelli’ ad emigrare

…i politici non prendono quel fottìo di soldi e non hanno tutti quei privilegi

…se i di cui sopra sono assenteisti e fanno passare leggi del cavolo, sono buttati fuori dal loro partito

…esiste la meritocrazia

…i call center non ti chiamano alle 21,00 per venderti servizi da 36 con scene di caccia

…si dice Buongiorno e Buonasera

…non ci sono le cose ‘scritte in piccolo’ nei contratti

…gli incentivi per la rottamazione delle macchine sono veri e sono ad hoc, mentre qui non ci ricordiamo più di quando non esistevano

…si sfruttano le energie alternative

…si assaggia prima di dire ‘non mi piace’

…la figura del Notaio non esiste

…si proteggono le peculiarità e le eccellenza locali

…si è altrettanto grati di trovare un Mc Donald ovunque, che se non ti piace per niente il cibo dell’altro paese almeno c’è una cosa che ha lo stesso sapore ovunque

…il cappuccino ha una sua ode appositamente composta :->

…si canticchia senza esser presi per scemi

…le bambine a 8 anni non vogliono fare le veline e non si atteggiano come 14enni

…le donne mantengono con fierezza alcune caratteristiche da noi occidentali considerate come femminili senza tema e gli uomini altrettanto

…un maschio di età media di anni 30 sa farsi da mangiare, sa cosa sia una lavatrice, non aspetta che sia la mamma (o la moglie) a stirargli le camicie

…le liste nei blog non possono superare un tot di unità, perchè sennò che palle.

E che palle!

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proclami pre-manifestazione

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“Sono forse la migliore farabutta degli ultimi 150 anni”

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If I were in your shoes…alzerei i tacchi.

altri tacchi

Oggi, per la prima vera volta, sto guardando agli U.S.A. con un occhio diverso.

-Firmato, suo malgrado, una Europea-

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evviva la famiGGhia!

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(BEH, MI SEMBRAVA ATTUALE!)

😀

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Il ‘lato sinistro’ delle cose… di VARIE cose.

Avere wordpress che ti si setta in inglese ha dei risvolti divertenti.

Ad esempio stamattina c’è un post, tra quelli considerati “più letti”, che pone l’amletico quesito (a cui sembra promettere una risposta, al solo cliccarlo) “com’è che lo testicolo sinistro penzula più in basso de quello destro?”

In effetti non ci dormivo la notte. Eh.

Un po’ come -ci informano le ultime notizie- Michael Jackson non dormirebbe volentieri in un castello che reputa infestato (anche se, secondo me, è il fantasma formaggino che si piglia il coccolone a vedere lui, mica il contrario).

Insomma cose un po’ inutili, che fanno anche un po’ ridere, tutto sommato.

Quasi come se uno volesse equiparare i partigiani ai repubblichini e poi magari dicesse «Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge…», per fare un esempio iperbolico, no? Una cosa che non verrebbe mai in mente, no?

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