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Charlie Brown

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Svetta, come il campanile della Chiesa.

Sii mutevole ma compatto come lo stormo di Novembre

e come foglia in autunno colora il brutto tempo della tua vita.

Abbi il coraggio di un rifiuto che costa.

La sfontatezza dell’emozione manifesta.

Desidera il mondo, eccolo, e niente di meno.

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Ricominciamo.

http://www.youtube.com/watch?v=WCcn63XMWCE

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johnny bear (al secolo gummy bear)

Direi che l’aggiornamento della crescita della Puzzolilla ha bisogno di un nuovo capitolo.

Innanzi tutto vorrei condividere il giubilo per la seguente notizia: è stato accettato il trasferimento (ri-trasferimento, dacchè proveniva da là: privato diventato nel frattempo comunale) all’asilo vicino casa, da Settembre. Questo significherà non doversi svegliare alle ore 06.10 della mattina, potendo indugiare tra le coltri per 1 ora in più…BUTTALA VIA, BUTTALA.

Quindi continuerei senza tema verso le hits del momento. La Puzzolilla la TV non la guarda, rimpiazzandola con una insana passione per il pc “com-puter, còm-puter!” mi chiede la sera, dopo la pappa. Per la precisione ormai siamo fissi su youtube e giriamo come criceti nella ruota tra questi tormentoni:

  • jordy ‘dur dur d’etre bebe’ (se continua co’ ‘sto imprinting, il suo principe azzurro dovrà essere biondo con gli occhi verdi)
  • mary poppins ‘basta un poco di zucchero e la pillola va giù’ (molto presa dal bambino che non riesce a schioccare le dita, fa entusiasticamente il gesto anche lei, centrando immancabilmente il naso, la mandibola ed altre parti di sua madre che la tiene sulle ginocchia)
  • jovanotti ‘l’ombelico del mondo’ (partecipa attivamente e con uno spaventoso senso del ritmo al BUM BUM dei tamburoni)
  • mickey mouse march (‘em ai si, chei i uai, em o iu es iiii’ ovvero M-I-C-K-E-Y   M-O-U-S-E)
  • mary poppins2 ‘supercalifragilistichespiralidoso’ (che viene ogni sera ribattezzato in modi diversi -te credo-)

…e poi… l’ultimo video, il più gettonato al momento (ma io sto tifando acciocchè mary poppins lo batta) quello per cui Rachele inizia a ballonzolare sul sederotto imbottito senza posa, per cui grida ‘JOHNNY BEEAR!!’ , per cui mi guarda estatica con la bavetta penzoloni

…non posso esimermi, ve lo linko.

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Christmas mood !!

e buon week end!!!

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cèn cèeen che-cheni cèn ci bòl

Oggi ho mi sono messa a guardare una ragazza in tram, partendo dalle sue scarpe.

Cioè:

ho pensato ‘caspita che carucci ‘sti sandali’ e quindi ho gradualmente alzato lo sguardo. Che mi dite se ammetto di aver fatto pensieri del tipo ‘eh però c’ha i gomiti ruvidi’? Quando l’invidietta ti piglia, proprio. Ih! Devo espiare! Deh, Oh, Uh AH! … è che era coordinata nell’animo e si sa, a me ‘sta cosa già me piaSce. Minigonna jeans, borsetta coi pescetti (sempre sul blu) e magliettina carta da zucchero che in maniera molto gattamortesca aveva una serie infinita di bottoncini che la tipetta -coooonsacia diciamolo, mooolto CONSCIA- aveva lasciato aperti quel tanto da creare maliziosetta scollatura-a-sipario su abbronzatura per-fet-ta. Presente quel colr miele carico che si vede nelle pubblicità? Brav’ Brav’. E poi c’aveva du’ occhi a 106 pollici (azzurri, ovviamente) con una cosa che guardo con una certa ammirazione…io non riesco a riprodurla per quanto ci tenti: come diamine riescono a farsi quella specie di sbaffatura casuale proprio all’attaccatura inferiore delle ciglia? Se ci provo io, sembro la mamma del ritorno dei morti viventi…Avrei un’allure da Panda in estinzione, ecco.

E’ che c’ho un mood da ultimo giorno di scuola dove si sta seduti sul banco a chiacchierà co’ quella di Lettere, da partitella a beach volley, (se solo non mi pigliasse lo sconforto per la panzetta che ballonzola), da ghiacciolo al limone o cucciolone 10 morsi 10. Un sano pomeriggio di adolescente cazzeggio, ecco che ce vo’. Il massimo dell’impegno sarebbe sfogliare una rivista dove la notizia più vera è lo sbarco della D’Addario su Venere per aprire un paio di casette di piacere. (ci sarà il lettone di Putin, lassù?)

….

http://francisanderson.files.wordpress.com/2007/12/cocktail-glasses.gif

(clicca sull’immagine, per la colonna sonora!)

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Momo

Quando leggevo questo libro di Michael Ende avevo spesso pigiate sulle orecchie le cuffie di un sony rosso.

La canzone, invariabilmente da rimettere daccapo, era questa:

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aspettando casa.

ikebana domestico

ikebana domestico

Home is Where The Heart Is

(...canta Elvis in modo old-fashion cliccando il fiore)

Home is where the heart is

And my heart is anywhere you are

Anywhere you are is home

I don’t need a mansion on a hill

That overlooks the sea

Anywhere you’re with me is home

Maybe I’m a rolling stone

Who won’t amount to much

But everything that I hold dear

Is close enough to touch

For home is where the heart is

And my heart is anywhere you are

Anywhere you are is home

Maybe I’m a rolling stone

Who won’t amount to much

But everything that I hold dear

Is close enough to touch

For home is where the heart is

And my heart is anywhere you are

Anywhere you are is home

Home, home, home, home, home

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“Camion” – Lucio Dalla – Album “1983”

“Ci vuol coraggio, a fidarsi di te… per esempio: toccarti un braccio guardarti e chiederti beh cosa c’è?
Oppure ci vuole un’altra faccia, meglio, la mia vecchia faccia che ho perso ma non sò dov’è.
E’ così strano che io abbia bisogno di te, io tanto lontano tu così diversa da me… ma se mi dai un attimo, meglio, se io mi prendo un attimo, meglio, se noi usciamo dal traffico ci allontaniamo ci fermiamo
… come è distante come è distante anche da te per esempio: prendi quel camion no quello quello più grande che c’è… ne servono altri cento per portar via quel che abbiamo dentro
e che nessuno sa cos’è ma io ti amo posso dire che ti amo e tu ami me… forse
ma le parole cadono tra le tante che diciamo guarda per terra quante ce n’è…
No quel che abbiamo dentro è più importante per questo non mi sento di dirti amore e che c’è amore in ogni momento. La storia a questo punto si interrompe si confonde
le luci della città da lontano danno le onde
prendimi la mano
è quasi l’alba è inutile che mi chiedi che ora è, non lo vedi?
Io mi sento una talpa, ho capito, mi hai lasciato… mi dispiace per te.

Ecco, cosa avevo dentro ci sono arrivato, amante è solo chi ama non quello che è amato, per questo son fortunato più di te. Più di te”

 

Questo ascoltavo, a 10 anni, erede di note dal walkman di mia sorella. Questo e cassette dei Beatles, dei Police e Baglioni e Howard Jones. La macedonia musicale su cui ho forgiato gusti musicali alterni.

Chissà perchè, però, è tutto il giorno che mi frulla in testa proprio questa, di canzone.

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