‘se ci fosse la televisione’

di Fabrizio Carbone: un amico prima di tutto, ma anche un pittore, un naturalista, un documentarista, un giornalista, un curioso, un gentile Essere Umano.

'fungo' di Silvano Braido

“Un tempo si diceva: lo ha scritto il giornale. L´ho letto sul giornale. Poi si e’ passati al piu’ famigliare: l´ho visto in televisione, o meglio: lo ha detto la televisione, una sorta di mago di Oz che sentenzia tra falsi fulmini,lampi tarocchi e pioggia virtuale. Sula base di questo ultimo assunto il nostro amato (perche’ lui e’ l’erede del partito dell’amore di Cicciolina Ilona Staller) Utilizzatore finale ha messo a punto la sua macchina delle menzogne veritiere e ha ridotto il Bel Paese a un agglomerato di amebe.
Se ci fosse la televisione, pensavo, come ai tempi di un certo Sergio Zavoli, ai tempi di Arrigo Levi, o del compianto e amatissimo Andrea Barbato, se ci fosse la televisione come dovrebbe essere il servizio dello Stato ai cittadini mi sarebbe piaciuto, e molto, vedere una bella inchiesta sul nucleare. Sulle centrali nucleari. Ma non ideologizzata, politicizzata, infarcita di opinioni. La bella televisione e’ quella che si fa, e si dovrebbe fare, sui fatti. Andiamo allora in Finlandia, dove vivo molti mesi all’anno, e andiamo a vedere dove e come stanno costruendo le due nuove centrali nucleari. Basterebbe raccontare l’ immenso casino in cui si trovano i finlandesi ai quali sono state vendute due centrali diverse con due tecnologie diverse di ultima generazione (ma quale generazione visto che dopo Cernobyl non ne e’ stata costruita nessuna in Europa?). Spese triplicate, blocchi di lavoro, impossibilita’ di tener fede agli impegni presi, mancanza di pianificazione territoriale, inceppamento degli studi di impatto ambientale. Un disastro, soprattutto la centrale Sarko’ come la chiamano i finlandesi perche’ e’ il premier francese che la sponsorizza e tenta di venderla in giro. Proprio quella e’ la tecnologia di ultima generazione che dovrebbe essere usata in Italia per le centrali sparse sul territorio ( e qui voglio proprio vedere che succedera’ quando verranno pubblicizzati i siti ora tenuti segreti nei cassetti del governicchio attuale). Bene io vorrei tanto vedere in tv un bel servizio, lungo magari piu’ di quelli che fanno per gli ingorghi e le code dei rientri dalle ferie, su come stanno costruendo le centrali in Finlandia. Facendo vedere i lavori, i siti, dando i numeri dei costi previsti, dei costi attuali, dei tempi, dei modi, dei ricavi, dell’utilita’ di averle queste centrali, di dove saranno messe, e come le scorie mortali, non dimentichiamolo, MORTALI per noi umani, noi animali, noi piante, noi acqua e noi aria…Vedere un servizio del genere sarebbe istruttivo e chiarificatore. Se poi penso ai finlandesi che hanno le mani nei capelli, loro precisini ed efficienti come sono, faccio mente locale sui venti anni che ci vorrebbero per costruirle in Italia! Venti anni con appalti gonfiati, camorra che se la spassa, la ‘ndrangheta che conta i soldi e i fautori delle grandi opere che “ridono” di notte…”

 

16 commenti

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16 risposte a “‘se ci fosse la televisione’

  1. leucosia

    vorrei fare davvero qualcosa per tutti, perchè amo la mia città e vorrei che mio figlio crescesse in un mondo migliore, appena un briciolo migliore di come è oggi…utopia? mi sa tanto di sì…

  2. In televisione, in una di quelle trasmissioni a cui, come te, aspira la gente ‘di sano pensiero’, ho visto case straordinariamente progettate per alimentarsi d’energia pulita, intere città rese smaglianti dai pannelli solari. E poi le pale eoliche, le torri dei campi di grano. E ancora migliaia di progetti di automobili alimentate da energie alternative. Da qualche parte del mondo si è già scelto il progresso.
    E qui, in Italia, si parla ancora della vecchia, triste, superata energia nucleare. E’ imbarazzante.
    Mentre i potenti giocano a far soldi, ogni giorno si muore.
    Sotto questo gioco cadono però anche loro. Ma che importa: viva i soldi!

  3. Dimenticavo.
    Grazie per lo spunto di riflessione.

  4. GC

    Alor… da uno che lavora nel settore:

    Forse in Europa non sono state costruite centrali da Cernobyl, ma nel mondo ne sono state costruite tante (Giappone, Sud America, Cina) e molte di più se ne costruiranno (ci sono una ottantina di stati al moento con progetti nucleari in vari stadi di sviluppo). Cernobyl era una centrale di generazione I (per generazione si intende tipo di materiale e, soprattutto, sistemi di sicurezza), quella francese (e le equivalenti americane, giapponesi e canadesi) è cosiddetta 3+.

    Il problema delle scorie i Finalndesi l’hanno affrontato sul serio (al contrario di noi) ed avranno un deposito geologico, sotto i 300 metri di profondità, pronto per tempo.

    Avere due centrali di due “filiere” diverse non è un grande idea economicamente, ma lo è politicamente (non hai un produttore egemone che ti possa bloccare tutta la produzione nazionale non dandoti i pezzi di ricambio). E’, fr al’altro, la stessa scelta, e per gli stessi motivi, italiana.

    Il caso Finlandese è molto particolare: i primi a costruire in europa, i primi a costruire una centrale di 3+ generazione, i primi a costruire quei particolari reattori, i primi a sperimentare un sistema ocntrattuale tutto compreso chiavi in mano (con il risultato che quando i costi si sono alzati, il fornitore ha fermato tutto per ricontrattare, con i costi che solo per questo si sono ulteriormente alzati in una reazione a catena). Non mi sembra sia l’esempio “tipico” da portare.. piuttosto, guarderei al Giappone, dove la Mitsubishi Heavy Industries ha sgarrato sui tempi di messa online dell’ultimo reattore di esattamente 13 giorni (e del 5% dei costi).

    Il nucleare si può fare, è sostanzialmente più economico del carbone, infinitamente più ecologico (soprattutto quando saranno pronti i reattori self-breeders che ermettono il riciclo del 90% del combustibile “usato” e l'”incenerimento” delle altre scorie) e dipende per l’approvvigionamento di combustibile da paesi quali gli USA, il Canada ed il Sud Africa, esponenzialmente meno volatili del medio oriente. Varrebbe la pena anche solo per non pompare triliardi di dollari ogni anno nelle mani degli arabi che finanziano apertamente al queida et similia…

    • fabrizio carbone

      intanto mi dispiace replicare a una persona che si sigla, ed e’ del settore (?). Ed e’ anonima. Tutto quello che lei dice e’ opinabile. Ma mi fa ridere la, anonima, certezza con la quale lei dice “il nucleare si puo’ fare”. Anche la bomba atomica si puo’ fare. Venga in Finlandia a toccare con mano la perplessita’ con la quale la cittadinanza ha accolto il modo di stoccare le scorie mortali, a 300 metri di profondita’ (un abisso,no?). Mi sa spiegare cosa sia la terza generazione di reattori (francesi) quando loro non ne hanno costruito neppure uno e quello “Sarko”che hanno venduto in Finlandia per quello che e’ costato non sara’ economicamente convinient?
      Il giornale finlandese Helsingin Sanomat, il principale del Paese, lo ha ribattezzato “Sarkofagus”. La televisione dovrebbe raccontare proprio questo esempio, proprio perche’ europeo, proprio perche’ della terza(?) generazione francese (sic), proprio perche’ e’ quello che pagheremo noi una fortuna, noi cittadini che paghiamo le tasse.
      Concordo con lássunto che i finlandesi siano un popolo in gamba e sappiano fare bene le cose. Ed e’ per questo che si sono imballati.

      • GC

        Bah.. mi siglo per uso pluriennale e comodità, Michela sa perfettamnte il mio nome e cognome e tanto basta.

        Per il resto, come Le pare. Rimane il fatto che il nucleare è usato in tutte le economie avanzate con industrie ad alto consumo elettrico (e la Germania sta seriamente ripensando la scelta di dismissione totale fatta ai tempi del governo rosso-verde) e sarà usato a breve da una ventina di economie in fase di sviluppo.

        D’ltra parte, l’Italia sostanzialmente usa il nucleare, solo che l’importa dalle centrali francesi costruite a ridosso del confine, prendendosi i (minimi) rischi e non usufruendo delle economie.

        Ed ancora, in Finlandia, questo gennaio, un sondaggio della Gallup (una delle migliori aziende di sondaggi, difficilmente accusabile di parzialità o di vendersi) dava il rapporto fra favorevoli e non favorevoli al nucleare 48% a 17%, il margine più alto da quando questo tipo di sondaggi è stato iniziato, 28 anni fa. I Finalndesi si metteranno pure le mani nei capelli per il caso specifico di Oki (di nuovo, difficilmente da porsi come un caso “normale” con tutti le sue prime vlte), ma non sembrano particolarmente scossi in generale e si dimostrano più realisti di molti in un mondo dove i combustibili fossili hanno prezzi volatili ma tendenzialmente in ascesa con i giacimenti in paesi tranquilli (USA, UK, Norvegia) in esaurimento.

        Potrei continuare, ma Lei probabilmente replicherebbe con un altro, banalissimo e non argomentato, “tutto quello che dice è opinabile”, ergo, si tenga pure la sua pregiudiziale antinucleare, ma è piuttosto ironico che lei viva in un paese che già ora produce un quarto della sua energia dal nucleare ed è tuttora intenzionaitssimo a produrne ancora di più.

        Cordiali saluti,

        GC

  5. GC

    Ah, le pale eoliche.

    Capacità delle più grandi turbine eoliche del mondo, in condizioni di vento massimamente favorevoli=7 MW

    Capacità di un reattore nucleare: 1.000/1.400 MW

    Potenza (sempre nelle condizioni ideali, in realtà i solito fra il 50 ed il 75%) e superficie della più estesa windfarm del mondo: 781 MW per 404 kmq.

    potenza e superficie di una media centrale nucleare: 2500 MW per 2 Kmq.

    • Non sarò del ‘settore’, ma è chiaro che mi riferivo ad un sistema composito, di energie eolica, solare, biomasse e quant’altro.
      Appunto potenza, potenza, santa potenza, in nome della quale stiamo cadendo come pere.
      Io settore bioetico.

      • GC

        Beh, il computer con cui scriviamo qui ha bisogno di corrente (e sempre di più, gli alimentatori dei computer di 10 anno fa erano da 50/100 W, adesso la media è 300/500). L’Italia è una dei primi paesi per ritmo di sostituzione dei televisori a tubo catodico con quelli LCD o, peggio, al plasma… tanta energia in più. Aria condizionata a casa e negli uffici? Da sola in estate assorbe la produzione di diverse centrali elettriche e ci costringe a pesanti importazioni dalla Francia (nucleare), Svizzera (che tornerà a costruire centrali nucleari) e repubblica Ceca (nucleare) nelle ore di picco… qui non la usa nessuno?

        E questo solo per il presente e senza neanche discutere delle realtà industriali (dove, comunque, avere un costo dell’energia alto significa non essere competitivi, chiudere le fabbriche ed avere la gente in mezzo alla strada… mica si vive di solo terziario avanzato, impieghi pubblici e turismo).

        Il futuro: vogliamo, per dirne una, le auto elettriche? Convertire un decimo del parco auto italiano all’elettrico richiederà diverse centrali convenzionali… scambiamo le megatonnellate di gas serra delle macchine con quelle delle centrali gas/petrolio?

        La realtà è che nessuna delle tecnologie “pulite” (a parte l’idroelettrico, che però in Italia è già praticamente tutto sfruttato, necessita della distruzione di interi paesi in una realtà fortemente urbanizzata come la nostra e soffre ancora della tragedia del Vajont quando si tratta di fare alte dighe) può soddisfare i bisogni che noi consideriamo come scontati sul lungo periodo.

        Il governo si è posto il cosiddetto 50/25/25 (50 gas/petrolio, 25 alternative, 25 nucleare) e già arrivare a quel 25 di alternative significa migliaia di pale e chilometri quadrati di pannelli e diversi inceneritori per biomasse (che nessuno vuole, fra l’altro).

  6. Leuco: vorrei che tutti i potenti provassero cosa vuol dire stare ‘in mezzo’ agli interessi di altri, con effetti velenosi sulla propria pelle, accanto al proprio orticello, nei letti delle loro figlie/i, nelle tasse che non pagano, nei benefits di cui beneficiano. Sono sicura che se provassero 1 decimo di quello che tutti i giorni le persone ‘normali’ ed oneste sono costrette a sopportare e ad ingoiare, farebbero prontamente marcia indietro.

    Veronica, dal bel nome, bentrovata e grazie. Girerò a Fabrizio Carbone ciò che scrivi.

    Gc: sono anche io convinta che la potenza sviluppata dal nucleare sia infinitamente maggiore dell’eolico (che tu mi insegni, è forse quello che ne produce di meno in termini di disponibilità di materia prima e condizioni ottimali per utilizzare la forza naturale che lo spinge). Diciamo pure che se casca ‘na pala eolica in mezzo a un campo non succede nulla e che le ‘scorie’ del vento non le ho mai sentite nominare, mentre invece se per qualsiasi motivo X (e l’uomo e la sua sete di denaro a discapito della sicurezza e dei più deboli sono un ottimo motivo X) me s’apre ‘na crepa in una centrale so’ RAZZI amarissimi per non parlare del caso specifico dell’Italietta che si troverebbe a gestire che so…la ‘restaurazione’ della centrale di Montalto e dello smaltimento di schifi radioattivi con modalità che -posso scommetterci dei soldi- assomiglierebbero a quelle di Homer Simpson a Springfield.
    Credo tra l’altro che Fabrizio Carbopne prendesesse la Finlandia appositamente per il rigore che normalmente la contraddistingue ovvero: se già là ci sono ‘sti casini, figuarti qui, nello stivale….
    Dico io, infine, che con l’acqua, il vento il sole e altre fonti di energia pulita sfruttabili, il nucleare può andare a farsi friggere, per ora.
    Oppure voglio un qualche aggeggio che fulmini le persone che in malafede mettono migliaia di persone nelle condizioni di pericolo per mero tornaconto personale: una mossa falsa e ZOT!!

  7. P.S. chiaramente non sono così bamboccia da non sapere che se in Francia salta in aria una centrale non siamo fottuti anche noi, eh?
    Non credo in chi dovrebbe tutelarci, né qui, né altrove.

  8. Io sono assolutamente d’accordo con quanto viene detto nel tuo post. Ma gli interessi sono tanti purtroppo e poco l’interesse per l’uomo e la natura

    Un caro saluto Giulia

  9. Ecco Gc è a quel che, in maniera che trovo interessante, argomenti che non credo sufficientemente.
    Ovvero: non sono convinta del fatto che non si possa ragionevolmente sfruttare in percentuale abbastanza alta, le energie cosiddette ‘pulite’. Chiaro che utopistico sarebbe pensare che dall’oggi al domani agitando la bacchetta magica si possa soddisfare il fabbisogno energetico che noi tutti troviamo ‘scontato’, però sono realmente convinta che se i finanziamenti, la burocrazia (in Italia chiunque voglia anche nel suo piccolo installare pannelli solari trova tali e tanti intralci da fargli passare la voglia), gli studi e le risorse andassero in quel senso, ne beneficeremmo in risultati tangibili.
    Infine, come vedi e leggi, sicuramente io parlo da ignorante e come me altri/e. Tuttavia anche su questo punto, è evidente la totale mancanza di informazione e di dibattito che mostri i vari punti di vista alla luce di dati reali, che tengano in considerazione ovviamente anche i punti da te esposti.
    E qui così ci si ricollega all’argomento principale esposto da Fabrizio….

  10. Che possiamo fare? Che possiamo fare? Mi sento ormai così impotente. Sembra un incubo. Tutto quello che non vorresti succedesse succede.
    E la televisione… Ah, la televisione che tragedia

  11. GC

    Che ci sia bisogno di più informazione è un dato scontato ed in realtà personalmente ritengo che sarebbe nell’interesse dei nuclearisti farla, perchè sarebbe a loro vantaggio avere un’informazione accurata piuttosto che lasciarla alle campagne di Greenpeace.

    Ciò detto, i problemi non sono tanto la burocrazia (i comuni che dicono no all’eolico, malgrado il quasi sempre passato sotto silenzio inquinamento visivo ed effetti ambientali sugli animali, sono una eccezione) ne i finanziamenti (che esistono), tant’è che l’italia è oggi il sesto paese al mondo per capacità installata, dopo Stati Uniti, Germania, Cina, Spagna ed India.

    I problemi sono in buona parte tecnici: per l’eolico ci vogliono grandi estensioni (per evitare effetti di distrubo di una turbina sull’altra) più o meno pianeggianti, poco densamente abitate e con condizioni di vento favorevoli e particolari (vento continuo entro un determinato range di intensità)… ci sono sorprendentemente poche aree in Italia con tutte queste caratteristiche insieme. Il fotovoltaico è a tutt’oggi estremamente poco efficiente.

    In effetti, se la produzione “alternativa” fosse economicamente vantaggiosa e tecnicamente fattibile su grande scala, qualcuno la produrrebbe, ma in realtà non lo è al momento. Secondo l’OECD, l’eolico costa in media (varia da luogo a luogo a seconda del vento) dal 30 al 150% del nucleare (a parte negli Stati Uniti, grazie ai deserti che permettono enormi windfarms a costi ridotti).

    Se, d’altro canto, c’è bisogno di un’enorme assistenza dello stato perchè diventi economicamente vantaggiosa per un produttore, allora siamo punto e daccapo: o l’energia la paghi tanto direttamente in bolletta o la paghi tanto indirettamente in sovvenzioni e quindi tasse, sempre tanto la paghi… e diventa molto più economico prendere quella nucleare, seppure rialzata del 50%, dai paesi limitrofi.

    Il punto è: prendi la tua ultima bolletta elettrica, aggiungici un buon 50% per la costruzione, gestione e costo dell’energia alternativa mantenendo nel contempo l’attuale produzione da fossili (ad essere ottimisti, il petrolio è ormai stabile ad 80$, i futures a 5 anni sono a 100$ e se putacaso ci sono casini in Iran si può tranquillamente arrivare a 300$ nel giro di una settimana, da 800$ a semplice mancanza se gli iraniani bloccano lo stretto di Hormuz) e dimmi se ti va bene ugualmente.

  12. sofficipensieri

    A me personalmente sì, mi va bene, visto che quel 50% in più oggi potrebbe garantire un domani più “pulito” a mio figlio.
    Io ricordo ancora l’angoscia di Chernobyl, ed ero bambina. Sarà pure stato nucleare di I generazione, ma non prendiamoci in giro, sappiamo tutti che qua le cose saranno fatte alla carlona, come sempre…

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