sponge mik

.............°___°

cosa fareste se una persona vicina, al vostro manifestare un sentimento di disagio e scontento basato su accadimenti di non poco conto e che, tuttavia, voi riuscite a tenere cortesemente fuori dalla porta della vostra vita privata, reagisse sitematicamente ai vostri leggittimi cedimenti con atteggiamenti di risentimento, ostilità e generica trasformazione in yoghurt scaduti?

cosa poi, se -per contro- al vostro ‘ma lotterò e vincerò perchè cambiare si può e si! je la faròòò’ tagliasse corto con una frase caruccia, che so, tipo questa: la realtà è questa e te la tieni’?

e in ultimo, cosa rispondereste se quellA volta che vorreste parlare di voi stesse come persone, NON come mamme, NON come Pollyanne, non come Madri Terese di Calcutta, ma di VOI-VOI nella vostra irrinunciabile individualità, l’interlocutore vi rispondesse imperterrito con un ‘perchè allora IO….’

Il bello è che poi, arriva un giorno, in cui c’è sempre qualcuno pronto a dire: ‘ma non ne sapevo niente!…non immaginavo…perchè non ne ha mai parlato?’


27 commenti

Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei", per bocca d'altri, Quotidianità?, Salute e benessere, un'accettata

27 risposte a “sponge mik

  1. mantiduzza

    la lascerei perdere, michè.
    oppure le urlerei:
    OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO MA MI SENTI????????????????????????????????????????

  2. dipende dal grado di “vicinanza”: se non è una persona a cui tieni davvero… aria, via, sciò-sciò! perché già la vita è dura, non c’è bisogno di essere masochisti🙂

    un bacione

  3. la penso come brix…
    se la persona è mooolto vicina allora è il caso di dare uno scossone…
    come la cardioversione elettrica fatta a chi ha problemi di aritmia… quella scossetta al cuore che fa riprendere il ritmo giusto….
    un riequilibrio delle reciproche posizioni
    baciotto

  4. Rob

    Ma che, se ne deve pure discutere?
    Napalm.

  5. …mah…se è piuttosto vicina…io tenterei di parlarne con lei, iniziando con TU e dicendole le cose che non ti vanno bene…che forse non si metta ad ascoltare, una buona volta?

  6. bitunicode

    respiro profondo..1..2…3…oooooooooooohhhhhhhhhmmmmm!

  7. Verrebbe da presumere che sia la vicinanza a metterti in difficoltá, sennó avresti giá fatto.
    Sbaglio?

  8. Io penserei che la persona in questione ha avuto molti calci dalla vita e quei calci (invece di renderla più attenta verso il dolore altrui) l’hanno resa arida. L’aridità interiore unita alla fustrazione per i sogni irrealizzati l’hanno portata a diventare prima invidiosa e poi acida.
    Ahimé, anch’io una persona così l’ho conosciuta!
    Me ne sono allontanata, scambiando qualche parola qua e là solo negli incontri casuali.
    Ciao Michela, ti ho risposto anche di là.
    Buona giornata.

  9. polena

    la persona che ho accanto spesso fa così.
    a volte reagisco scappando, a volte non reagisco, a volte mi distruggo, altre distruggo lui.
    quasi sempre, per mia fortuna, finisce col capire.
    però mi fa sentire come se io non potessi mai cedere.
    sigh.

  10. Ciao piccola..
    ti ho risposto da me..
    ma aggiungo che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire..
    aureolina laotzé (solo per oggi)

  11. Laura

    è che in genere gli altri sono abbastanza sicuri che la tua irrinunciabile individualità non è per niente irrinunciabile… chi ti tratta come un satellite echo secondo me è abbastanza degno di calci nel culo d’intensità direttamente proporzionale al grado di vicinanza con te.
    vale a dire, se ti frega poco, vaffanculo ad aeternum;
    se ti frega tanto inizia a rompere i coglioni con pUtenSa…

  12. verypipuffa

    “a quanto pare non sono in gradi di comprendere che le cose importanti per me non lo sono automaticamente anche per gli altri, perciò faccio sempre la figura del missionario, una persona il cui compito è convertire, piuttosto che ascoltare”
    David Sedaris “mi raccomando, tutti vestiti bene”

  13. Un ringraziamento a chi ha lasciato qualche parola, di conforto, di sprone, di citazione.
    Non so dirvi altro se non che mi sento solo stanca di sembrare in uno di quei sogni dove urli e non t’esce la voce.
    Ma cio’ non mi provoca di fatto molto sconquasso e la calma piatta in una situazione di ‘pericolo’ è più preoccupante, a mio giudizio.
    Sono qui per guardare come va a finire.

  14. come pesa questo IO … a volte per comunicare a queste persone bisogna scrivere!

  15. io invece sono allarmata sì, come da commenti a post precedenti, e immagino quello che spero sia sbagliato immaginare, ma si sa l’immaginazione va di qua e di là….continua a parlare e a cercare il contatto, se prima c’era, e forte, ci deve essere ancora. sta lì, solo un po’ nascosto. a volte avere figli implica trasformazioni fisiche mentali e di vita e nuovi assestamenti…
    ma magari immagino male, eh.

    • sono parecchio preoccupata pure io, perché, ho lo stesso dubbio di animapunk…
      Streghina carissima, se questi dubbi purtroppo ci hanno azzeccato, cerca di scuoterti da questa coperta d’ineluttabilità in cui ti sei avvolta e continua a tentare.
      Per esperienza personale, stare zitti, arrendersi e non parlare, porta davvero alla chiusura del rapporto.
      Un figlio, per quanto voluto, per quanto amato, porta con sè tantissimi cambiamenti nella coppia. Per noi donne e madri è più istintivo e naturale adattarsi, gli uomini hanno bisogno di più tempo e di qualche aiuto in più.
      Se, nonostante le difficoltà, l’alchemia che vi ha portato a costruire il nido insieme c’è ancora, non arrenderti, continua a parlargli, a renderlo partecipe dei tuoi sentimenti.
      Sono sicura che dietro agli “ed io allora?” c’è comunque la recezione dei tuoi discorsi. Spesso dietro la litania degli “io” c’è solo paura di dover ammettere i propri errori e le proprie debolezze.
      Trova uno spiraglio e da lì fai forza per entrare.

  16. La situazione è complessa.
    Se è una persona con cui fino ad ora hai avuto un rapporto di amicizia, beh, le persone si evolvono, cambiano e di conseguenza anche le amicizie possono andare e venire. Se non ti senti ascoltata e l’altra persona non è partecipe della tua vita, aria, sciò, via; ci sarà una scia di dispiacere, ma la sopportazione ha un limite. Ci saranno altre paia di orecchie in grado di ascoltare Michela a 360°.
    Se la vicinanza è invece dovuta a legami più seri, di parentela, allora lì credo valga la pena di alzare la voce. Ancora, ancora, e ancora, finchè si sturano le orecchie. Meglio una sana litigata chiarificatrice che sentirsi sempre sballotati in un mondo ovattato dai desideri e dalle esigenze altrui.
    Un abbraccio.

  17. Michy, mi sento solo di dirti che prima o poi in qualche modo è giusto dar voce a ciò che sentiamo.
    Potremmo scoprire che c’è ancora tanto lavoro da fare, ma che non tutto è irrimediabilmente perduto.
    Ecco, è tutto il giorno che ci penso, non potevo non dirtelo.
    Per il resto, mi ritiro in silenzio, perchè il privato è privato, ma siamo in tanti qui, da quello che ho letto, ad aspettare insieme a te, con garbo.
    Un abbraccio.
    Elena

  18. Non ho capito una cippa di cazzo detto in Francese ecco, ma per quel poco mi senti di dire.
    Ci sono delle cose che si fanno per noi stessi – se non altro per poter dire che le abbiamo tentate. Siccome questa faccenda è arrivata sul tuo blog, se ne evince che questa persona vicina a un qualche potere affettivo.
    Parlace. Parlace seria, dije tutto: pol’essere che un po’ si raddrizza, pol’essere che qualcosa capisce. Potresti vedere uno sforzo da parte sua che ti renderebbe più leggero il resto di lei. Potresi arrivare a sentire meno importani le sue reazioni.
    Se invece questo sforzo non lo fa, e rimane la stronza de prima, tu no non lo sei stata e
    – ah come vengheno meglio li vaffanculi.

  19. Il guaio maggiore è che tutti son pronti lì a metter bocca e mai nessuno pronto ad ASCOLTARE..

  20. non lasciare che il silenzio prenda spazio. che le parole si dimentichino di essere dette, che gli automatismi della vita di tutti i giorni diventino l’unica cosa su cui discutere.
    affrontare le cose non è facile, da fuori tutti bravissimi.
    ma la più brava sarai tu quando comincerai a dire…senti un po’ bellino ti devo dire un paio di cosucce..siediti e stai zitto fino alla fine….

  21. Rob

    E’ vero, Michi. Ok, nel mio primo commento ho cazzeggiato un po’ troppo.
    Dare per persi tutti i tentativi è l’inizio della fine.
    Ma è anche vero che certe volte è proprio mettersi di fronte all’esasperazione (propria e degli altri) che apre gli occhi.

  22. NightNurse

    la Littizzetto ieri sera da Fazio ha detto una cosa sacrosanta “ci son cose che si risolvono solo con un sonoro vaffanculo!” ecco.🙂
    direi che calza bene in questo caso, frase drastica ma efficace!!

  23. La Littizzetto è sempre grandiosa🙂

  24. sofficipensieri

    Il silenzio è l’acido più potente…corrode e distrugge anche le costruzioni più solide. Meglio una parola inascoltata che una parola inespressa.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...