Archivi del mese: maggio 2009

più tempo libero nel week end?

E allora mettetevi ai fornelli. Tanto è previsto pure un peggioramento sui cieli di varie regioni italiane… cali di temperatura…per la prova costume c’è tempo…e quindi? Quindi:

CARNE IN UMIDO CON LE PATATE.

Ingredienti: un bel pezzettone di polpa di manzo; (sulla confezione, se lo prendete al supermercato, troverete presumibilmente le indicazioni di cottura “per bollito-in umido”, altrimenti chiedete al macellaio di fiducia); burro (non mi fate i timidi/salutisti e mettetene con generosità…no, non ho detto di strafare, ferrrmiii!!), un barattolo di pomodoro a pezzettoni, olio, uno spicchio d’aglio, una carota, sedano, una cipolla bionda abbastanza grande, mezzo bicchiere di vino bianco secco, sale, pepe, una foglia di alloro, patate (il numero dipende dalle dimensioni. Io ne ho messe 4 di media grandezza), acqua bollente. Facoltativi: mezzo dado da brodo, lardo. (qui non li ho messi)

Preparazione: tagliate a bocconcini (tipo spezzatino) la polpa, privandola di eventuali filamenti di grasso, fate sciogliere il burro in casseruola indi unite la carne, l’aglio e la foglia di alloro facendola rosolare da tutte le parti a fuoco medio. Quando avrà preso colore, togliete l’aglio e aggiustate di sale e pepe e versate il vino. La carne dovrà cuocere un po’ (almeno una ventina di minuti), perchè nel frattempo perderà liquidi e il vino dovrà sfumare. Indi toglietela dalla casseruola, col suo sughino che sarà comunque rimasto, e tenetela in caldo. Sempre nella stessa pentola mettete un filo d’olio (o una sottilissima fetta di lardo) e fate disfare a fuoco lentissimo il trito di cipolla, sedano e carota tagliati finissimamente: via via potete aggiungere acqua calda per far si che non si brucino. Fatto ciò, ri-mettete la carne in pentola, mescolate e, col coperchio, fate andare per altri 10 minuti.

A questo punto potete aggiungere la polpa di pomodoro, altro sale q.b. (o il dado), le patate tagliate a tocchetti e dell’acqua bollente, che dovrà coprire il tutto. Lasciate cuocere a fuoco basso per almeno 1 ora (o quando vedete la consistenza diventare più “cremosa”) mescolando di tanto in tanto.

Lasciar riposare e indi gioire del sapore che ha ‘sto piatto sopraffino e della tenerezza dei bocconcini, che vi si squaglieranno letteralmente in bocca!

michelinastreghina: carne in umido con le patate

michelinastreghina: carne in umido con le patate

(Dalla foto potrebbe sembrare “Ciappi”, ma posso assicurare che per accaparrarsi gli avanzi volavano, minacciose, le forchette)

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Archiviato in c'è post in cucina?

aaaah blblblblbblbl.

ci sono dei giorni in cui sono silenziofobica. Alcuni definirebbero questo status semplicemente con la frase “sei molesta” oppure, più pragmaticamente ancora, “rompiBBalle“. L’istinto primario è quello de fa caciara, di mettere I-tunes a palla, in ufficio, tanto da far tornare neri i capelli al gran capo. Oppure approntare scrivanie ricolme di masserizie e crackers e roba che sbriciola e perde sugo al pomodoro. La finestra la lasciamo aperta, anche se, insieme al sole, entrano pure i decibel di via del tritone. Ma chissenefrega, tanto voglio fa’ cagnara.

E poi mi viene da fare domande idiote, andare a perder tempo su you-tube, flickr, facebook, la mia casella di posta personale, ‘sto blog. Ciò dimostra che il social network si sta impossessando di me. Hanno ragione loro, quelli di fèisbuk so’ agenti daa CIA. Ecco.

E poi togliermi le scarpe e scivolare per il corridoio in calzettoni.

E poi bere “a garganella” acqua frizzante. Di ciò che accade dopo, non ho cognizione.

E poi scendere nei negozi qui sotto e fare shopping compulsivo.

In conclusione: aaaah blblblblbblbl !!

(immagine presa da deviantart.com)

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La voce delle cose.

Una caffettiera, pronta, sul fuoco. La tavola della colazione apparecchiata. Il surgelato tolto dal freezer la sera prima, così da cucinarlo per cena.

L’accensione del riscaldamento, puntato alle 06.oo. Perchè è bella, una casa calda.

Vestiti lasciati per terra, perchè è stata una notte d’amore e non si vede l’ora di svegliarsi abbracciati, insieme, il giorno dopo.

Il cellulare in carica, “che domani chiamo mia madre e le dico che la terra trema ancora, ma è tutto a posto e nel week end torno a casa, tanto ormai l’esame l’ho dato. Sto per laurearmi, mamma!”

Solo che poi quel giorno dopo non è arrivato. Almeno non come ci si aspettava, augurava.

Un mese fa.

by ~AlphabetAlphabets (deviantart)

by ~AlphabetAlphabets (deviantart)

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evviva la famiGGhia!

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(BEH, MI SEMBRAVA ATTUALE!)

😀

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