self-esteem and awareness

SMADONNO, FASE 1.

Ieri incontro una ragazza che conosco, mentre stavo fuori a scarrozzare Rachelina.

“E tu hai ricominciato a lavorare?”, le chiedo.

“Eh si, e meno male che mi hanno fatto uno straccio di contratto a tempo determinato…però rientro sempre tardi e lui lo vedo pochissimo” mi fa indicando il pacchettino-bimbino che le penzolava da quella specie di fascia-marsupio-tribale fichissima che molte mamme adottano adesso. ” Sai…” continua un po’ mesta e con l’occhione che si fa grande e lucido “mia madre mi racconta le cose  che fanno insieme. Ieri sera, per esempio, mi diceva che lui giocava col tappo del bidet e poi lei gli si avvicinava e gli dava un bacino…e che, sempre ieri, capendo il meccanismo si è sporto lui per baciarla…capisci? Lui si sporge per baciare LEI  e io non ci sono. Arrivo in tempo per fargli il bagnetto, dargli da mangiare e giocare quel po’…e poi deve andare a dormire…”.

“Ma scusa, ma non avresti le due ore di allattamento previste dalla legge?” pavento io, incoraggiante. “Sé, capirai…là già erano abituati che restavo fino alle 08,00…alle 09,00 di sera…e io manco gliel’ho chiesto di andarmene prima. Con la crisi hanno licenziato una part-time e una collaboratrice e io devo fare il lavoro di tre persone. Magari tra un paio di mesi glielo chiedo” (eh, ma tu questo diritto ce lo hai fino a Luglio…e quindi un paio di mesi DE CHE? E nessuno che faccia controlli, perchè se così fosse, porcaccia l’italiaccia, je farebbero un culo quadro a quelli là.)

SMADONNO, FASE 2.

Mio marito, stamattina. “…e quindi M (the mega boss) mi ha chiesto quand’è che lavorassi e io gli ho detto venerdì 1° Maggio” e io, cogitabonda, litigando coi collant e con il precario equilibrio: “eh, però che palle…è anticostituzionale proprio far lavorare il primo maggio… ma che diamine di festa dei lavoratori sarebbe? Capisco per le farmacie, gli ospedali, i settori legati alle prime necessità…” E lui, un po’ piccato, come se gli avessi detto una cosa tipo “tua mamma è brutta e cattiva” (si sa che gli ommini so’ sezibbòli agli attacchi alla propria mamma): “Embè che vuol dire? Che allora altri posti…che so…i musei, dovrebbero stare chiusi in un giorno di festa?”

(la risposta, caro marito libraio-workaholic, è SI, dovrebbero essere serrati, e voi dovreste stare col cartellino sulla serranda “mi dispiace ma avete tanti altri giorni pe’ passa’, mo’ ‘Guerra e Pace’ ti serve proprio oggi?”. Serrati come quegli unici due giorni in cui lo siete ADDIRITTURA voi (25 dicembre e 1°gennaio), che non sapete più cosa sia una domenica, una festa, un diritto alla vita privata, al seguire il minimo sindacale un figlio che cresce. Voi che non avete più le palle di scegliere anche ‘altro’, che avete paura che qualcuno vi rubi il posto, che accada l’imperscrutabile mentre siete andati in bagno, che vi piglia l’ansia ad ogni cosa che vi dicono di fare in più, perchè queste cose in più sono troppe, ma guai ad ammettere “hey ciccio, non je la fo’ e per farcela vuol dire che oltre le 20.000 ore a settimana che me sparo, me ne servirebbero ulteriori di straordinario e manco in quel modo je la farei e sarei sempre sotto scacco e al primo errore sarebbe chiaramente colpa mia” . E ancora voi, che leggendo queste righe fareste il vostro ghignetto saccente dicendo “ma che ne sai te, ma tu non ti rendi conto di come funziona. C’è la crisi/il buco dell’ozono/un’occasione da non perdere/i 40 che si avvicinano/Saturno in trigono con Urano/il mutuo/i miei colleghi che sennò come fanno eh-io-non-mi-posso fidare-di-nessuno-lo sai..ma che ne sai.”.

Oh si che lo so.

Ci sono passata. Poi mi sono fermata quell’attimo sufficiente a rimettere la mia dignità ed altri valori della vita ai loro legittimi posti. Ed ho perso delle cose. Ho dovuto scartare alcune possibilità di carriera e di “stima sociale”. E potevo scegliere di non farlo, allora. Non ero vittima di alcun mobbing allora, anzi. Ero fresca di aumento, di parole di stima e di nuove mansioni. Sempre di più, sempre meno vita privata).

Io-lo-so.

https://i2.wp.com/www.scott.k12.va.us/voc/Contest/esteem.jpg

24 commenti

Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei", Lavoro, Leggi e diritto, Quotidianità?, un'accettata

24 risposte a “self-esteem and awareness

  1. michè, hai ragione,la vita è così bereve. così breve… mannaggia. oggi non mi ripiglio più… ma che poi uno che minchia si perde dietro a questi suprusi,come si possono perdere di vista le cose realmente importanti… ma niente. niente.

    Vabbè, scusa per il post enigmatico, ma oggi sono sconvolta. giuro che anche se scivo in geroglifici ho letto e capito tutto.
    e comunque hai ragione su tutto. ad incazzarti. e ti ammiro per esseri liberata da questo sistema schifoso.
    un bacio

  2. Straquoto, grande! Io ho fatto la stessa scelta, e non me ne sono mai pentita: la dignità non ha prezzo e la vita privata poi è un valore inestimabile.
    Lascio le nottate e i giorni di festa sui fogli excel a qualcuno più ambizioso di me: io non ho nessun bisogno di conferme, e il giorno di festa mi piace che mia figlia mi raggiunga nel lettone e tenermela stretta stretta. La sera voglio tornare in tempo per leggere la brutta copia del tema, farmi raccontare cos’hanno combinato a scuola i suoi compagni e lei, che mi sembra di conoscere uno ad uno (e in realtà sono pochi quelli che ancora non ho visto), e parlare con lei del viaggio in autobus, delle paure e degli impegni per l’indomani, insomma, di tutto di più.

    Non devo guadagnare di più, non devo riempire la casa di argenteria e quadri d’autore: in casa devo solo starci e godermela e, per farlo, un dondolo acquistato in un supermercato in scatola di montaggio è pressoché perfetto.

  3. bitunicode

    te ce vedo vestita da wonderwoman sai!!!

  4. ben detto!!!
    Non potrai godere della compagnia di tuo marito per tutto il giorno (smadonno 2), ma potrai goderti ogni minuto della tua piccola (non come l’amica dello smadonno 1).
    E io ti auguro buon we!!!

  5. Questo post è un po’ speculare a quello li che avevo fatto psichico diciamo la sua controparte concreta. E’ proprio una questione di ideologia distorta che regna, e anche io mi sono sentita dire tu non capisci – dal giovane architetto di turno davero davero tanto brillante ma che secondo me si fa di coca, se no non se capisce come regge. Non c’è resistenza c’è condivisione segreta e masochistica.
    Un po’ triste.

  6. baskerville

    fai conto che quelli del ghignetto saccente sono come te. prima. (però non ti piacerebbe andare in giro per il centro con tuo marito, scarrozzando rachelina, e trovare una libreria aperta dove cercare con calma?)

  7. Crauto: siamo fagocitati e io lo ripeto: ci vogliono le palle per dire “NO” ad un certo tipo di quadretto dove per essere preso in considerazione ti devi mettere solo ed esclusivamente in certe “pose”. Bene, io preferisco starmene di spalle, grazie.

    Diemme: e si è felici lo stesso, ma vaglielo a far capire.

    Bit. oh, bentornato! Hai avuto molto da lavorare in questo periodo, nevvero? (sghignazzo)

    Barbie…eh, consolamoce co’ l’ajetto.

    Zaub, si, è distorta. Ma se solo ci si fermasse un attimo a guardarsi, storpi, allo specchio, ci si farebbe così paura…ma COSI’ paura…

    Bask, io non dico che non fossi in parte in quel modo, ma appunto solo “in parte” perchè almeno mi pregio d’averlo fatto anche per un qualche ritorno di tipo economico, quantomeno, che mi serviva davvero. Invece poi si prende a correre come i criceti nella ruota senza meta, senza capire. E da mamma, stai tranquillo, che piuttosto che non avvalermi manco de ‘ste du’ ore di allattamento previste fino all’anno della bimba, avrei fatto fuoco fulmini e saette. Già a noi donne ci ghettizzano, ci mobbizzano, non ci danno aiuto, assistenza e dobbiamo pure rinunciare alle briciole? E che siamo?
    Per finire: no, trovandole chiuse il primo maggio, a Natale, a Pasqua, non ci troverei nulla di strano. Il mondo è pieno di luoghi ameni dove passare le ore.

  8. bravo!
    (ROSICCHIO ROSICCHIO ROSICCHIO)😉

  9. Io in verità quando vedo i negozi aperti il primo maggio.
    Io ecco – mi incazzo.

    Da me al lavoro ti pagano il doppio straordinario per lavorare il primo maggio. E magari, considerando la paga da fame si fa. Ma secondo me evitare sarebbe insomma una cosa politica da fare ecco.

  10. animapunk

    eh avete ragione. di negozi aperti il 1 maggio non ce n’è bisogno, no. ma, a parte i casi personali, penso che a volte si abbia paura di tirarsi indietro, paura non solo di essere scavalcati in carriera, che sarebbe il meno, la vita non è fatta solo di questo ed è bello decidere di limitare l’invadenza del lavoro per avere una vita vera, fatta anche di affetti, e di tutto il resto, ma paura anche di perdere il lavoro, oggi ci sentiamo tutti così precari, ci sono tanti che sono disponibili a tutto e i datori di lavoro sono spesso scorretti….io li capisco, quelli che hanno questa paura e stanno zitti. che pena. la lotta contro questo stato di cose dovrebbe essere ad un altro livello.

  11. Minchia!
    E’ per questo che mi piaci Michy.
    Perchè ci hai due palle quadrate.
    Tu sì.

  12. stagistafrustrata

    🙂

  13. Anonimo

    ehm non è un ghigno, eh

  14. aless

    my esteem goes to you… self-esteem cannot be very high at the moment and in this respect…
    But awareness is the first step.
    kisses and good long-weekend with your loves

  15. sarebbe giusto. è giusto. ma non funziona così. dipende poi dalla tua vita fuori : se in una famiglia c’è solo uno che lavora non si può permettere di dire no. realisticamente. perchè se non c’è manco quell’uno non sopravvivi. poi succede anche come basker che si fa una settimana al mare : beato lui, avrà dato prima, darà dopo. nessuno è da invidiare, che magari c’è uno strafelice che lavora il primo maggio e torna a casa e si gode il mondo.
    non ci sono ricette : c’è solo il cercare di vivere al meglio facendo il possibile per far quadrare il cerchio.
    il lavoro è importantissimo, fondamentale, soprattutto per le donne : una donna che lavora e non dipende economicamente dal marito potrà sempre fare le sue scelte. Rinuncia a qualcosa : vero. Avrà altro.
    tutto neanche la regina elisabetta ce l’ha.

    un sorriso da minnie che imballa e poi cazzeggia un po’ qua e la

  16. Zaub, a me la cosa che spaventa è che di altri “costi” ci si curi così poco. Ma quale costo ha la nostra vita? Uno si dice “ho una paga da fame e quindi lavoro”. Vero, abbiamo lavori sottopagati, siamo i più. Però ci sono troppe volte nelle quali si potrebbe scegliere di impiegare sforzi e “denari” in altro che non sia il timbrare un cartellino…chi non si dà quest’opportunità, potendolo fare, mi lascia basita.

    AP: è proprio questo, il quid. Il terrore che attanaglia del “chi si ferma è perduto”. Ma perduto de-che? Perduto cosa? COSA? Se ci si fermasse davvero un attimo a constatare cosa realmente si va a perdere, forse….

    Aureolina… :-> (ma rotolano con una fatica tripla!!)

    Stagista frustrata, il tuo nomignolo la dice lunga!😉 (sei anche l’anonima?)

    Aless: thanX (…where “x” stands for “kiss”)🙂

    Minnie, certo che cio’ che tu dici è sensato ed ha una sua “giustezza”, ma qui mi riferisco a chi potrebbe scegliere e non lo fa. Sia mai sputazzare sulla mano che ti nutre, pe’ ccarità! E nemmeno intendo istigare alla casalinghitudo” (sebbene c’è chi ne sia perfettamente soddisfatta…anche se non farebbe per me!) …e poi, ahò, NUMME TOCCA AA REGGINA ELISABBETTA SA’?😀

  17. anidrideperiodica

    uhm, ecco, lo so. non ho figli INDI devo star zitta, non posso capire anzi non capisco 1 cxaxxo e giù giù fino a sono una stronza.
    PERO’
    non è questione di sputare sulla mano che ti nutre… è che proprio è TROPPO importante che una donna sia economicamente indipendente. per sè e per l’eventuale prole. che in questo paese di merda non si possa conciliare l’indipendenza economica con la vita fuori dal lavoro (figli, amanti, attività sportiva, attività di pornoattore, quel cavolo che vuoi) è IN SE’ gravissimo; è inammissibile che la tipina con cui hai parlato non possa avere una vita fuori dal lavoro, che poi questo si rifletta sul fatto che non può avere una vita accanto al figlio è la ciliegina sulla torta di merda… ed è tanto più grave quello che dici, sembrerebbe che la scelta di avere un figlio comporti in sè e per sè i fenomeni di mobbing, come se questo ne fosse la naturale conseguenza. il lavoro dà senso e struttura alla vita e fornisce la materia prima economica per fare un sacco di robe interessanti. quando si spacca il meccanismo, per cui il lavoro coincide con la vita e il salario è essenzialmente una graziosa concessione che ti consente giusto di sopravvivere in vista della successiva giornata di lavoro, quella è la servitù della gleba. non c’entra figli mica figli scelte mica scelte nonne padri tappi di bidet cazzi e mazzi, è la servitù della gleba e ci stiamo andando dentro tutti… sarebbe ora di tirare fuori i denti, perchè non è più una questione di povero bimbo cresce colla nonna, è questione di povero bimbo quando avrà 15 anni andrà a battere per mantenere mamma che ha avuto la cattiva idea di rompersi una gamba senza mutua e con contratto a rinnovamento mensile…

  18. è esatto, Any. Io non parlo di dedicarsi ad una cosa PIUTTOSTO che all’altra.
    Io parlo della scelta che non puoi nemmeno porti e della deriva verso cui si tende che trova tutto ‘sto scempio “normale”, che porta al fatto che , sempre la scelta, c’è chi sceglie (perdona il giochino di parole e la ripetizione) di non ipotizzarla nemmeno.
    Ed è gravissimo.
    Sai cosa? Che nella scala di valori, il privato, gli affetti, le passioni, i doveri chiamiamoli “di casa” (e non parlo solo di ramazza) vengano sempre più relegati agli ultimi posti. “Tanto capiranno”.
    Una cosa è la necessità, una cosa l’incuria.
    Io quella della mia vita, non la voglio tollerare.
    Ed è cosa buona e giusta.
    (Amen?)😉

  19. Ciao !!! a volte non è così facile scegliere di ritagliarsi tempo libero per farsi i fatti propri, molte persone si identificano in quello che fanno e perdono di vista quelli che per altri sono fattori fondamentali … e te lo dice una persona che ancora, a volte, cede il tempo libero al lavoro … seppur sempre meno!

  20. Marica

    non sempre però ci si può permettere di scegliere.
    non credo che la tua amica della situazione 1 stia in questa situazione perchè le piace starci.
    boh.
    cmq beata te che ne sei venuta fuori.

  21. Vale e Marica, rinnovo la mia precisazione: io mi riferisco a quando NON ci sono fatti oggettivi che non permettano una scelta.
    Nel caso di un lavoro che corrisponde alla propria passione poi, (Vale) è un altro paio di maniche ed è una fortuna per chi ce l’ha.
    Posto questo, se oltre alla passione lavorativa decidi di “inaugurare” altro, vedi una relazione o una nuova vita, sono convinta che si debbano poi assumere responsabilità e limitazioni conseguenti. Il che NON corrisponde in modo netto al “o questo o quello o morte”.

    Negli altri casi, di necessità tocca fare virtù.

    La mamma del punto 1 probabilmente non avrebbe potuto fare molto, il punto è che manco c’ha timidamente provato.

    Eccedo volutamente e dico: se gli schiavi nei campi di cotone nun Ze fossero incazzati, se le donne non avessero capito d’essere Persone e non solo mogli_di o incubatrici, se i sessantottini avessero continuato a chinare la testa, se i sindacati (ALL’EPOCA, mica mo’…) non avessero ingaggiato lotte epocali… se tutte queste persone non avessero “provato” e quindi “insistito” noi staremmo messi anche peggio di cosi…e noi donne, poi…non ne parliamo.

  22. pipuffa

    ma non sarebbe più semplice lasciare l’opzione ai negozianti “se vuoi lavorare in un giorno di festa arrangiati con la tua forza-lavoro e con quella dei dipendenti che hanno bisogno di money per un giorno in più” ?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...