Archivi del giorno: giugno 21, 2008

Cornelia, madre dei gracchi.

In buona sostanza Rachele (dall’ebraico, Rahel) vuol dire “pecorella”.

L’altro nome in lizza, che riceveva un grosso tifo dagli spalti, significava “colei che ti avvince”…ahò, ma voi mette?? Però il papà si è opposto e quindi è rimasto l’ovino. Lamentele? Assolutamente NO, perchè la pupa sta tenendo fede all’etimologia e si mantiene, serenamente, sul quadrante: “mite”. Dorme-dorme-do’, fa pochissimi capricci e, comunque, sempre circostanziati da sacrosante fami o colichette passeggere. La notte casca come un ciocco per minimo 4 ore di seguito -anche se non disdegna attestarsi sulle 5- (ma il record l’ha battuto la seconda notte: 7 ore 7) e apprezza un pratico dondolio di carrozzina senza troppi sbattimenti dei bicipiti mammeschi.

La faccenda del nome mi ha riportato alla mente un tizio, molto in auge nella prima discoteca -pomeridiana- che frequentavo con la mia amicuzza del cuore dell’epoca (amore passeggero, perchè poi mi so’ sempre fatta un po’ dupalle, nelle sale ùnz ùnz) il cui nome era nientepopodimenoche: RUBINO. Bel rEgazzetto, peccarità…anche il mio tipo: moretto, magro e sorriso Dash che più bianco non si può. Però…’sto nome… e uno dice, vabbuò, capita.

Eh

Ma quando i genitori hanno chiamato gli altri figli: Giada, Perla e Zaffiro?

….

 

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