Forte, FORTE perplessità.

Anche se comprendo il dramma di una donna macerata dal desiderio di maternità, impossibilitata per motivi di salute a generare figli, comprendo meno chi fa una scelta di vita così “drastica” e sicuramente sofferta come il Sig. Thomas Beatie, salvo poi concedersi una “piccola digressione” come quella scritta in questo articolo:

 Era una donna, ora è “incinto”   (cliccare per visualizzare l’articolo)

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48 commenti

Archiviato in Attualità, de gravidantia... & poi, Leggi e diritto, per bocca d'altri, Salute e benessere

48 risposte a “Forte, FORTE perplessità.

  1. Che dire… sono senza parole. Certo ognuno a parer mio è libero di fare quello che vuole. Ma certe notizie mi lascaino un po’… allibita? Capisco benissimo il desiderio di voler avere un figlio, questo sia chiaro. Ma forse avrei optato per l’adozione.
    Come va la tua di pancina? La piccolina scalcetta a tutto andare? Un abbraccio

  2. io dico che se siamo stati fatti cosi, un motivo ci sarà.
    Sul resto non mi pronuncio. Mi dispiace solo per quella bambina.
    La panzetta tua come va?
    R.

  3. Concordo con te, nel senso che non condivido la scelta di quel signore. Che ribadisce di sentirsi uomo, e un uomo non partorisce. Cosa diranno alla figlia? Piccola, la mamma é lei ma ti ho partorita io con un’inseminazione avvenuta tramite donatore dalla banca del seme……
    Ognuno é certamente libero di comportarsi come crede, ma bisogna pure considerare che non é un gioco e si dovrá rendere conto in futuro ad un essere umano…

  4. leucosia

    mah…
    (perplessità a parte, di una cosa sono certa: non c’è limite alle sperimentazioni mediche!)

  5. Sara

    Mmmhhh sono abbastanza basita..direi che la panza dona molto di più ad una donna che sia donna. Tiè!
    La pancia del tizio mi sembra più una buzza alcolica. Per carità, ognuno faccia quel che meglio crede, non voglio immaginare la reazione della creatura quando lo verrà a sapere XD
    Io la soddisfazione di vedermi bella formosa con una mirror ball anni ’70 in pancia me la vorrò proprio togliere prima o poi..poi l’uomo se vorrà potrà dare il suo contributo..chessò, magari cambiando un saaacco di pannolini puzzulentosi.

  6. senza parole….soprattutto pensando alla criatura…

  7. ma come la chiameranno quella povera bimba? confusione? ambiguitá?

  8. Melania: eh si, l’adozione mi sembra davvero potesse rappresentare un’ottima alternativa.

    Lolò: già…. un limite ci sarà pure.

    Raspa: vaglielo a spiegà, quando è grande… (la mia panzetta si muove! E spero che il mio mostrino si volti dalla parte giusta)

    Arianna: avrei usato le stesse parole, continuando il discorsetto!

    Leuco: e il tuo è il caso in cui faccio il tifo per le sperimentazioni, però. Bacetti. 🙂

    Sara: “buzza alcoolica” è fichissimo! heheeee.

    Francesca: aggiungo una tacca alla lavagnetta dove sto tenendo il conto! 🙂

    NY: pora ccriatUUUra.

    Emme2: ahahhaha!!!! Ottimo suggerimento! “Confusioooooooon, come here, darling!”

  9. bitunicode

    io ancora non ho capito da dove uscirà!!!
    apparte gli scherzi….porello (il nascituro dico)!!

  10. stacco, chiudo bottega….fuori c’è ancora luce….che bello, Greta, ricordi?, cresce bene sai?

  11. Mah…ognuno col suo corpo fa quello che vuole, non toglie peró che trovo la cosa contro natura.
    A parte tutte le confusioni che possono sorgere (o meno) con la bambina non é triste pensare che forse non sará allattata?

  12. leucosia

    micheluzza bella, infatti c’è sperimentazione e sperimentazione!anche se nel caso di Sua Maestà progressi veri e propri non è che ce ne siano stati.
    (a me comunque ha sconvolto la foto del futuro mammo…)
    bacetti anche a te ed alla mini streghina!

  13. Any

    Uhm scusate, lo so che adesso mi mozzate la testa, peeerò, il fatto è, QUANTE persone mediamente istruite e ragionevolmente lontane dalla miseria oggi a queste latitudini, producono prole “secondo natura”? e che significa poi “secondo natura”? per fortuna, oggi in genere i bambini sono per lo meno figli “desiderati” e procreati più o meno quando i genitori pensano di potersene occupare al meglio. Il che è fantastico ma abbastanza lontano dal “secondo natura”. Idem per quanto riguarda l’accesso alle più diverse tecniche sia di terapia contro l’infertilità sia di monitoraggio e prevenzione sugli embrioni: ottimo, ma come si premura di confermarci la chiesa cattolica non esattamente “secondo natura”. Scusatemi ma per me “secondo natura” è imprescindibile dall’immagine della gatta che dopo aver partorito tra gli altri un micino deforme, lo aveva mangiato per recuperare le forze e meglio occuparsi degli altri. La foto del tizio sbattuta su tutti i giornali mi ricorda invincibilmente Homer Simpson, d’accordo, ma per lo meno ‘sta creatura è fortemente e fottutamente voluta, credo che non sia proprio uno scherzo o un capriccio per un trans – cioè per uno che È un uomo, poche palle – affrontare una roba spaventosamente DA DONNA come una gravidanza. Poi da quel poco che ho visto in giro non è che tra coppie etero sante martiri approvate con tutti i bolli ci sia tanto da stare allegri: ci sono in giro genitori assolutamente stupendi e delle coppie very rego, ci sono in giro degli psicotici semi criminali e genitori variamente single o tripli o non conformi, e anche se la coppia tranquilla in genere è più performante le cose vanno o non vanno insieme, in maniera decisamente non automatica. E poi non stiamo a contarcela sull’adozione: su ‘sto cazzo di desiderio di genitorialità negato si son visti sfasciarsi fior di matrimoni. L’adozione NON è una scelta di ripiego e non deve esserla… perché incitarsi a voler propagare il mio DNA quando in giro c’è tanta roba che avrebbe bisogno una manina per fiorire? Che cos’ha di speciale il mio DNA? Niente… personalmente adotterei. Non tutti vorrebbero fare la stessa scelta e non mi metto nella testa degli altri… poi se ‘sti due stronzi hanno deciso di vendere le foto ai tabloid di mezzo mondo non so per pagarsi cosa è anche automatico che ora si trovino immersi fino al collo nelle polemiche, però quando vedo il panzuto che mi fa capolino dalla home page della posta elettronica (come la Carla Bruni con Sarkoma prima e Corona con i soldi farlocchi poi) non posso che pensare un’unica cosa: WHO F. CARES?!?

  14. aless

    sulla questione del mammo trans devo dire che sono fortemente combattuta. Fortemente. Oscillo da Michelina a Any passando per emmequadro senza trovare il bandolo di una risposta… Però, vorrei approfittare di questa sede per rivolgere un appello ad Any: please… riapri il tuo blog!!! mi piaceva tanto… 🙂
    Baci a michelina e a michelinina (vorrei sapere cosa pensi di quanto scrive oggi valeriascrive sul suo blogghe!)
    Aless

  15. Bit: o fa il mago Silvan coi fazzoletti dal bastone oppure….

    NY: bacino a Greta bella.

    Tinuccia: si, del proprio corpo tutto sommato e in generale, si. Ma adesso che in gravidanza ci sto con tutte le scarpe, devo dire che lo scrupolo di pensare che mi sto accollando la responsabilità anche per qualcun altro c’è. E forte. Non posso, come madre in potenza, non meditare sugli effetti che potrebbe avere sulla CCCRIATURA.

    Leuco: Sua Maestà, che antipaticona. Ma io tifo contro di lei.

    Aless: non è facile.Vero. Soprattutto perchè dietro c’è, come scrivevo, la sofferenza della presa di coscienza di essere “altro” dalla propria nascita biologica prima, e poi un’altra sofferenza che deriva dal desiderio fortissimo d’avere un figlio proprio. Nonostante cio’, stavolta non riesco ad assumere una posizione più morbida di questa.
    🙂

    (Any, for you commento a parte)

  16. Any:
    in primis mi unisco all’appello di Aless che ti invita a riaprire il tuo blog, che era grandioso. A parte cio’…. oltre a quello che ho risposto a Tinuccia e Aless che ripeto senza ombra di dubbio, anche a te, dico anche che però mi sembra tu abbia messo un po’ troppa carne al fuoco. Chiaro che poi nun ze coSce bbene… der tipo: con quello che scrivi, ‘na voRta tanto che la Chiesa c’entrava poco o comunque non era il fulcro della questione, l’avrei tenuta fuori mantenendo il discorso “Laico”. Più che parlare di “secondo natura”, in questo caso parlerei di una decisione che doveva seguire “il buon senso” o quanto meno la linearità di un percorso intrapreso dal Sig. Beatie che, ne sono convinta, non credo sia stato scevro di profonde crisi personali e un iter emozionale ancora più profondo, che l’avrà segnato in quanto “essere umano”. Né uomo, né donna, ma Persona.
    Poi:
    Sulla gatta sono d’accordo, sai? E trovo che citarla non faccia che rinforzare la tesi che ci sia quel minimo di limite nella natura del concepimento e della relazione con la prole che vada rispettato finchè possibile.
    Su cio’: certo che l’adozione NON è una soluzione di ripiego. Anche io adotterei un figlio, se solo IN ITALIA non fosse per questo necessario, ed è solo uno dei motivi, avere prima risparmiato anni per tutte le spese cui si va incontro senza certezza di esito positivo (e che personalmente al momento non possiamo permetterci).
    Sulla casistica delle coppie “regolari” o quelle triple o socialmente meno “coi bolli”, si tratta – appunto – di casistica. E visti i lettini di psicanalisti occupati da gente rovinata dai propri genitori, certo che si, è un terno a lotto e ti dovessi dire, ho pure il terrore di fallire con quella che sta per essere mia figlia.
    Ma l’unica cosa che in coscienza si può tentare di fare è partire col piede più giusto possibile, “provandoci” col cuore e con la ragione. Per il resto, sai, siamo tutte “persone” che commettono errori idioti.
    In finale lo dici anche tu: chi glielo ha detto di mettersi in copertina di una rivista, chiamiamola “di settore” (e ti ricordo che contro il settore in questione non ho nulla di nulla) e quindi caratterizzandosi e settorializzandosi (non facciamo gli ingenuotti urlando alla bacchettitudine, che non è così)?
    Ora il figlio l’avranno. Continuo a chiedermi, de panza (e mai quanto oggi lo posso dire), a discapito di cosa?
    Un abbraccio rotondo, da me e panzetta.

  17. Salve, passavo di qui, mi sono soffermato, quindi mi permetto:

    > ANY
    Un passo indietro, al linguaggio:
    si producono i prodotti, non le persone.

    Anzi due:
    la gatta che ammazza il gattino ha uno svantaggio fondamentale rispetto all’uomo. E’ priva di coscienza morale – ove per morale non intendo le stracche prescrizioni laiche oggi in auge tanto presso il vulgo quanto presso gli intellos, ma quella “naturale” domanda su di sé e sul significato delle proprie azioni che inquieta i cuori dal Manzanarre al Reno.

    Poi:
    ciò che fa di un figlio “un figlio”, di una persona “una persona” non è il fatto di essere desiderato, ma il fatto di esserci.
    Ciò che lo definisce non è quindi un giudizio su di sé, ma un dato: la sua presenza.
    Un dato, appunto, che se ne frega delle previsioni sul futuro e sulle altrui aspettative circa la sua felicità.
    Un dato che, per essere rispettato, dovrebbe semplicemente essere accolto nell’ambiente (parlo di ambiente umano) dal quale ha tratto tutto se stesso – l’ambiente umano che l’ha “generato”.

    Speculare sul suo futuro o “inquinare” artificiosamente “quell’ambiente” significa fargli violenza e indulgere in favore delle voglie di terzi.

    Cordialità,
    c.

  18. buongiorno, mentre sgranocchio dei biscotti davanti al piccì (che non è quello di berlinguer che non esiste più), mi sento vicina alla any e sneto anche che il sentirsi perplessi è umano come umano è anche il diventare uomo e poi rimanere incinti e sentirsi anche un bel fenomeno da baraccone, oltre che guadagnare un po’ di soldini per questa storia, che andranno speriamo a beneficio del pargolo che dovesse nascere.
    who f. cares, quindi, sottoscritto.
    e un saluto a chi si perplime, che è ancora sensazione libera come altre, poche sì.

  19. Anonimo

    per quanto la riproduzione della specie e la propagazione del proprio dna siano la spinta che manda avanti la terra, a parer mio, non è possibile, quando si parla di specie umana, limitarsi a fare riferimento a ciò che è “secondo natura”.
    per la semplice ragione che noi, per un capriccio dell’evoluzione, bene o male che sia,
    siamo differenti dalle altre specie animali. per quanto ci riguarda la natura non può essere scissa dalla cultura, intesa, ovviamente, nel senso più amplificato possibile.
    “secondo natura” dovremmo morire per una polmonite o una qualunque banale infezione batterica.
    “secondo natura” la vita fertile di un essere umano di sesso femminile dovrebbe essere scandita da gravidanze e parti di frequenza annuale.
    “secondo natura” gli esseri umani di sesso maschile dovrebbero abbandonare la propria partner subito dopo la fecondazione, per unirsi ad altre partner e propagare il proprio seme (tendenza, questa, non del tutto sopita).
    mi fermo qui con gli esempi che potrebbero essere infiniti.
    ciò non toglie che anche io abbia forti perplessità, in un certo senso quell’immagine mi disgusta, come se fosse una violenza.
    pur ammettendo la contraddizione, penso che bisognerebbe avere un poco di coerenza con sè stessi.
    se desideri essere un uomo ed hai avuto la sfortuna di nascere donna è del tutto legittimo, a mio parere, trovare il modo (secondo scienza e cultura) di risolvere questo contrasto.
    tenendo, tuttavia, presente che i maschi della specie non sono fatti per procreare ed accettando il limite.
    insomma la perplessità ci sta tutta.

  20. d

    come al solito, mi confusi con l’invio.
    ciao michelì, una carezza alla pancetta tua.

  21. Io vi ringrazio davvero per questi commenti, che trovo profondamente interessanti, sia che si avvicinino al mio modo di vedere questa cosa, sia che se ne discostino completamente o solo in parte.

  22. e.

    Io avevo capito che la sua compagna è sterile. E allora ha deciso di portare avanti la gravidanza lui.
    Se è così penso che sia una cosa bella. E penso che a questo bambino si potrebbe spiegare proprio così com’è.
    Certo, un uomo vero non sarebbe mai stato così carino 😀

  23. comunicazione di servizio
    Accazu! ricevuto sms? Risposta?
    ‘azzie!
    😀

    (scusate l’intromissione)

  24. Anche io avevo capito che la moglie non poteva avere figli.
    Quello che però mi lascia perplessa è il circo mediatico che ora, inevitabilmente, colpirà mammO e neonato.
    Non so: lo metto alla stregua delle star e starlette che si fanno fotografare con la pancia…
    Resto sempre più basita!

  25. > michelina
    suvvia, 3/4 so’ stronzate!

  26. Any

    Beh sì, sai benissimo da quale parte i miei denti siano avvelenati e pure perché – ehm… sorree sorree sorree
    Comunque…
    Finché rimaniamo nelle considerazioni generali, è ultra giusto che ciascuno esprima il proprio parere eventualmente contrario e altrettanto che lo faccia valere in sedi istituzionali, tuttavia, come proprio come persona (non come chimico né come donna né come frociarola per quanto l’educazione scientifica immagino che abbia il suo peso) io temo molto l’invocazione dello “stato di natura” e del “buon senso” per quanto riguarda stabilire e preordinare l’accessibilità o la proibizione di azioni, tecniche terapeutiche, determinate professioni etc – quali che siano. Il mio dubbio è: chi decide che cosa è “buon senso”? Esempio di buon senso applicato: non c’è chi non veda che è più pratico togliere il tappo per vuotare la vasca da bagno, anziché usare una spugnetta per assorbire l’acqua a goccia a goccia per poi strizzarla nel bidet. Tuttavia, ci si trova ad affrontare situazioni che sono molto sfumate, molto complesse, dove ci sono vari diritti da proteggere, vari doveri che devono essere fatti rispettare, a volte apparentemente in contrasto. È chiaro che la cosa più importante, anzi l’unica cosa importante, è che un piccolo sia accolto in seno ad un consesso di persone che sia in grado di amarlo, rispettarlo nelle sue peculiarità, talenti ed inclinazioni, crescerlo, istruirlo e provvedere alle sue necessità nel migliore dei modi; a chi spetti stabilire se questo consesso abbia o non abbia le caratteristiche tali da garantire questi inviolabili diritti, con quale metro venga valutato, e così via, secondo me è un problema di estrema delicatezza, che non si può assolutamente affrontare “a orecchio” armati di natura, buon senso e ottime intenzioni.
    A mio parere l’unica cosa che potrebbe fare testo sarebbe un’apposita legislazione elaborata da rappresentati democraticamente eletti, possibilmente senza colossali bias populistici e con uno straccio di competenza scientifica su quello che starnazzano.
    In caso contrario mi spiace, ma tutto ciò che non è vietato è permesso… e tieni presente che istituirei con tutto il cuore la perizia psichiatrica obbligatoria per chi intende riprodursi 😉 comunque io la bimba la chiamerei Lisa eh. Guarda che babbo che si ritrova…
    Off topic – una notarella sulla legislazione che regola le adozioni in Italia: apparentemente nata per la tutela dell’adottando, in pratica rende quasi inaccessibile l’adozione a chi non è più che abbiente e in grado di assentarsi dal lavoro per lunghi periodi senza beccarsi un calcio in culo (… infatti se e quando adotterò NON sarà sicuramente qua, ho già fatto voto di rimanere aprolifica in questo postavccio 😛 )
    Bacio alla Witchypoo

    @ Carlomelina,
    se devi parlare con me scrivi a me, senza intasare il blog a Michela. laura28 (at) libero.it
    @ aless
    Beh… più o meno lo stesso 😉 😀

  27. comincio a pensare in questi tempi di bufale alla diossina che anche questa sia una bufala magari non alla diossina ma cretina

  28. Rob

    Dunque. Lei voleva essere Lui per mettersi insieme con un’altra Lei. Un volta diventata Lui, Lei scopre che Lei (quella vera) non può avere figli, scopre allo stesso tempo di avere voglia di maternità anche Lui, e visto che Lei è sterile, il figli lo farà Lui, ricorrendo all’acquisto del seme di un altro Lui (quello vero).
    MI SONO PERSO QUALCHE DETTAGLIO?

    Diciamo che la perplessità è il sentimento dominante, e per certi versi potrebbe essere l’unico.
    Però. Sono fermamente dell’opinione che la fattibilità “tecnica” di certe situazioni (che permettetemi di definire vagamente “spregiudicate”) non debba voler dire che sono desiderabili, indipendentemente dal grado di “naturalità” della cosa. Vorrei dire: a proprio rischio e pericolo. Ma mentre questo rischio lo corre solo il titolare, se si parla di cambiare sesso, qui ci sono di mezzo effetti difficilmente valutabili su di un figlio (osservazione peraltro applicabile anche a molte coppie “normali” – si dice così?).

    E questa spero non sembri una osservazione troppo banale o qualunquista…

  29. Veramente tante volte, troppe, si fanno figli solo per egoismo. Non si pensa al figlio che sarà, si pensa solo “voglio un figlio”.

  30. animapunk

    mah, secondo me potevano anche adottare un bambino già fatto…. oltretutto questo anche questo qui non è geneticamente di tutti e due. essere genitori non è portare dentro un bambino, sì può essere carino generarlo, essere incinte, vedere poi in lui tratti tuoi e del padre/madre, ma essere genitori è altra cosa, che prescinde dalla fisicità dei primi nove mesi. come si vede dalle esperienze di rapporto genitori/figli che si vedono in giro o che finiscono sulle cronache dei giornali. perplessità, molte. poi tutto questo cancan mediatico…..

  31. animapunk

    p.s. ANY RIAPRI ‘STO BLOG !!!!!!!!!!!!!

  32. d

    solo per dire che il secondo commento di any mi trova completamente daccordo.
    mi spiego: nella nostra organizzazione sociale è necessaria una patente per guidare la macchina, una autorizzazione per espatriare, un diploma per iscriversi all’università, un’iscrizione ad un albo per esercitare la professione di medico, ingegnere, avvocato, etc etc etc.
    quindi quasi tutte le attività umane devono essere valutate e certificate secondo scienza e coscienza e poi lasciamo fare alla natura per quanto riguarda il mettere al mondo un figlio, cioè la prosecuzione della specie.
    mi sembra assurdo.
    io credo, e mi ci metto in mezzo, che sarebbe davvero necessaria la valutazione dell’attitudine ad essere genitore, da parte di chi abbia una specifica competenza, ovvio.
    so che è una cosa delicatissima che attiene ai diritti inviolabili, ma ritengo che sia altrettanto inviolabile il diritto di un essere umano di nascere da genitori in grado di crescerlo, accudirlo, amarlo come si conviene.
    per farne una persona, non dico felice, ma almeno in prospettiva sereno, con sè stesso e con gli altri.
    forse a me non avrebbero dato quella patente, ma sarei stata disposta a correre il rischio.

  33. ciao ciccia, parto per una settimana….stammi bene (take care) 😉
    presidia tu la città

  34. Sarò all’antica ma… no, no, che schifo.

  35. missminnie

    non sò dove sia la realtà, la finzione, la fiction, lo star-system, i soldi che arriveranno per le interviste, le foto, il ginecologo che dirà-farà-filmerà, il bambino sbattuto su you tube, tv, salotti, e salottini.
    un bambino ha dei diritti inviolabili..il primo è quello di essere un bambino e non un fenomeno da baraccone.
    buon week end, anche alla bimbetta.

    cristina

  36. Passo per augurarti un sereno weekend. a te e alla piccina che sta tranquilla nel pancione.
    Sperando che ci sia il sole…

  37. arya

    🙂
    buon fine settimana

  38. Alla fine di tutta questa storia, la bambina che nascerà, avrà un papà (Thomas) ed una mamma (Nancy), regolarmente uniti in matrimonio.

    Dov’è lo scandalo? A me sembra la cosa più naturale del mondo. Un atto profondo di amore nei confronti del proprio coniuge e del bambino che nascerà: tu non puoi rimanere incinta, lo faccio io per te.

    Certo, il tutto è aiutato e consentito da interventi medici, chirurgici e psicologici. Esattamente come quando per farci passare un’infezione, ci danno un antibiotico derivato dal petrolio.

    Guido

  39. Mapy

    Shokkante. Non sono riuscita a comprenderne i motivi della scelta nonostante tutto… Non so… forse è anche una questione di soldi, orribile se fosse anche per quello. E comunque, ci sono tanti picccolini senza genitori che vorrebbero il calore dell’amore di una famiglia… io avrei scelto di far felici questi ultimi piuttosto…
    Mah…
    a propò, come stai? Panciona eh??? e ammettilo su… Panciona! Panciona!!!
    😉

  40. Uh
    Non nascondo che questa notizia mi ha lasciato perplessa. E insomma sono li e guardo quest’uomo panzone con una certa inquietudine. Ma io sono segretamente reazionaria, e per esempio per me anche le OGM sono nemiche e foriere di disastri.
    E mi rendo anche conto che la mia inquietudine è culturalmente determinata, e anche il mio concetto di natura è culturalmente determinato, e Michela, anche gli strumenti con cui lavorano gli analisti e gli psicologi lo sono.
    Ho letto lo scambio di battute che hai avuto con Any, un po’ ne ho letto perchè è lungo, ma a un certo punto tu citi i lettini degli analisti. Ecco: i lettini degli analisti sono pieni di figli di coppie eterosesse e tradizionali ma assolutamente handicappate per quanto riguarda la capacità di amare. Il dramma di solito non è il non amore che è davvero mollllto raro, ma l’inettitudine che invece è davvero diffusa, più del sesso di chi si prende cura di te. E magari sul lettino dell’analista un figlio di due lesbiche affettivamente evolute o di due omosessi emotivamente generosi ci arriva meno probabilmente. In verità non lo sappiamo, perchè non abbiamo molti esempi pregressi a cui affidarci. Questo mi spaventa, e mi rendo conto che io per prima storco il naso violentemente davanti a un uomo incinto. Ma almeno io, non credo di poter sapere cosa ne sarà della sua prole.
    Paradossalmente però, volendo considerare la prospettiva psicoterapeutica che giudica sano solo chi mantiene il suo passato e lo ristruttura da chi lo nega in toto, questa scelta pazza di rimanere “incinto” potrebbe avere un suo senso, un non negare l’origine, quello che è stato. La transessualità non vuol dire cambiare del tutto sesso ma una specie di terza dimensione. Perchè l’operazione è solo esterna ma all’interno non cambia e non può farlo.
    Non sappiamo dove ciò porterà, ma in ogni caso credo che ci andrà lo stesso.

    Saluta la piccirillicchia:)

  41. Ringrazio il passaggio di tutti. Chiaro che adesso, a distanza di giorni, si metabolizza meglio al notizia e la si eviscera e la si rivolta e la si riguarda.
    MA:

    Zaubettilla, intendevo proprio quello con lettino di analisti. Cioè esattamente sottolineare come in effetti i figli di eterosessuali non è che siano immuni da tregende esistenziali perchè “salvi” nella cerchia di una famiglia “normale” (sèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè!!!).
    Però una cosa su tutte vorrei cercare di portarla avanti, soprattutto come prossimissima madre e avdno avuto esempi contrari, sotto molti aspetti, davanti agli occhi: la coerenza. Certo, nessuno è perfetto, come citava il famoso film, ma almeno provarci. Mica te lo ha chiesto tuo figlio di metterlo al mondo, santapace…. non si scappa (per come la vedo io): ti devi fare un mazzo tanto, anche prendendo posizioni difficili da sostenere. Devi cercare di fare il genitore, di esserci quanto più possibile come riferimento (e quando sarà, come punto contro cui lottare, si sa), come porto, come persona si fallibile, ma che ce l’ha messa tutta sin dai primordi. Nel caso del sig. Beatie si è trattato di prendere la decisione di mutare totalmente il suo genere e credo avrebbe dovuto abbracciare la cosa in toto. (e ripeto: non voglio nemmeno immaginare a costo di quali patimenti sia arrivato a questo traguardo). Non sono d’accordo sul terzo genere di cui parli.
    Ma chissà, forse posso aggiungere un “non ancora”.
    🙂
    Buon lunedì!

  42. waddayamean, Ethos?
    Ovvero: ‘n che senZo?

  43. Ho utilizzato l’immagine che hai recuperato da una campagna precog [come i tre individui dotati di poteri extrasensoriali di precognizione amplificati, da Spielberg, in Minority Report] di Absolut…

    Grazie…

  44. 😮
    aaaaahhhh, capito. De nada.

  45. Nelle comunità creative commons è d’obbligo citare la fonte 🙂

    Bye e attendiamo la luce… in tutti i sensi…

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