Archivi del giorno: marzo 7, 2008

quel pasticciaccio brutto

Campione di “cortesia” 2008: il fornaio di piazza Mancini.

SI, E’ IRONICO.

Il Fatto: stamattina, ore 07.45 laboratorio analisi. Sbomballamento di marònes x fare un esamuzzo che si chiama”curva glicemica” per il quale ti fai un prelievo, poi bevi un bibitone tipo sciroppo per la tosse, aspetti 1 ora senza poter fare nulla (no leggere, no ascoltare musica, no fissare per troppo tempo lo stesso punto sennò vomiti “e poi l’esame è inutile, signorì”) e ti fai quindi ribucare il braccio (e nel mio caso co’ le vene mignon che mi ritrovo l’infermiere fa sempre la faccia preoccupata), altro prelievo e te ne vai con tanti saluti. Per carità quello è stato il meno.

Il fatto è che sei a digiuno ed è il caso si mangi qualcosa di salato. Io scelgo di attendere d’arrivare al solito parcheggio per prendere un pezzo di pizza bianca e quindi avviarmi al lavoro.

Bene? No.

Entro in ‘sto cacchio di forno, con borsa, busta, ombrello gocciolante ed evidente panzone. Vado al banco dove, a QUALSIASI ora del giorno tu arrivi, sembra che ti stiano a fa’ un favore e che ci sia fila oppure che abbiano la pizza che si brucia in forno…e vabbè. Chiedo la mia pizza, un pezzettino tanto per togliermi ‘sto saporaccio da Benagol che mi allappa la bocca e per immettere un quid di cibo, essendo digiuna.

E vado alla cassa. 61 centesimi.

A parte che il vecchiaccio maledetto sbuffa e torna a sedersi come se, anche lui, me stesse fa’ la grazia, apro il portafogli e vedo che come moneta ho solo 21 centesimi, quindi non mi resta che dargli un pezzo da 20 euro.

Apriti cielo. Il “signore” sgarbatamente mi sventola la banconota sotto il naso e sgraziatamente starnazza: “e io mica ce l’ho, mo’…eeeeh che fate, venite qui co’ un pezzo da 20 (vorrei far notare che quelli so’ discretamente ladroni e avoja se c’hanno già li sordi da cambia’, in più sei tu che hai un esercizio commerciale e dovresti avere un minimo di liquidità in cassa, mica io e in ultimo non ti ho allungato 100 euro, ma 20) e poi LEI, LEI ce lo sapeva che c’aveva solo questo e allora doveva prima dircelo, c’avete da cambia’? sennò, embeè sennò, …a me… io che ce dovrei fa’?”.

Ho fatto solo in tempo a dirgli che ovviamente no, non sapevo da prima di non avere soldi spicci. Ma lui mi apostrofa come se gli stessi in pratica dicendo che la pizza me la porto via gratis.  Con dei modi, un fare, una prosopopea…. “Beh guardi, io ho i 20 euro. A questo punto la sua pizza gliela posso lasciare qui tranquillamente”

“ah se figuri se è un probblema pe’ nnoi”

“E si figuri per me!” e me ne sono andata lanciando sguardi di fiele (i miei ultimi che vedranno, per quanto può importare)

 (il mavaffanculo l’ho ingoiato, che di signore bastava lui)

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Archiviato in de gravidantia... & poi, mi salta in mente, Quotidianità?