Archivi del mese: novembre 2007

Nemesi

 Nέμεσις δέ μοι εξ ανθρώπων έσσεται

ovvero: -da wikipedia- “La parola ha il valore di “giustizia compensatrice” o “giustizia divina”. Infatti originariamente la dea greca distribuiva gioia o dolore secondo il giusto, e quindi con “nemesi” si intende evento, situazione negativa che segue un periodo particolarmente fortunato come atto di giustizia compensatrice distribuito dal fato.”

Due croccantini al sesamo giacciono abbandonati accanto al pc. Di sopra ho lasciato in balia degli eventi una vaschetta di zenzero caramellato. L’altro ieri ho disertato l’insalatona mista per il Ramen (zuppa) del ristorante giapponese. Ieri sera, wurstel con salsine francesi.

ECCO PERCHE’ mi tocca una italiota cena CON I PARENTI dalla suocera, domani sera….

Ora pro Michelina.

(seguirà post, OVVIO!!)

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Fiat (mai come in questo caso!) Lux!

Ma ‘ste cose capitano una manciata di settimane dopo che sono stata a Torino io???

http://torino.repubblica.it/multimedia/home/1272646

 

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si che manchi.

come quella macchia d’erba sui pantaloni, come un libro che ho finito in Corsica, come i parchi “non c’ero mai stata” e quelli che bruciano, come due lettere puntate a cui non è stato dato seguito, tanto quanto la ola, i boccoli, gli “anche io, ti stupisci?”, le capoccione, i paesi al di fuori dello stivale dove vorrei andare, dove vorresti andare. Come anche un divano a 3 posti, rosso corallo.

C’è un posto che ha una targhetta precisa. Porta il tuo nome e non ci si potrà sedere più nessun altro.

Per tutto ciò che resta, ti basti la tua Vita. Sarà meravigliosa.

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farfalline al braccio

La giornata è cominciata con la macchina che mi abbandona, sotto casa, tossendo un “chuuuga chuuga chuuuga” al mio tentativo di accensione del motore. Però ho ritrovato il fodero + occhiali da sole che andavo cercando da giorni.

Allora mi sono messa, passìn passetto, alla volta del laboratorio di analisi. Colgo un fiore di autobus al volo e varco la soglia. Ovviamente non c’è nessuno: tutti fuori a fuma’. Piglio il numeretto, che quando sei in dubbio, tu intanto acchiappa il foglietto di carta e SOLO DOPO vai ramenga alla ricerca di un’anima pia che te se fili. La trovo e mi mugugna “piji er numeretto e attenda de llà, Signo'”. (ANFATTI! Che te dicevo io??!??). Tocca a me, entro per far inserire le prescrizioni e per pagare il ticket.

Ovviamente c’è qualcosa che non va. Il mio ginecologo ha messo troppe richieste sulla stessa impegnativa…cioè sia quelle per cui ho diritto all’esenzione, sia quelle a pagamento. La persona al pc mi guarda scuotendo la testa e dice “e mo’ messe così gliele devo far paga’ tutte…vede? Questa, questa e questa so’ gratuite, ma questa questa e questa no”. E io: “…ma….scusi… io pago sicuramente quelle che non hanno l’esenzione ma le altre perchè?” – “Perchè je l’ha messe tutte inZieme e così non si possono scorporare e deve far fare un’altra richiesta”. Sconforto totale. La mia normale reazione, di media e purtroppo, è di vendicadera de noantri e mi scatta subito il “maèunoscandaloooo!” cosa che paga …uhm… MAI. Allora, complice la mancata colazione e una certa spossatezza da donna incinta, mi si spalanca l’occhio acquooooso da cerbiatto solo nella foresta nera e sussurro un addolorato “e io adesso come faccio??”. Si muovono a compassione, parlano col medico e mi fanno passare lo stesso la cosa.

L’infermiere cecchino centra alla prima botta la venuzza e mi succhia un ettolitro di sangue, poi mi rifila una provetta e mi intima di farci pipì.

La mia scoperta di oggi è la seguente: ammazza che mira che c’ho!

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mai come oggi….

Questo oroscopo mi diverte. Che ci vogliamo fare? (vergine, dal 2 all’8 Novembre 07)

I proprietari di una ditta di autoricambi del South Carolina hanno mandato al Pentagono un conto di 998.798 dollari per aver spedito due rondelle da 19 centesimi a una base militare in Texas. La prossima settimana usa questo esempio per ricordarti di non pagare troppo neanche la cosa più importante. E per “pagare” non intendo solo sborsare soldi, ma anche gettare via la tua energia emotiva, dedicare attenzione o offrire aiuto. Fa in modo di ottenere il giusto in cambio del tuo contributo.

OOOHHHH!! LO VEDI?? Altro che venire i questo luogo di dolore con i giramenti di testa, la spossatezza ed altro…..

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magnate, suocere, castagne e pigrizia sul divano.

 

Non che il lunedì mattina non si abbia un alibi ormai consolidato che permetta d’andare un po’ a rilento…. ma oggi mi sembro la moviola di me stessa. 🙂  (poco male: il pc qui in ufficio è letargico più di me)

I quattro giorni di libertà vigilata si sono consumati in tentativi di beatificazione. Vo’ spiegando. Il primo di Novembre abbiamo optato per un po’ di sano autolesionismo, invitando a pranzo ENTRAMBE le madri-suocere. Già la mia genitrice vanta una notevole propensione all’inquinamento acustico, ma quella di mio marito ha…uhm… per così dire…una ventilazione CIRCOLARE che non richiede pause durante l’esternazione di qualsivoglia concetto. Anche dei più reiterati e noiosi. Evviva! Acclamerebbe Pippo Baudo.

Insomma: evitando simpatici siparietti che richiederebbero una lunghezza approssimativa di questo post pari a 269 righe e mezza,  arriviamo a metterci a tavola e la suocera -mia- si scorda abbastanza presto di fare quella che si sente tanto male e la suocera -del maritozzo, ovvero mia maTre- si scorda presto di fare le scene di quella che è uscita di casa “così com’era e oddio oddio avrei dovuto cambiarmi”. Ciò depone a favore del menù approntato, perchè si sa, a tavola se si sta bene, si scordano gli acciacchi e si mette su off la modalità “in punta di culo all day long”. E quindi via all’assaggio di formaggi pugliesi con miele e composte di frutta, per continuare con garganelli all’uovo, paglia e fieno, agli spinaci, scalogno e panna. Abbiamo continuato con il filetto di maialino alla crema di latte e marroni (profumato all’alloro) tralasciando l’insalata mista che tuttavia era pronta in frigo per concludere con coppette di pesche sciroppate, con panna montata e scagliette di cioccolata fondente.  Come sempre la suocera -mia- ha detto che non avrebbe mangiato. Come sempre, ha fatto il bis. 😀

Di pomeriggio, NON PAGHI, ci siamo scarrozzati la mia di madre, a IKEA e Leroy-Merlin. Ma che oriGGGinaloni!!! TUTTA ROMA E DINTORNI stava là, verso le ore 17.30. Nun ce provate, c’eravate pure voi, v’ho visto, che ve credete? Il risultato è stato parco e lungimirante: una pianta da mettere sul pianerottolo, un portavaso, un dispenser nuovo per il bagno che il vecchio s’è rotto e una teglia per muffin…che signora mia ce facevo l’ammooore da mesi, eh!! (quindi tra poco ve beccate er post culinario a tema).

La sera è il momento dell’accascio. Senza possibilità di scampo mi spennacchio come una gerbera che piega il gambo e si spètala e cado addormentata fino a che un -per me innaturale- istinto a fare la pipì mi riporta ai miei doveri da gestante.

Mi è venuto in mente che sull’ars oratoria di mia suocera potrei fare un post a parte…. anzi, direi che è quasi un dovere morale.

Sul resto del week end magari mi dilungherò poi, che mo’ mi vado ad assumere la mia dose di caffeina quotidiana concessa.

Voi tutto bene, siiii?

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