Archivi del mese: novembre 2007

da piccola ci giocavo sempre…carta, forbici e zàc zàc….

Realizzate il vostro fiocco di neve! Ritagliate qui!

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Si arriva in ufficio.

Si fa il giro dei saluti.

Una collega ti mette una mano sulla spalla e ti guarda. Troppo intenso il tocco, troppo profondo lo sguardo.

La frase di rito “…non hai saputo…”.

Rito funebre.

Non c’è Dio non c’è nessuno che mi potrà mai convincere che ci sia una logica nel morire giovane, con due bambini piccoli.

E se n’era andata da qui dicendomi “mi raccomando, fanne presto uno, eh?” ed io non ho fatto in tempo a dirle che ora sono in attesa e che i suoi sorrisi erano un balsamo per gli occhi.

Così va.

Ma non dovrebbe.

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questione di misure!

… 

ma guardalo là, 6 cm più le gambette e balla il twist e pure il cha cha cha!

(seconda ecografia, fine 11ma settimana)

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When the moooon is in the seventh houuuuseeee….

Io questo mal di testa-spalle babyuàn.cciù.ttrì tremendo lo conosco.
E’ quello che mi piglia a ridosso delle partenze delle troupe, quando c’è qualcuno che se ne esce con cose impossibili da fare e metà piano di lavoro va ramengo come anche i contatti con quelli che, nel paese straniero, permetteranno le riprese…E allora è tutto un susseguirsi di telefonate con l’altro capo del mondo, e- mail, gente che si appanica, “responsabili” che cadono dal pero non capendo come sia possibile che l’UniversoMondo non stia là ad esaudire i loro desideri con uno schiocco delle dita. E io dovrei rimanere ZEN. Magari fuori ci rimango, nel mentre il collo mi si tronchizza e la schiena si marmorizza.
Per questo il maritozzo m’aveva regalato 10 massaggi…. che però, per un motivo o per un altro sono rimasti là, sani sani.
E così ho “tramutato” gran parte delle sedute dalla massaggiatrice in aggeggi e robine per riallestire il mio acquario. Ne avevo due, a casa “dei miei” e quest’ultimo è sopravvissuto a due traslochi ed a 10 lunghi anni di vuoto. (e qui il senso si allarga, ma ne parlerò, forse, un’altra volta).
Insomma: la scorsa settimana, dopo averlo pulito per benino, siamo andati al negozio ed abbiamo scelto insieme la sabbia per il fondale, una pietra ornamentale, comprato quasi tutto il necessario per farlo funzionare (i miei residuati bellici del 15-18 chiedevano pietà e pensionamento) e parte delle piantine.
Domani, si rivà per l’esame dell’acqua e per comprare altre piantine belle! Poi ancora un paio di settimane e … BENVENUTI PESCIOLINI!
^___^

(questo signorino qui, si chiama ramirezi ed è molto molto bellino, come pesce di un acquario d’acqua dolce)
(cliccare qui per la canzone citata nel titolo)

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quite busy… >__<

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consapevolezze (e te pare poco)

quel che ho ottenuto non è per il nome che porto

quel che non ho ottenuto è probabilmente per il nome che non porto.

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Il Rosso Castello

 

Mi hanno voluta curare.

Mi hanno guardata indossando le lenti della compassione, della preoccupazione e quante volte, della riprovazione. Mi hanno sezionata e messa sul vetrino, ingrandita mille volte. Non avrebbero potuto vedermi, altrimenti. Sapevano di me, dal profumo che emano da quando ti ho incontrato. Il gusto agrodolce di un pomo rosso sotto al sole inclemente. Condannata ad avere caldo, ad una perenne estate e poi di colpo, di nuovo al freddo, al ghiaccio che disegna incongruenti fumi nell’aria. Questa altalena incurabile che mi regala febbre. Questo disfacimento lento che non arriverà a compimento.

Hanno provato a misurare la mia anima lacerata, l’ombra perduta, i sogni sanguinanti. Mi giravano intorno come squali e poi scappavano, come conigli. E fermo nel letto giaceva il mio corpo, mentre il cuore nero correva da te, una volta ancora, a farsi stringere dalle catene, per un segno, un fiore solo, che t’avrei fatto cogliere nuovamente, la volta successiva.

Guarda come trasformo la Morte che mi hai lasciato in Vita, guarda come non puoi nulla, guarda una volta ancora quanto anche tu sia debole nella tua forza. Come siamo simili io e te, povero bambino mio.

-per te. Cuidate mucho

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Record!

 

Ieri sera raggiungo casa, mi accascio sul divano. Verso le 20.00 mi trascino in camera, seguita dai gatti, che decidono che in 3 si sviluppa più calore. Facciamo un’eccezione, via…che dormano un po’ con me sul lettone.

Quell’ un po’ è durato fino a stamattina.

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uscite felici!

…e io che pensavo di poterci distillare un succoso post! E invece nisba! Le parentiadi a casa della suocera, sono state tutto sommato tranquille e senza episodi di rilievo tranne forse un paio di sue uscite sempre mooooolto diplomatiche:

La prima: l’attuale (e speriamo duri che sennò qui è ‘na traGGedia) fidanzata/convivente di mio cognato -il maggiore dei 3 fratelli- ha sfoggiato un paio di lenti colorate, che dovevano nelle intenzioni essere verdi. Non so bene se per colpa dell’illuminazione artificiale o cosa, risultavano di una tonalità indefinita e, a onor del vero, le facevano uno sguardo un po’ …ehm… bambolesco, con tratti di iride marrone che sbucavano, fieri, intorno alla pupilla. Insomma, la suocera pare che senza indugio se ne sia uscita con un “ma CHE brutta! Mi sembri CIECA, mi sembri!!”

La seconda: avendo approntato un buffet che avrebbe agevolmente soddisfatto gli appetiti dell’arma dei bersaglieri tutta, diciamo che ha “invitato all’ultimo secondo” un piccolo gruppo degli amici del figlio minore, i quali pare siano passati appunto sotto richiesta di quest’ultimo ed all’incitamento di “spazzolate tutto lo spazzolabile”. Non tutte queste persone sono frequentatori abituali e credo, anzi, che un paio tra loro forse non avessero mai varcato la soglia di casa….  Dilìn Dilòn, suona il campanello, lei apre la porta e voltandosi verso gli altri VENTI invitati fa entrare questo manipolo di ventenni urlando: “OOOOOHHHH! ECCO I PESCI PULITORIIIIIIIIIIIIIIIII!!!”

 …Inutile dire che a me, ‘sta donna, me fa’ ammazza’ dalle risate (e si potrebbe andare avanti giorni con tutte le uscite analoghe dedicate alla scrivente…eh!!).

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