Archivi del mese: settembre 2007

femminucciaaaa

Sono solo io la pazza? Ma voi ce l’avete una sorta di gerarchia che regna sovrana sul come vestirvi la mattina? O magari siete di quelli svizzeri che dispongono tutto dalla sera prima, stirato, coordinato, pronto per essere indossato.  Io gnaa fo’. Che ne so se la mattina ho lo stesso umore della sera? Magari mi sveglio in fase pantofola e ho necessità vitale del jeans largotto e la scarpa tonda tonda.

E poi parto quasi sempre dall’ORPELLO per poi allargarmi al resto. Della serie: ho l’orecchino rossastro? e via con gli abbinamenti. Tipo oggi, no? Mi guardavo ‘st’anello e dicevo sissì, oggi je tocca….e giù, spalanca cassetti, armadi, smadonna contro le robe che stanno dentro all’armadio raggrinzite ad attendere la passata di ferro (seeeee, aspetta e spera) … e poi la scarpa, di media, deve essere dello stesso colore della magliettina, top, camicia… Paranoie mie, eh? E tutto questo segue un preciso ordine gerarchico. Alcune necessità arrivano prima di altre e poi il tutto va shakerato con le condizioni metereologiche e l’umore. Il mix che ne deriva di solito è accettabile e molto spesso casual andante.

Però c’è una cosa che vince su tutte.  🙂

Era già tardi, avevo raggranellato tutti i pezzi del vestiario (che di questi tempi siamo in fase “cipolla”: più strati da mettere e togliere all’occorrenza…) e che ti vedo? La gonna nuo-va, comprata venerdì, che se ne stava là, povera e orfanella. POTEVO RESISTERE?

… E il marito ha sentenziato: “uh, me sembri ‘na mondina”.

Buon lunedìììììììììììììììììììììììììììììì!

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dare adito a

porta-e-scale.jpg

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In uno di questi week end….

…Mi piacerebbe armarmi di macchinetta fotografica e attenzione. Vorrei magari iniziare a concentrarmi sulla zona in cui abito e finalmente dipingere, con uno scatto, i particolari che mi si riflettono sulla retina e non vanno via.
Mi sto rendendo conto di essere sempre più attratta dagli oggetti. Perchè chiamarli inanimati? Soprattutto se legati al vissuto di chi li possiede, li usa, li butta (si!), li accoccola su davanzali e fili da bucato, comunicano azione, desideri, aspettative.
Vorrei avere i mezzi tecnici e l’abilità di saper restituire agli occhi di chi guarda la vita dei particolari che ci appaiono immobili.

Magari tra poco questa casina virtuale avrà la stanzina delle cose perdute.
…Per adesso, riposiamoci. E che sia un Buon week-end.

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Protection

This girl I know needs some shelter
She don’t believe anyone can help her
She’s doing so much harm, doing so much damage
But you don’t want to get involved
You tell her she can manage
And you can’t change the way she feels
But you could put your arms around her

I know you want to live yourself
But could you forgive yourself
If you left her just the way
You found her

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

You’re a boy and i’m a girl
But you know you can lean on me
And I don’t have no fear
I’ll take on any man here
Who says that’s not the way it should be

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

She’s a girl and you’re a boy
Sometimes you look so small, look so small
You’ve got a baby of your own
When your baby’s gone, she’ll be the one
To catch you when you fall

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

You’re a girl and i’m a boy [x4]

Sometimes you look so small, need some shelter
Just runnin’ round and round, helter skelter
And I’ve leaned on me for years
Now you can lean on me
And that’s more than love, that’s the way it should be
Now I can’t change the way you feel
But I can put my arms around you
That’s just part of the deal
That’s the way I feel
I’ll put my arms around you

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

You’re a boy and i’m a girl [x4]

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compagni di stanza – OOOH YES BABY!

“tu mi becchi sempre in momenti in cui è più possibile aprire un varco nel mio imbarazzo”

Mate 03 calabaza.jpgBy T.B. (mentre con le cuffiette in testa, spente, fa stare capovolta la bottigliona di Yomo alla pesca dentro al suo bicchiere. Il tutto dopo aver sorseggiato mate -servendosi di una sorta di alambicchino che sembra più una cosa losca con cui calarsi allucinogeni- per i buoni 3/4 della giornata)

aggiornamento del 14/09 grazie a FrancescaV:  …vedi figura! da http://it.wikipedia.org/wiki/Mate

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Tassidermista

Per quanto tempo si possono infilare le perline mentali dei pensieri. Quanto lunga la collana prima di inciampare?
Mi arrotolo intorno elucubrazioni su qualsiasi cosa e girando nei corridoi dei ricordi trovo cose incolonnate, che aspettano il loro turno.

Una stanza di un ufficio e troppe ore vuote sono un invito per un tassidermista. Ci si ammanta della penombra di queste tende tirate e si osserva la carcassa da riempire.
Gli occhi di vetro, le piume rimarranno belle, per volare un’altra volta.

Non si accorgono che li osservo con questo genere di occhi e si sentono vivi, questi personaggi intorno a me. E io? Lascio seguito al mio sorriso, di quelli innocui, che fanno “gruppo” tra i diseredati. Tutto ciò mi serve a non avere problemi, a non creare attriti a preservare il mio spazio segnato da confini che non ho messo io. Li guardo dalla mia gabbietta formata da nove sbarre.

Ogni ora ne salta via una, ma io non mi lagno, semplicemente scompaio, come sapevo fare un tempo.

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questo è un autunno.

Quante rughe incanalano il tormento?

Solchi di un albero a delineare anni.

E tappeti.

Di fogli caduti. Scritti, e poi buttati.

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