Archivi del mese: settembre 2007

such a sciroccated day (sottotitolo: seconda sera di prove)

la mia gatta nera è impazzita. Ma i gatti neri so’ così, pare l’alto voltaggio non serva se non a garantire l’effetto “con-ammorbidente”.

Due persone incrociandomi si sono messe a canticchiare canzoncine che rassomigliavano terribilmente a jingle idioti di spot di prodotti per la prima colazione della famiglia felice.

Ho spalancato la finestra della camera da letto ed un rigurgito di “Fiesta!” prorompe da fuori  e io mi chiedo chi cappero sia che balli salsa in balcone, di giovedì, alle 20.55.

Mi domando a più riprese “perchè, ma perchèèèè”, ma non mi faccio alcuna pena e quindi nemmeno mi rispondo.

Ho voglia di paella valenciana, quella col nero di seppia però, ma non c’ho nemmeno quella scamuffa della Findus in frigo.

Tra poco vado a fa’ le gare (in romano se dice “a piottà”) sul raccordo anulare con la mia Ka, per arrivare dall’altra parte di Roma.

Ma là, se permetti, ah si, là…

Ci vado per cantare IO!

17 commenti

Archiviato in Scemitudine

Prossima Stazione

E’ la mia manica arrotolata che devi guardare.

Il “buon lavoro” che voglio fare.

L’intenzione scivola liquida sui binari dritti di quel treno che ci piacerebbe prendere: freddo fuori, noi dentro come cuore fondente.

Finalmente correrebbero anche le parole che lascio stese alla promessa del sole. Le tengo salde sai? Che hanno il loro bel peso.

25 commenti

Archiviato in Senza Categoria

Abbi fede in me. (post un po’ prolisso)

Stamattina, scherzando, pensavo di dover ringraziare San Gennaro motociclista per avermi preservato da capitombolamenti ad esito infausto, causa marito con scarsa propensione all’attenzione. Poi vedo che davvero oggi è San Gennaro. Vabbè! Ora pro nobis. 

A parte ciò, l’attenzione è stata colta dai mega cartelloni che annunciano fieri, ai coraggiosi in fase di preparazione matrimonio, che ci sarà –così, per ripetere la parola- la Fiera all’evento dedicata. Ciò mi ha fatto collegare l’unico neurone funzionante a quell’ora, ad una dissertazione avvenuta giorni fa la quale faceva eco ad una sua gemella, già intercorsa con altri amici tempo prima. 

Si parlava di simboli. Nella fattispecie della fede…eh, si, l’anello che ti infila all’anulare l’amato bene il giorno del “si”. In buona sostanza c’era una parte dei convenuti alla discussione (e devo dire soprattutto, anche se non solo, appartenenti alla categoria delli màsculi), che appoggiava la seguente teoria: “non importa assolutamente come sia l’anello, di che foggia, colore, dimensione, materiale, perché è un pegno d’amore tra me e te. Il fatto che non sia eventualmente riconosciuto non ha alcuna importanza perché l’impegno che ho preso, l’ho in coscienza e non cambia a seconda della fede o non fede. Inoltre sarà anche possibile che io non la indossi  sempre, perché, spesso, me dà pure ‘mpo’ fastidio”.

E poi c’era la parte avversa che sosteneva invece quanto segue: “Importa eccome perché essendo un simbolo, come tale dovrebbe essere riconosciuto e riconoscibile, non certo perché io non mi fidi di te e creda sul serio che la fede ti renda inavvicinabile, ma solo perché mi piace pensare che simbolicamente manifesti il mio appartenerti ed il tuo appartenermi come liberamente scelto da entrambi, quindi la fede te la metti eccome proprio per il motivo che dici: perché è un pegno d’amore”.

Ora:mi sono stupita anche io all’epoca, ma dico apertamente che appartengo alla seconda categoria.

Esplico meglio il mio pensiero: la questione simbolica la trovo assolutamente imprescindiBBOli, nella mia vita in primis, ma in quella di chi mi circonda la vedo presentissima non meno di quanto permei la mia. Facendo le debite differenziazioni che riguardano ovviamente il contesto geografico, sociale, culturale ed economico in cui si nasce e cresce, ci sono oggetti ed azioni, che inequivocabilmente trasmettono un messaggio ed uno solo. In questo risiede la loro forza comunicativa e contemporaneamente il loro limite d’applicazione o rappresentazione. Per esempio: se in Italia ve regalano un mazzo de crisantemi, probabilmente ve date ‘na grattatina alle parti basse. Oppure: se vedete ‘na piramide, è improbabile che la mente non corra all’Egitto e alli Faraoni, se poi vi accroccano  in salotto un agglomerato di cassette della frutta dal quale pendono festoni di scontrini della GS, difficilmente capirete che si tratta di un treeeeeeeeeendy-albero di Natale. Il che, chiaro, non impedisce a nessuno di decidere di inchiodare un fiocco rosa alla porta rispondendo poi alla domanda “e come si chiama la nuova nata??” un estatico “UGO!”.

Insomma… pur portando praticamente esclusivamente oggetti d’argento o d’oro bianco, perché me piacciono deppiù, la fede l’ho volutamente scelta classica che più classica non si può. Per spessore, colore, foggia. La parte che la pensa diversamente ribatte, con ghigno maliziosetto: “ma hai bisogno che la GENTE la riconosca? Che credi che la fede ti preservi dall’essere cornificata, hai bisogno che la GENTE sia per forza a parte di una cosa che in fondo riguarda te e la tua metà??”. Ovvio, no. Anzi, mi sembra d’avere ormai raggranellato sufficienti episodi per ghignare a mia volta rispondendo che la fede al dito fa -di meeeedia- stare più “tranquilli” gli uomini che ce provano co’ una sposata, ad esempio.  😉

Ma non è quello. Qui -romanticamente forse un po’- rivendico il valore simbolico, il NOMEN-OMEN di un piccolo oggetto che, certo che si, è per questo riconducibile dai più che vivono nel mio stesso emisfero ad un evento preciso, e non vedo quale colpa risieda in tutto ciò. Non sarà uno “specchio riflesso!”, non sarà lo “scudo stellare di Vega”,“un contromalocchio” a chi te vo’ scippà moglie o marito. Se moglie o marito se la vònno dà a gambe levate, lo faranno comunque, concordo.

In buona sostanza, ma col sorriso: se vuoi, poi scambiarti il teschio e il cuoricione colorato, come in una gustosissima scenetta di  4 matrimoni e un funerale, non è che non se po’ fa’… solo, una cortesia, non me la chiamare “fede”. 

🙂

🙂

🙂

34 commenti

Archiviato in Società e costume

Guai ad andare oltre tempo massimo….

Studente fa domande scomode a Kerry
Arrestato e immobilizzato col Taser
(click)
“Il video mostra chiaramente che mentre Meyer sta parlando rivolto a Kerry, due poliziotti intervengono per allontanarlo con energia dal microfono. Di fronte alle resistenze e allo stupore del giovane, i poliziotti, diventati 4, si fanno sempre più decisi e cercano di farlo uscire dalla sala, tra gli sguardi degli altri universitari, che restano seduti.
Il ragazzo, ammanettato, continua ad urlare “aiuto, aiuto”, e “cosa ho fatto”?”.

Democratica America….

14 commenti

Archiviato in Attualità

ESAGERIAMO!!!

Ma perchè contenersi?? E viiiiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

TANTI AUGURI, taratàn! (che sta per la botta de reni all’indietro) a Michela trallallà, Tanti Auguri, taratàn! 34 stanno qua””’ (indicando la gobba!)

 😀

(e via, con i trenini e sculettamenti d’ordinanza: Bri-gitte Bar-dò, Bard-dòòòò...)

60 commenti

Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei"

femminucciaaaa

Sono solo io la pazza? Ma voi ce l’avete una sorta di gerarchia che regna sovrana sul come vestirvi la mattina? O magari siete di quelli svizzeri che dispongono tutto dalla sera prima, stirato, coordinato, pronto per essere indossato.  Io gnaa fo’. Che ne so se la mattina ho lo stesso umore della sera? Magari mi sveglio in fase pantofola e ho necessità vitale del jeans largotto e la scarpa tonda tonda.

E poi parto quasi sempre dall’ORPELLO per poi allargarmi al resto. Della serie: ho l’orecchino rossastro? e via con gli abbinamenti. Tipo oggi, no? Mi guardavo ‘st’anello e dicevo sissì, oggi je tocca….e giù, spalanca cassetti, armadi, smadonna contro le robe che stanno dentro all’armadio raggrinzite ad attendere la passata di ferro (seeeee, aspetta e spera) … e poi la scarpa, di media, deve essere dello stesso colore della magliettina, top, camicia… Paranoie mie, eh? E tutto questo segue un preciso ordine gerarchico. Alcune necessità arrivano prima di altre e poi il tutto va shakerato con le condizioni metereologiche e l’umore. Il mix che ne deriva di solito è accettabile e molto spesso casual andante.

Però c’è una cosa che vince su tutte.  🙂

Era già tardi, avevo raggranellato tutti i pezzi del vestiario (che di questi tempi siamo in fase “cipolla”: più strati da mettere e togliere all’occorrenza…) e che ti vedo? La gonna nuo-va, comprata venerdì, che se ne stava là, povera e orfanella. POTEVO RESISTERE?

… E il marito ha sentenziato: “uh, me sembri ‘na mondina”.

Buon lunedìììììììììììììììììììììììììììììì!

31 commenti

Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei"

dare adito a

porta-e-scale.jpg

18 commenti

Archiviato in Senza Categoria

In uno di questi week end….

…Mi piacerebbe armarmi di macchinetta fotografica e attenzione. Vorrei magari iniziare a concentrarmi sulla zona in cui abito e finalmente dipingere, con uno scatto, i particolari che mi si riflettono sulla retina e non vanno via.
Mi sto rendendo conto di essere sempre più attratta dagli oggetti. Perchè chiamarli inanimati? Soprattutto se legati al vissuto di chi li possiede, li usa, li butta (si!), li accoccola su davanzali e fili da bucato, comunicano azione, desideri, aspettative.
Vorrei avere i mezzi tecnici e l’abilità di saper restituire agli occhi di chi guarda la vita dei particolari che ci appaiono immobili.

Magari tra poco questa casina virtuale avrà la stanzina delle cose perdute.
…Per adesso, riposiamoci. E che sia un Buon week-end.

19 commenti

Archiviato in Senza Categoria

Protection

This girl I know needs some shelter
She don’t believe anyone can help her
She’s doing so much harm, doing so much damage
But you don’t want to get involved
You tell her she can manage
And you can’t change the way she feels
But you could put your arms around her

I know you want to live yourself
But could you forgive yourself
If you left her just the way
You found her

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

You’re a boy and i’m a girl
But you know you can lean on me
And I don’t have no fear
I’ll take on any man here
Who says that’s not the way it should be

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

She’s a girl and you’re a boy
Sometimes you look so small, look so small
You’ve got a baby of your own
When your baby’s gone, she’ll be the one
To catch you when you fall

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

You’re a girl and i’m a boy [x4]

Sometimes you look so small, need some shelter
Just runnin’ round and round, helter skelter
And I’ve leaned on me for years
Now you can lean on me
And that’s more than love, that’s the way it should be
Now I can’t change the way you feel
But I can put my arms around you
That’s just part of the deal
That’s the way I feel
I’ll put my arms around you

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

You’re a boy and i’m a girl [x4]

2 commenti

Archiviato in Musica