Archivi del giorno: agosto 27, 2007

Corsica! E uno.

Come primissima cosa, la Corsica mi ha fatto venire da ridere. E già si può tirare una bella linea e piazzarci il punto 1, nei pregi di questa vacanza. Dopo una traversata di quattro ore, preceduta da una Roma-Livorno in moto, siamo arrivati a Bastia con la coppia di amici automuniti (grazie GGGesù! W W i portatori sani di bagagliaio e sedile posteriore disponiBBOLI). Da là, un altro paio d’ore scarse  di strada per approdare alla Ghisonaccia. Inutile cercarlo sulle mappe “di massima” della Corsica e dei suoi luoghi “da visitare”: nun ce sta (e già un dubbio sorgerebbe…). 

Insomma: appena ri-rimesso il deretano sul sacro sellino motociclistico (odio inveterato da parte mia per le fibbie delle borse laterali che mi hanno tatuato il sedere) si ri-riparte ed ecco che i primissimi cartelli annunciano gioiosi alle eventuali signorine di passaggio: “CASA ZITELLINA”  e subito accanto “HOTEL PORETTA”.

E poi, giù!, un fottìo di “SCOPA RESIDENCE” (per anziani biscazzieri da baretto in piazzetta o per focose coppie in luna di miele?) e simili, paesi dai nomi ammiccanti quali “MIGNATAJA” per arrivare al “CHIAPPA RESIDENCE”, siori et siore, dove a gran voce si raccomandava ai Signori Clienti, di munirsi del pareo almeno nei bar e nei ristoranti. 

Verso metà strada, decidiamo per una sosta: nel rallentare volto la faccia e vedo una cuccia -si quella che ospita l’amico dell’uomo- APPICCATA a META’ di un albero. Ora so che:

1)      o i cani corsi si arrampicano

2)    o il padrone di quella casa aveva dato troppo da mangiare al canarino

Ma il sole calava, la temperatura anche, e così s’è dato quell’attimuccio di gas (AAAARRRGHHHHH) arrivando al Residence che ormai aveva assunto nei miei bisogni primari il ruolo di comprimario con una dose di cocacola ghiacciata. E quindi eccoci là, sudati e stanchi, scaraventare con grazia elefantiaca i nostri bei bagagliucci e la scorta alimentare della terza divisione dell’armata de noantri, per decidere con baldanza di concederci una cena fuori per festeggiare. Sia io che il lui dell’altra coppia, siamo decisamente cocoacoladipendenti e quindi, avendo ormai raggiunto “casa”, quella tornava la necessità-vitale.

Ne ordiniamo due. “Due Coca’ ?” si sforza di dirci in italiano la camerierina superficherrima. “Oui!”, rispondiamo enfatici. 

Ecco.

cocU

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