La Madonna di Loreto

Alcuni post (come questo di Zaub), fanno rigurgitare ricordi-peperone: il peperone, è noto ai più, si RIPROPONE. Non tutte queste reminiscenze sono esempi di virtù, proprie o altrui. Questo siparietto che vado a raccontare, decisamente non l’ho trovato un monito di Vita Proba da narrare ai miei nipoti.

Si parla di Rotary Club. Della falange GGGiovane di tal Club altolocato che, ai tempi, si chiamava Rotaract (chissà se qualche pia anima si sia data pena di cambiarlo mai, assomigliando questo, ad un insulto olandese). Mi sentivo allergica a tali associazioni e mi ci sento ancora oggi, ma per cercare di far pace anche col senso di giustizia e di equità inoculati-mi dal mi’ babbo fin dai primordi, decisi di partecipare ad una delle loro riunioni. Le stesse si prefiggevano lo scopo di esaminare progetti in essere e in divenire, tutti rigorosamente di beneficienza, nonchè di rinsaldare i rapporti tra giovani virgulti della società-bene…un po’ come accade in molti di quegli agghiaccianti incontri tra dipendenti di multinazionali aMMeRRecane, in cui si fanno gare di varia abilità e tornei, che so, di volano.Caminetto_philippe

Già solo il nome era tutto un programma: "Riunione Caminetto". Si incontravano ora in un villazzo, ora in un altro (per carità, mica colpa loro se vivevano in casa Forrester) ed in effetti era davvero raro che non ci fossero caminetti a profusione e piscine nei giardini e taverne per le feste ecc ecc… Comunque ci tengo a dire subito questo: non faccio di tutta l’erba un fascio, perchè ad esempio, tra loro c’era una coppia formata da fratello e sorella, i quali pur vivendo in una dimora disegnata da un famoso architetto che si affacciava su una valle bellissima, con giadino a terrazze e piscina a fagiolo, pur avendo frequentato scuole private da estirpazione di rene per pagarne la retta e pur possedendo poi altre dimore sparse et varia et eventuale, si dimostrarono sempre alla mano, simpatici, scevri da quella puzzetta sotto il naso che invece sembrava geneticamente impressa a fuoco in altri soggetti. Come dire: lo vedi che invece-poi-allafine- nun so’ poi ‘sti brutti ceffi. Ma andiamo invece a visitare "the dark side".

Mi ritrovai, quindi, esattamente nella casa disegnata dall’architetto, dalle forme arrotondate e dalle fonestre ad oblò. Arrivarono macchinoni potenti, alla spicciolata, e motorini ultimo modello, tutti lucidi e recanti pulzelle con casco in tinta. Il mai sufficientemente biasimato F.F. si era messo con una mia compagna di classe, la quale fino a pochi mesi prima, sembrava essere ancora in possesso della sue facoltà mentali, definitivamente abbandonate alle ortiche (eh si, ma DI CHE giardino!) con l’avvento di sudetto omuncolo. La tipa aveva curiosamente virato verso atteggiamenti pariolo-style, facendo sue curiose convinzioni tra le quali quelle che, per esser nobili, si debba indossare il collier della mamma sopra la tuta, il giorno in cui a scuola c’è educazione fisica o che non si possa più toccare un mezzo pubblico oppure ancora che, per frequentare i tuoi compagni di classe, si dovesse prima visionare il loro 730 o il pedigree scolastico dei loro genitori (Saranno laureati, Signoriddio???). Queste sono le premesse necessarie per far capire il tenore della coppietta formatasi.

Quel pomeriggio, ricordo, avevo indossato un piccolo paio di orecchini d’oro a forma di fiore e quindi, avevo anche una catenina con una perla in fondo e un anello, regalo del mio fidanzatino di allora. Per inquadrare ancora meglio la cosa specifico che, da sempre, indosso praticamente solo cose d’argento e che occasionalmente viro su altri metalli, non necessariamente oro giallo. Arriva F.F. e mi guarda facendo un ghignetto.

Saluto. (Nel mentre si avvicina, tintinnando come un lampadario, la sua devota ragazza, mia compagna di classe) Lui risaluta con qualcosa in punta di lingua, evidentemente desiderando attendere il momento più idoneo per sputare il rospo. E lo fa, dicendo: "…Michela, oh mamma mia…. ma cosa hai fatto? Hai svaligiato tutti gli ori di famiglia? Santo cielo…he hehee…mi sembri la Madonna di Loreto" …..

Riassunse da solo, in una frase e nel taglio sghembo della sua bocca, tutto il Male di quel posto. Li lasciai affondare, pollice verso, nelle loro discussioni: non una -in tutto il pomeriggio- avrebbe riguardato anche solo la parvenza di una delle attività benefiche delle quali si ammantavano…

proprio come i Santi in una Chiesa.

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13 commenti

Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei"

13 risposte a “La Madonna di Loreto

  1. uff…quanta bella gente che non si fa i fatti suoi…la bocca si può anche tenerla chiusa, almeno ogni tanto…

  2. sono contenta, contenta, contenta di non avere mai stretto rapporti con persone simili (ma ricordo vagamente alcune frequentazioni para-famigliari di cui ho ancora un retrogusto orrendo).

  3. Ahah michela poi lo farò pure io il post rotarucc:)

    all’epoca mi prendeva, antica arma di famiglia, lo snobismo verso lo snobismo. Caminetti: case brutte. vestiti brutti, poche lauree e molto banali. libri sul talvolo – invariabilmente di cristallo.
    cristo (quello che impacchettava i palazzi)
    -susanna agnelli
    – bruno vespa

    nelle librerie: i quindici.
    Titti la Bella era ed è una delle mie più care amiche, e gniente gniente so testimone der su matrimonio. e quando ero giù mi trascinava a questi belli caminetti. cor caminetto porprio come quello della foto tua!
    Ma non si sbagliavano i rotariani.

    – scusa, ma tu, che ci fai qui?

  4. che poi pensavo che ‘sti tipi simpatici avevano un caminetto piccolo piccolo…che sia inversamente proprozionale alla sopportabilità del soggetto?
    E quindi come la mettiamo che mo’ c’ho un caminetto grandino?
    …però…io mio sta in cucina!
    ^___^

  5. A proposito ho un piccolo caminetto in una piccola casetta in una piccola vallata di una piccola montagna del piccolo Abruzzo ma….con un cuore grande cosi! Chi vuol venire con me?
    Alla faccia del Rotaract o Sisteract che sia

  6. AHAHAHAH!!!! Sisteract m’ha fatto fare una bella risata!
    Grazie Cantastorie!

  7. Mi sono sempre sentita a disagio fra quella gente.
    All’epoca mia il titolo di studio non contava.
    I ricconazzi più odiosi erano dei figli di arricchiti ignoranti.

  8. pluma

    Devo dire che concordo con lavinia: gli arricchiti sono la cosa piu’ burina che si possa incontrare, è quasi statistico.
    Mi e’ capitato invece di conoscere persone degnissime, garbatissime e deliziose che solo dopo molto anni ho scoperto essere “paperone” di famiglia per i motivi più svariati. Con una di queste or ora ci abito.

    P.S. Tutto ciò per giustificare il fatto che al momento vivo ai parioli in una casa con caminetto 😉

  9. Brave.
    E’ quello il punto.
    la “nobiltà” non è fatta dai soldi.
    E solo gente che non sa nemmeno dove sia di casa l’essere di “buona famiglia” (per usare un lessico a loro caro) non capisce che il collier è giusto un attimino fuori posto (sempre per seguire quelli che dovrebbero essere i canoni da “vestito per il cocktail”) sulla tuta e che dire in pratica ad una che tutto l’oro che c’ha ce l’ha addosso (con un P.S. silente della serie “piccola pezzente”) non coincide con il savoir faire che dovrebbe essere caratteristica “nobile”.

    oooooh! e là! ecco fatto.

  10. oddio come ho riso!!!..il pariolo style…ma c’è di peggio..vigna clara ti dice qualcosa???

  11. AAARGGHHH SPUTT SPUTT SPUTTT!!
    Vigna Claraaaaaaaaa.
    (Belle case però, eh?
    Eppoi ce sta quer negozietto in via marco besso che è n’ammOre!)
    ^___^

    -La Madonnina di Loreto-

  12. pensa che io ci lavoravo in quella magnifica zona (bella davvero)..solo ..ehm..mal frequentata và..

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