raccomandazioni campagnole

Questi 3 giorni sono stata nella lavatrice dei colorati. Ci siamo dimenati un po’ qui un po’ là, in sana ipercinesi. Io dando sfogo alla passione culinaria sin dalla sera di mercoledì (continuando poi per le due successive), il marito dando gas alla moto e attraversando il week end su due ruote. Io sto bene, benissimo, per l’iniezione di verde e di iodio: sabato vicino Roma, al mare. Domenica gita, con 3 moto, fin poco dopo i confini del Lazio (ma già in Toscana), ad Ansedonia.

E mentre sfrecciavamo lungo la strada Braccianese, ho ritrovato l’odore del fieno, dell’erba tagliata, l’umido del sottobosco…e mi sono ritrovata a pensare la seguente: chi ha vissuto in campagna o comunque ci andava spesso o ci passava le vacanze estive, si è sentito fare delle raccomandazioni che i ragazzi "di città", se le saranno sorbite mai? E tra me e me ripercorrevo quelle più sentite:

  • "attenta all’oleandro, che ha le foglie velenose! Non giocate con le foglie dell’oleandro!"
  • "Non andate giù nei campi dietro l’orto, che ci sono le vipere!"
  • "non prendete sempre in braccio i gattini piccoli, che gli viene la diarrea!" (???? giuro che mi dicevano sempre così!)
  • "non toccare l’uva di quella pergola, che ha il verderame!"
  • "non camminare scalza, che ci possono essere gli scorpioni!"
  • "prendi i cachi più maturi, che quelli acerbi allappano!Vegetables"

la quiete della campagna? 😉

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15 commenti

Archiviato in "ma ci dica qualcosa di lei"

15 risposte a “raccomandazioni campagnole

  1. proprio vero, io ho vissuto sempre in città,ma da piccola in estate mi trasferivo un mese da due cugine coetanee che vivevano in campagna…e quante volte sentivo queste frasi…io abituata a non dover andare in strada che passano le macchine, non accettare caramelle dagli sconosciuti, non rubare la posta dalle cassette, e non citofonare e scappare ai vicini…
    buona giorna

  2. proprio vero, io ho vissuto sempre in città,ma da piccola in estate mi trasferivo un mese da due cugine coetanee che vivevano in campagna…e quante volte sentivo queste frasi…io abituata a non dover andare in strada che passano le macchine, non accettare caramelle dagli sconosciuti, non rubare la posta dalle cassette, e non citofonare e scappare ai vicini…
    buona giorna

  3. non tutte, ma più della metà me le sono sentite dire tante volte! ciaoooo

  4. ahahahahahaha!
    …e trasgedire tutte quelle robe aiutava a rinforzare gli anticorpi 🙂
    al paesello gli scorpioni non ci sono e nemmeno le vipere, ma la raccomandazione più frequente è “attento ai fossi”. Non conto il numero delle volte che ci sono finita dentro con la bici

  5. tutto vero!
    questo post scatena i miei ricordi sulla casa nel Cilento dei nonni…

  6. arya

    mai osservato i cristalli del verderame in campagna?
    …io me li ricordo brillare di mille sfumature, colpiti da obliqui raggi di sole che filtravano attraverso le canne di una una “casona” per gli attrezzi, nella vigna dei miei nonni.
    Erano per me meravigliosi gioielli: una piramide di smeraldi, zaffiri, turchesi ma anche topazi e aquemarine.
    Stavo per ore nascosta a guardarli, sperando che intanto arrivasse anche la pioggia a cantare più forte sul tetto di lamiera.

    (questo può aiutare a capire come a volte i miei commenti siano poco pertinenti)

  7. Io non avevo quella dei gattini e quella dei cachi.
    Però avevo anche:
    “Non mangiate le bacche della rosa selvatica che fa venire bruciori al fondo-fondoschiena”

  8. E al posto dei cachi avevo i rusticani.
    Ciao!

  9. ahhhhh, quella sulle vipere mi ha assillato per 20 anni!

  10. ..non atraversare i campi a gambe nude che se tocchi l’orticaria.. ..non infastidire il mulo che ti scalcia.. non rincorrere le galline che ti beccano negli occhi (pare ne vadano ghiotte!!!)

    Ah, che relax la campagna!

  11. Valentina: :-> ciao geniazza.

    Barbie: esattamente!!!

    Giu: anche tu contadinella part-time?

    VS: di raccomandazioni così son pieni i fossi, neh?? 😉

    Leuco: facci un post!!! Mi piacerebbe tanto leggere Leuco bimba.

    Arya: il tuo commento non è certo poco pertinente ^__^ Mai visti i cristalli di verderame, mannaggia!
    mi hai fatto tornare in mente il rifugio dove ci mettevamo nella giornate di pioggia: dal vetro rotto entravano le gocce e sul tetto si sentiva il rumore…bellissimo.

    Lavinia: hehehe, non ne mangerò!

    Francesca: e non ti dico “che colpo” quando mi hanno vista a poco più di 3 anni, indicare un bel serpentello al grido di “mangiamolo! Mangiamolo!” 😀

    Cielo: è verooo! Il mulo che scalcia me l’ero dimenticato! Però da noi non c’erano animali da fattoria e quindi alcune cose non sono state inserite così spesso nelle “raccomandazioni”.

  12. Bella la campagna!!!
    … Mi ricorda tanto, forse tutto.
    Un saluto

  13. @michela: c’è già qualche post-racconto dell’infanzia sul blog. clicca in categorie “campo della felicità”…

  14. Non toccare i coniglietti piccoli, altrimenti la mamma poi non li vuole più.
    Non dare l’erba bagnata a quelli grandi, altrimenti poi gli viene il mal di pancia.

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