Onde più profonde

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"…se ti guardo davvero che cosa non farei"

Alex Baroni è stata una delle voci più belle del panorama canoro italiano degli ultimi 10 anni. A prescindere dalle canzoni che gli facevano cantare, che raramente -ammetto- hanno incontrato il mio gusto personale. Ma la sua potenza, il timbro, la personalità, erano eccezionali. Davvero (azzardo) la versione bianca di Stevie Wonder. Purtroppo ormai 5 anni fa, la sua vita è terminata a P.zzale Clodio, a causa di un incidente in moto. E’ morto dopo 3 settimane di coma, ma fin dall’inizio avevamo capito che non c’era nulla da fare. E’ di oggi la notizia dell’assoluzione piena dell’automobilista che lo investì. Non farò commenti su questo, ma voglio dare il mio personale ricordo, sfuggente, limitato, di Alex. Perchè lui mi colpì profondamente con pochi gesti, con un solo sguardo.

L’ho incontrato per la prima volta a casa di M.G., che dirigeva il coro gospel nel quale ho cantato per anni. C’è stato un periodo da vera terra di mezzo, dove mi sono ritrovata a provare a scrivere testi di canzoni, a cantare in sale d’incisione, a registrare cori e a respirare quell’aria "da artisti" che, a prescindere che tu lo voglia o meno, ti acchiappa dalla collottola e ti tira un po’ più su, ti fa vedere panorami e vivere situazioni in cui ti senti un po’ come Cenerentola quando sale sul cocchio. Quella sera, al tavolo, c’era anche Alex. Non posso dimenticare nulla di lui, ce l’ho impresso a fuoco dietro la nuca: il suo modo di stare seduto, come voltava la testa, la sua pelle e, sopra di tutto, lo sguardo.

Quello trapassava come una freccia, ritornava e ti esplodeva in faccia. Colava su di te come cera calda e comprendeva tutto, in un istante. E aveva un modo…quel modo di farti sentire la sua serena consapevolezza d’essere quel centimetro più su, d’aver "capito", di poter "avvertire" e non potevi far altro che dire "è vero", senza nemmeno sognare di prendertela.

Pensando a lui e a quella sera (ci incontrammo di nuovo, in sala…proprio vicino a p.zzale clodio, ma quella volta per me è stata "lui") scrissi uno dei miei primi post, il cui inizio voglio riportare qui. Perchè era per te, magnifico cantante.

"…I Consapevoli sono esseri fatti di occhi che srotolano lacci di seta abbastanza lunghi e sinuosi da entrarti nell’anima. Ti carezzano il cuore, ti stringono il cervello, sanno dove vanno, non conoscono scorciatoie, perchè la loro strada è una. Ci saranno persone che li giudicheranno vanitosi, egocentrici, sfrontati. Non è così. Sono dei coraggiosi, esseri che SANNO ciò che sono e riescono ad esternare la loro unicità, ad imbrigliarti nella loro intelligenza, guardandoti dritto in faccia come solo i bambini sanno fare (…)"

(questo lo cantò Giorgia, al concerto-tributo. E’ da pelle d’oca: http://www.youtube.com/watch?v=EQJGCaVNrN8)

8 commenti

Archiviato in Attualità

8 risposte a “Onde più profonde

  1. ste965

    non é un azzardo…

  2. arya

    Michela, il post era, anzi è veramente molto bello.

    …i tuoi nastri di seta li stai già intrecciando Cenerentola!

  3. d

    bellissimo.
    posso aggiungere solo due parole?
    inutili, certo, ma utili per me.
    quando ne incontri uno non te lo scordi più.
    vero, streghina?

  4. eh si, Ste. Una volta ho l’sentito cantare in inglese: meraviglioso.

    Arya, ti ringrazio.

    D. che dire? Si. Però lo sai che c’è un “però”…
    Ti abbraccio.

  5. belle parole… belle “gocce di memoria”…

  6. Barbie: lui e Giorgia insieme erano due voci portentose.

    Zaub: picchè sorridi accussì? 🙂

    Lavinia: (sospiro e ricordo)

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