Archivi del giorno: giugno 6, 2007

l’uomo più bello del mondo

Londra, 5 anni fa.

Mi trovavo là con Lorellina, a casa di amici "emigrati" nella mia adoratissima e perfida Albione. La sistemazione era meravigliosa: casa vicinissima alla fermata metro di Baker Street, a due passi dai parchi…a dire il vero a due passi da praticamente tutto. Dimora (finta) di Sherlock Holmes a parte, il quartiere era un susseguirsi di piccoli palazzi con i mattoncini rossi, intervallati da altri le cui facciate e relativi ingressi, ti facevano sognare d’essere uno zerbino come somma aspirazione nella vita. Porte arrotondate e pomelli d’ottone, globi luminosi e scalinate linde, piante ai lati e comignoli fumanti. "Welcome", insomma.

Avendo la fortuna di essere ospiti in una casa, abbiamo avuto anche modo di evitare di cenare/pranzare fuori tutte le sere. Il che, nella capitale dello U.K. non è roba da poco, dati i prezzi. Per fare ciò, bisognava ovviamente andare a fare la spesa al supermercato. Passìn passetto attraversiamo un paio di strade cercando di non farci arrotare dalle macchine che procedono al contrario, (heheheee) per fare capolino dentro uno dei tanti "Tesco" che popolano la vita dei londoners.

E là, tutto ha iniziato ad andare al rallentatore…una nuvoletta (tossica, so’ sicura) rosa ha invaso l’aere, lampi di luce hanno illuminato i miei occhi e nè i mega cetrioli da 6 chili l’uno che hanno là, nè la spugnetta abrasiva che tenevo rispettivamente nelle mani destra e sinistra, hanno più avuto senso. Una visione di circa 28-30 anni, alto ma non troppo, con un completo maschile, i capelli nerissimi, lisci e scomposti è prepotentemente entrata nella mia visuale, spazzando via in un istante anni di pregressi incontri col sesso maschile, di ipotesi sul come vorresti che fosse il tuo uomo ideale. Il motivo si intuisce: ce l’avevo davanti, il mio prototipo da "scappiamo orsù, cosa stiamo ancora facendo qui in questa valle di lacrime". E la vita, siori e soprattutto siorE, ci sorprende. Perchè tra tutti gli elementi che popolavano -e popolano, suvvia!- le mie fantasie, non c’erano mai stati gli occhi a mandorla o l’aria del sol levante. Eppure… eccolo qui davanti a me, sicuramente la più bella macedonia di razze mai incontrata: viso ovale, leggermente pronunciate le mascelle, colore della pelle ambrato, occhi scuri e penetranti, orientali ma non eccessivamente, sopracciglia curiose, veloci, nervose. La bocca, carnosa. Il corpo, longilineo e atletico, le mani…caspita le mani se me le ricordo!! Palmo largo e dita lunghe, vene visibili quel tanto che non guasta, unghie curate e dalla forma perfetta.

E davanti a lui eccotela, tiè: donna, europea di banale razza bianca (che devo di’ caucasica?) avente come segni particolari la mascella in caduta libera ed una repentina regressione ad anni 15 resa palese da:

  • risolini acuti e mani al volto in isterismo su discesa senza freni
  • appostamenti dietro i banconi degli scopettoni (so’ più alti) per seguire gli spostamenti dell’ O.D.D. (oggetto-del-desiderio);
  • sculettamenti improbabilissimi nelle vicinanze dell’O.D.D. il quale se ne sbatte altamente ed è preso dall’etichetta delle carote;
  • parlata concitata con l’amica incredula a toni normalmente non consentiti dai pompieri dopo le ore 20.00 causa disturbo della quiete pubblica;

…fino alla schiacciante realtà. Tempo due minuti ed arriva uno stacco di coscia -su tacchi a spillo- la cui rotula era pari all’altezza della mia spalla. Una Donna con due tette così, un vestitino cosà, unghie lunghe -maledetta- che si arpionano al braccio del MIO uomo ideale non staccandosene più nemmeno dopo l’uscita (e si che quasi mi pareva fosse addirittura partita la musichina di sottofondo, che so, tipo "lai laa laaa, sciabadaba-dà sciaba-daba-dà").

So solo che al ritorno a casa, per commemorare la mia felicità nella consapevolezza d’aver appena visto passare quello che nella mente dei più rimane un modello virtuale, ho fatto una foto mentre cercavo di appendermi con il cordone della tenda.

Eurasians

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