Archivi del giorno: giugno 4, 2007

torta fragole, crema e nutella…con sbuffi di panna, mica no!

Un mesetto fa circa, ho acquistato le prime fragole della stagione, all’inizio ipotizzando una coppetta con panna per concludere una cena tra amici, alla fine servendo questa simil-tortaTorta_strati.

TORTA CREMA NUTELLA E FRAGOLE

Ingredienti per la base ed il ripieno: una confezione di base torte di pan di spagna già pronto (io ho preso quello del discount, quindi niente di altisonante), una vaschetta di fragole (ben lavate e tagliate a fettine), Nutella, codette di cioccolato, panna montata spray e crema pasticcera –> Ingredienti per la crema (x 4 persone): latte, mezzo litro – zucchero, 150 gr – farina, 45 gr – uova, 4 tuorli – vaniglia, mezza stecca – limone, scorza (non trattata).

Preparazione Crema: Versare le uova in una casseruola, in modo da poterla poi mettere sul fuoco. Con una frusta montare i tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso.
(Nel frattempo a scaldare il latte con la mezza stecca di vaniglia tagliata longitudinalmente e la scorzetta di limone). Aggiungere la farina setacciata alle uova, poco a poco, sempre amalgamando bene.  Ottenuto così un composto omogeneo e liscio, versate a filo il latte caldo un pò per volta. Posizionate la casseruola sul fuoco, a fiamma bassa, e mescolate in continuazione con la frusta delicatamente, ma con decisione. La crema comincerà ad addensarsi (attenzione! Non deve bollire!). Una volta pronta (2-3 min dal leggero bollore) toglierla dal fuoco e lasciarla raffreddare.

Torta_sopraFatto ciò, preparare gli strati della torta, facendo il primo con la Nutella, il secondo con la crema e le fettine di fragola (o come vi piace di più, mischiate gli ingredienti !) e sull’ultimo sempre crema+decorate con le fragole e sbuffi di panna montata. Io ci ho messo anche le codette di cioccolato, un po’ di corsa in effetti…

tanto che la mia compagnuccia di merende (la pariola, simpatica…quella che si è firmata Pam Mc Easter…) l’altro giorno mi fa: "E che è? C’è volato sopra uno stormo di uccellini che se so’ sentiti male???" (o qualcosa di simile…)

       ehm… (intanto gli amici hanno fatto er bìsse)

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osteopata

Anche per il secondo incontro (seduta? Terapia? Visita?) Smoke_1l’ho aspettato una decina di minuti. Era sulla porta, alto, altissimo: le ciglia a grazioso arco, il sorriso rassicurante, la voce un po’ roca. Stavolta la sede era quella dell’associazione culturale, ed io mi sono sentita meno a casa. Sulla destra un’ampia sala col parquet. Poi una bacheca con gli annunci. Forte l’odore di incenso e sulla sinistra, il divano in midollino, accanto alla libreria ad angolo. Lui è scivolato dietro una porta a vetri, da cui filtrava luce calda e voce di donna, lasciandomi attendere, piedi uniti e mani intrecciate. La "paziente" precedente ha avuto bisogno di tempo e del conforto di una ninna nanna di parole, che filtravano dalle fessure in un lamento musicale, puntellato dalla voce roca di lui. Il modificare una struttura fisica acquisita, come le "ossa" modellano un portamento ed una attitudine strutturale alla vita, può portare ad una destabilizzazione emotiva improvvisa e necessaria, che trova a volte la via del pianto, altre del sonno, altre ancora del sopportabile giramento di testa.

Poi è arrivato il mio turno. Non so spiegare lo sguardo incrociato con l’altra donna: di sorellanza, mutua comprensione, di piccola vergogna.

Abbiamo parlato un po’ di questa settimana che ha separato il primo incontro dal secondo e della solenne arrabbiatura/delusione che ho provato qualche giorno fa. Ed è stato di nuovo sorprendente lasciarsi andare. Ci si affida e questa è già la prima incredibile "Cura". C’è un momento in cui il terapista prende il capo del paziente nelle sue mani e, con più o meno leggere pressioni delle dita, si mette in "ascolto". Letteralmente si può lasciare andare la testa, ci si concede l’eliminazione di un peso, dell’esigenza del doverlo sostenere sempre. E’ un qualcosa che non vedo come riuscire a rendere a parole, ma se si riesce a viverlo pienamente, concede il giusto spazio al riposo prima, alla riflessione ed ai ricordi poi.

Le sedute di osteopatia non sono mai molte. E’ giusto che sia così. La prossima settimana dovrei fare l’ultima e forse ce ne sarà una quarta, ma più in là. Si può entrare in dipendenza dopo sole due volte? Il problema, se così si può chiamare, è stato l’aver scoperto cosa significasse avvertire la netta sensazione di "potersi lasciar cadere all’indietro e non avere paura perchè c’è qualcuno a sostenerti. E ti fidi. Ti fidi"

… Ma questo non mi è successo due settimane fa, ma quasi due anni fa. Dover rinunciare a questo è stata una malattia. La cura, se c’è, passa per le mani di chi ti fa sentire "tenuto".

(e di sottofondo, Battiato cantava: http://www.youtube.com/watch?v=Zx_aeZtM194)

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