non_solo_sale

"Non si deve chiedere al sale d’esser dolce" -proverbio del Camerun-

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°Il_sale°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Sul come essere sorpresi da cose apparentemente non così fuori dal mondo, potrei scrivere un memoriale. Ma la giornata di ieri è sicuramente una di quelle che escono fuori dal cilindro facendo un saltello, oplà, di quelle che si sfornano croccanti e dorate: ingredienti bilanciati, nonostante si siano aggiunti un pochino a caso.

Francesca ed io, sveglie come grilli alle prime luci del mattino al pari delle scolarette che vanno in gita, ci siamo trovate a Stazione Termini. Destinazione: Napoli Campi Flegrei per il SaltExpòPlatea. La mia degnissima compagna di viaggio, da brava cuoca qual è, sicuramente produrrà un post eccezionale…ma io, che riesco a mantenere un ricordo lucido per non più di 20 secondi, mi accontenterò di descrivere qualche impressione "sapida" che questo luogo mi ha lasciato.

Prima di tutto un sentito ringraziamento va, unitamente alla piena comprensione et pacca sulla spalla, ai nostri vicini di posto, lungo il tragitto RM-NA-RM…: si sono sorbettati 2 ore e passa di chiacchiera ininterrotta che ha spaziato dagli arrosti, agli amori degli anni che furono…dalle chat+blog alle leggende metropolitane legate ai rispettivi lavori…insomma: tra una porellina che tentava inutilmente di dormire all’andata ed un altro che è stato fisso sullo stesso schema di sudoku per 50 minuti buoni al ritorno….abbiamo cominciato e terminato la scampagnata rompendo gli zebedei al nostro prossimo. Alè.

Arrivate a destinazione, ho pagato un giusto obolo tributando gli onori dello stomaco ad una sfogliatella (aragostina) da ululo_alla_luna per quanto era BBona: panna e fragoline di bosco. Irrorato il tutto col cappuccino spolverato di cacao, ho varcato la soglia della mostra d’oltremare, ancora meglio predisposta nei confronti del mondo tutto.

E uno si chiede: in che senso SaltExpò?Sale_lux Esattamente in quello che viene in mente subito, senza stare tanto a ciurlare nel manico: una mostra sul sale. Un articolato viaggio, lungo come le belle storie, che ha visto i suoi cristalli rifulgere preziosi: come merce di scambio, come rimedio magico contro i malanni del corpo e dello spirito, come elemento per la conservazione dei cibi, come esaltatore dei sapori. Ma noi siamo abituati ad aggiungerlo quasi senza pensarci e non ne conosciamo che la varietà che finisce sulle nostra tavole tutti i giorni…al limite possiamo arrivare (me compresa, fino a ieri) a differenziare "sale grosso – sale fino", ma nulla più.

Invece la meraviglia è che esiste una cultura del sale, di citazioni letterarie, di finezze lessicali, addirittura di teorie psicanalitiche, passando per le credenze popolari e corrispondenti motti, legati a filo doppio. TuttisaliCi siamo quindi aggirate tra stand che mostravano, in tutta la loro sorprendente varietà, cristalli di primosale, di salgemma, di prodotti aromatizzati, di granelli affumicati. Ciascuno con la propria eredità culturale e un bouquet di fragranze degne delle botteghe di spezie, degli alchimisti, dei profumieri.

Domenica il programma è stato vario. Prima due workshop, di cui uno con lo Chef Moreno Cedroni, che ci ha mostrato un succulento menù che qui riporto fedelmente:

  • Zuppa tiepida di alici salate con raviolo liquido (una trovata geniale: al succo si unisce un po’ di colla di pesce, che fa addensare il tutto, poi si inserisce nel raviolo, lo si sigilla, per poi cuocerlo in acqua bollente, dove il ripieno tornerà allo stato liquido) di arance, finocchio e olive nere
  • Spuma di canarino e sale alla vaniglia di Tahiti
  • Baccalà "che salo io", con salsa e cialda di cavolfiore, carciofi e sale rosa di fiume australiano

lo ha preceduto Joselito (al secolo Josè Gomez), che alleva in enormi querceti un maialino glabro che credo viva i due anni-tre della sua vita in una sorta di Eden…. forse è per questo che poi diventa uno dei prosciutti più buondi -e cari- del mondo….(non gliene vogliano i vegetariani).

Abbiamo concluso con una conferenza, dove era presente anche Pierre Laszlo, intitolata "cum grano salis" dove abbiamo ascoltato gli interventi a tema "Il senso dei proverbi del sale in varie lingue e culture, il sale nella superstizione e nella psicanalisi". Oltre il suddetto, partecipavano Paola Mieli, Paolo Fabbri e Luigi Ballerini.

E’ sull’unica donna del gruppo che vorrei spendere due parole…sempre legate a sensazioni più che ad una oggettiva riflessione sui temi proposti. La tipina, magra, diafana, occhi strizzati come se non portasse gli occhiali rettangolari e spessi, capelli ricci-neri disubbidienti e maglia grigio topo, se ne stava accoccolata sulla sedia come una bambola ottocentesca in mezzo al letto. Il rossetto porpora disegnava la bocca grande, il candore del viso distendeva le rughe d’espressione. Arrivato il momento di parlare, ha raccolto le forze e due fogli, due microfoni e…ha cambiato faccia. Il collo si è snaturato mostrando in tutta la sua lunghezza tendini spessi e nervosi, la postura in avanti, lo sguardo più presente ma più annoiato, gli angoli delle labbra voltati all’ingiù, virando quasi verso una maschera grottesca. Sillabava le parole e mi sentivo sordomuta. Mi aspettavo che di là a poco avrebbe iniziato a completare il tutto col linguaggio dei segni, mentre senza apparente partecipazione, narrava il suo scritto come una favola ad un bambino che non vuol dormire. E’ riuscita a parlare  del sale in Jung, in Jones, dell’immaginazione alchemica di Hillman, sfiorando Freud e l’ennesima rappresentazione fallica della sostanza di cui si parlava. Anche qui, non si è scampati all’approdo: il sale -riportando le parole di Jones- è un chiarissimo simbolo fallico: sale=liquido seminale maschile.

Ma io ero troppo occupata ad aspettare che il viso della povera signorina tornasse quello di una bambola di porcellana, poggiata al suo schienale, silente ed assente, al termine dell’intervento (letto pedissequamente dai fogli), ma sicuramente più sollevata di 5 minuti prima…in cui il corpo era teso nello sforzo oratorio.

F_di_spalleChe dire? Io ringrazio Francesca e la voglia e la curiosità, anche per quelle cose che da una prima occhiata potrebbero risultare prive del più elementare interesse, verso le minimalia del mondo. Attendo che l’amichetta blogger mi faccia dono del promesso e preziosissimo sale rosa Saleneroppaustraliano, quando ci vedremo la prossima volta!

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10 commenti

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10 risposte a “non_solo_sale

  1. Mamma che fame!!A proposito di sfogliatelle…di solito quando vengo a Roma me ne faccio una mega scorpacciata alla panetteria che c’è in una laterale di Campo de’ Fiori…;)Fanno sia quelle romane che quelle napoletane!! Ti dico solo che prima di ripartire di solito me ne compro un vassoio che puntualmente il giorno dopo è già finito 🙂

  2. stranieronellanotte

    beh che dire, dalla città del sale quale è trapani, ti invito a venire a vedere le saline…ma ora che ic penso, già ci sei stata a vedere le saline e mothia ritorna alora!!

  3. Magari tornare!!!!!!!
    Lo farò sicuramente, sai?

    (e i gioielli di sale che vendevano al mulino -quello grande- di Mozia erano bellissimi)

  4. Kja

    Ciao Michela, beate voi che avete potuto godere di questa bella esperienza. Ti volevo chiedere, ti secca se faccio un link al tuo post su soffi di sale?
    Un bacio.

    Kja

  5. Sale sale,
    ma allora ti devi leggere questo mio post, il primo del 2007:
    http://silviotera.blog.kataweb.it/lavinia/2007/01/riti_scaramanti.html

  6. Kja: ma certo che no, sarà un piacere. (il tuo blog è davvero molto ben fatto)

    Lavinia: arrivoooooooo!!

  7. molto molto carino il tuo racconto Michela, non avevo dubbi 🙂

  8. eh si piffetta: lo abbiamo fatto volare fino a farlo schiattare di crepacuore, però ha fatto una spuma dal becco che è grandiosa anche sui ravioli ai 4 formaggi!

  9. 😦 Sigh… ho come l’impressione che qualcuno mi stia prendendo in giro…

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