Maradonino ed il Dio Regista

Stasera è stata la volta del Dio Regista. Noto nelle sfere dell’Olimpo già ai tempi dei greci, è cugino prossimo del Fato e del Caso, con i quali si fa bello delle peonie del proprio giardino, non ringraziando né l’uno né l’altro dei semi donatigli per il compleanno passato.

Insomma altro ritorno in autobus.

Io esco intorno alle 18.00 dall’ufficio e quindi cosa non può non accadere? Nuvolao meravigliao alle 17.56, con inizio scroscio d’acqua piovana alle ore 17.57 (ho guardato l’orologio!).

Tralascio il tragitto intermedio ma segnalo solo mia performance da contorsionista sul 53 che parte da Piazza San Silvestro: se qualcuno ha notato una signorina (macchè…Signora, so’, mannaggia alli pescetti) in tailleur-pantalone nero a coste di velluto, incastrata dietro all’obliteratrice sulla bombatura della ruota dell’autobus…ero io.

Ma andiamo oltre.

Arrivo all’agognato capolinea dove acchiappo l’ultimo mezzo che mi porta a casuccia-mia e, stai sicuro amicojoe, sceglierò il luogo meno ameno dell’autobus dove qualcosa, di sicuro, si manifesterà.

Ma “chi è causa del suo mal”, diceva il mio buon amico Max, “peste lo colga”.

Detto-fatto.

Ti vedo due ragazzi, sui 15 anni. Lei, adagiata con la testa sulle gambe di lui, apre e chiude aritmicamente gli occhi truccati con preciso tratto kajal nero. Ha le gambe tornite e strizzate in jeans al polpaccio. La felpa troppo grossa, ha stampate donnine rosa antico, tipo la silouhette del bagno in stazione. Il cappellino a visiera è caduto di lato e braccialini rispondono tintinnando ai sussulti del bus mentre inciampa nelle buche lungo la strada.

Lui le poggia mollemente un braccio addosso. Ha un viso, appoggiato alla mano, che potrebbe assomigliare ad uno dei figli che Maradona ha sparsi per il mondo. Orecchino a cerchietto incluso. L’espressione? Troppo corrucciata. O ha un sonno cosmico, o fa l’uomo navigato.

Propendo per il sonno cosmico.

Mentre tiro fuori dalla borsa il libro che sto tentando di leggere tra un ritaglio di tempo e l’altro, avverto distintamente l’agente perturbante.

O perforante, data l’acredine. Un odore terribile di sudore candeggina e fango misto a qualcosa che gli somiglia per colore, sale a zaffate pesanti dal basso…

Il Maradonino, ligio alla moda e molto meno all’igiene, indossa un paio di puma bianche ampiamente slacciate come vanno ora, quelle che ti fanno il piede a pagnotta, …presente, no?? Che hai dei laccioni grossi così allineati in maniera tanto precisa da temere che sia uno dei segni indiscutibili della venuta dei cavalieri dell’apocalisse….

Beh. Ho superato il mio personale record di apnea.

E il bello è che non riesco mai a cambiare posto, convinta che chissà per quale oscuro motivo, la persona che evito capisca e se ne abbia a male (che vuoi che gliene freghi di dove mi siedo io?). Così sopporto.

Ed ho retto alla botta fino alla mia fermata, dove sono scesa.

E là ecco il Dio-Regista: meglio che trovarsi agli studi di Cinecittà. Un enorme faro-rosa illuminava le case dei terzi piani in poi. Tutto il rosso era rosso-rosso. Il rosa rosa-rosa…l’arancione arancione-arancione (è un gioco facile, potrei andare avanti per ore con tutti i colori dell’iride, uhauhuahaha…ehm…). E mentre pensavo e respiravo, guardavo questa luce irreale che scoppiava da dietro i palazzi, che si insinuava tra le goccioline di pioggia. E quasi mi commuovo!

….

Poi realizzo: eeeh che scherzi fa la mancanza d’ossigeno al cervello!!!!!!

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11 commenti

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11 risposte a “Maradonino ed il Dio Regista

  1. Terribile stare rinchiusi da qualche parte insieme ad una puzza letale.
    Per fortuna non solo l’apnea ma anche la capacitá di adattamento dei nostri sensi ci vengono in aiuto.

  2. Quando vengo a Roma vengo a prenderti al lavoro e mi fai fare un giro con te con i mezzi pubblici, ok?

  3. zazziki

    Scusa…ma nun ciavevi la moto??? 😉
    Zaz-exportoghese.

  4. ah si ma.ni…e pensao alla boccetta che si usava portare appesa al collo ai tempi che furono, quando c’erano le fogne a cielo aperto…sigh

    Perla, quando vuoi, ma coi tacchi, il sali e scendi dagli autobus (quello di ieri, ho mancato di dire, aveva un conducente che si sentiva Shumi e faceva delle curve in derapata che non ti dico…) + sanpietrino romano lo vedo pericoloso per te!

    Zazzy-Lou, la moto all’andata, col marito. Il ritorno, a fette, col bus!

  5. …sono stata baciata dalla fortuna: prendo l’autobus solo qualche volta il sabato per andare in centro! Ma ci ho passato 10 anni tra liceo ed università…è veramente una scuola di vita!

  6. laura

    per quanto riguarda i bus , noto con piacere che tutta Italia è paese(e certi miasmi accomunano tutte le linee!)

  7. e se ti dico che cambierò casa perchè: nel cortile del mio palazzo il condizionatore della banca fa un rumore tipo blade runner e un vicino di casa alcolizzato puzza talmente ma talmente che l’odore di casa sua si sente anche quando esci dall’ascensore!!

  8. Dear Patrick, ci hai battuti tutti!!

  9. Anche qui a Milano i mezzi pubblici sono un campionario di varia umanità, me compreso naturalmente. Si è mai visto infatti un brianzolo doc che prende il bus e si infila dentro le gallerie del metrò, invece di stare incolonnato per ore in auto a passo d’uomo.

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