uno dei tanti “torna al via”

Ho un talento particolare nello scegliere i posti sull’autobus. Credo che il Sig. Murphy ha fatto o farà una delle sue leggi appositamente per questa abilità che sicuramente condivido con tante altre persone. Quella accomunabile alla scelta della file alle casse, per intenderci: la tua sarà la più lenta. Sicuro come la carie dopo le Big Babol.

Il tutto è partito con un suono curioso, una specie di "iiih-tacca tac attak, no a tac tac sarattac in-toc tac". Indecisa se classificarlo tra i richiami d’amore della passera scopaiola (e che non si rida! Esiste davvero. L’altro suo nome mi pare sia prunella modularis)o un mancamento a singulto della "carica" del mio I-pod, ho preferito ruotare in su i bulbi oculari devastati da 8 ore davanti al pc, per guardare la fonte della telescrivente in uso.

Trattavasi delle tre fanciulle occupanti i posti vicino al mio di cui:

  • una aveva avvolta una sciarpa a scacchettoni rossi intorno alla capigliatura leonina
  • la seconda aveva un’età che poteva andare dai 15 ai 116 anni a seconda di come fosse in favore/sfavore di luce
  • la terza (quella accanto a me, chiaramente) un alito che possinocecamme se ne ho sentiti di così fetenti prima di stasera: avete presente i vasconi per l’irrigazione dei campi? dove mucche masticanti si abbeverano in liquami piovani stagnanti? O ancora meglio, un acquario svuotato dopo anni e sul quale si sono formate le alghe e si sono lasciate essiccare al sole? Bene. Ciò si può lontanamente avvicinare al miasma provocato dalla takkatakka tacc num.3

L’avvenimento più meeeeeeraviglioso, è stato il seguente: Miss Sciarpa ha parlato ininterrottamente al telefono, fraseggiando il richiamo della prunella modularis, per 20 interminabili minuti. ALLORQUANDO PAREVA che la cosa fosse finita, tàcchete!!! Passa il telefono alla vicina, Miss 15-116, la quale, se possibile, aveva un tono di voce più alto ancora della sua amica. Il tutto condito da soffiati interventi di Miss Stagno putrido, la quale (e poteva essere altrimenti??) rispetto alle altre due, modulava il tutto sospirando che manco Donna Summer "oooooooooooooooooh love you love you babyyyyyy". Ogni sospiro suo, una apnea mia.

Il parossismo però, si è raggiunto dopo 5 minuti, quando anche GLI ALTRI DUE cellulari hanno iniziato a suonare contemporaneamente ed un intero stormo di passere scopaiole si è messo a cinguettare l’idioma: spargendo miasmi, roteando sciarpe, emettendo ultrasuoni.

Ecco, diciamo che ieri sera forse non ero nel mood da ritorno in mezzo pubblico?

UUUUUUUUUHHHH LOVE YOU LOVE YOU BAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHBY!!!!   

X-(

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11 commenti

Archiviato in Quotidianità?

11 risposte a “uno dei tanti “torna al via”

  1. semplicemente meraviglioso!!!
    ahahaha!

  2. vittima anch’io del signor murphy, anche se in genere se la prende con me più sulle attrezzature da ufficio, che altro! :DDD

  3. Dai, inizia la buona stagione, magari i famosi due passi a piedi…
    Comunicazione di servizio: libro comprato e letto. Grazie mille

  4. -1 Una mantide che ride!! :->
    -2 uhh super, bentornata e poi forse scriverò un post sugli accidenti che mando alle fotocopiatrici
    -3 Cope, nun te rotolà troppo che me fai preoccupà!! Bevuta la spremutina? E il lattemmièle??
    -4 Perla, già fatto?? In effetti era proprio un librino “così”, però alcuni racconti erano quantomeno divertenti vista l’epoca in cui sono stati scritti.

  5. Scena simile è successa pure a me, solo che io avevo ancora tutta la giornata da vivere, in preda a sclero pazzesco mi alzo e sbotto davanti a due non ben identificati esseri, chiudo la mia arringa con un “e non avete neppure obliterato il biglietto!” i loro sguardi mi hanno fatto sentire una marziana centenaria… ammutolita mi sono seduta e non ce l’ho fatta, sono scesa tre fermate prima…

  6. Stamattina avrei dato non so cosa per avere un vicino di autobus con un cactus in braccio!!! Invece ho dovuto attraversare Roma interamente a piedi per un guasto alla metrò. Et Voilà!

  7. Sull’autobus ho i miei sistemi per evitare le sgradite compagnie. Tengo la testa “tuffata” tra le pagine dei libri e siedo negli ultimi posti, quelli riservati da questa sorta di apartheid non scritto, agli stranieri: molto spesso sono latinoamericani e tengo in esercizio il mio spagnolo. Non sempre funziona, una volta mi sono sorbito i deliri di tre giovanissimi skinheads, nonostante fossi seduto nei posti segregati.

  8. Eh noi romani dell’Atac semo gente de carattere, che devi fa… voliamo parlare della situazione in cui te, salita ar capolinea te metti commoda commoda, l’autobus se riempie, arriva la vecchina prima rude e guerriera come un soldato di frontiera, poi – SOLO INNANZI A TE E AR TUO ROMANZO – comincia a deperisse tutta e a dire: ohimmei la schiena annaggia…

  9. ahsissì Zaub!!
    e tu sei mai incappata, per roma, in quella che c’aveva sempre li sacchi della spesa il cui contenuto più contundente andava a ficcartisi negli stinchi? Era famosissima. Beh, forse più per le sue invettive, ma vabbè…

  10. Quella de li carciofi all’inzùùùù, e der pesce nella truscia, naturalement.

    Ma volemo parlà del turista mai abbastanza fulminato, di zaino dotato, che quanno si gira te lo scaraventa sur naso?

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