Archivi del giorno: marzo 16, 2007

mortacci stracci??

Starbednew

QUIZ: Dove sta ‘sto posto daa foto? Dov’è che te spaparanzi su ‘sto letto a 4 posti e te guardi oo spettacolo? Ando’ sta?

Sta in Kenya. E sarà un altro di quei posti dove per lavoro ci starà qualcun altro, ma io…io no.

Come si dice "ma li mortacci" in africano?

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deliri criptografati

Sassolino mio. Va bene. Ti lancerò nel fiume fresco e ti guarderò disegnare cerchi concentrici. Sei preciso in tutto ciò che fai, ovale e levigato. Perchè il tuo tuffo dovrebbe fare eccezione?

Sono d’accordo con te e non c’è bisogno di dircelo. Acquista lucidità immerso nel tuo elemento. Ho tentato di tenerti un po’ con me, dentro il barattolo con acqua di mare, ma mi sbagliavo.La corrente si farà più forte e ti porterà. Ti auguro un buon viaggio.

(Santa Marinella – 2006 LG cell phone)

Scogli2

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La Signora Chetristezza

Stamattina trasloco delle mie membra casa-lavoro su autobus. Bus

Stretti come proverbiali sardine. Che ti danno la targhettina RioMare ad honorem, ma quello già lo sai e mestamente te ne stai.

Ciò che invece subisci è tutta la fauna che, come te, si trasloca da una parte all’altra della città e trova suo diritto fondamentale smadonnare e agitarsi nei modi più disparati. Possibilmente aggiungendo quanto più disagio possibile al prossimo loro.

In quest’ottica sale d’imperio dalla porta anteriore una Signora, che ci teneva molto a questa sua maiuscola, la quale come prima cosa mi spinge a mano aperta contro un’altra signora, anziana con la stampella, che divideva il suo posto a sedere con due graziosi bimbi messicani ed i loro pupazzetti vari. Senza porre tempo in mezzo inizia ad agitare la sua gonna a ruota, all’unisono con le mani magre inanellate, aggiustandosi gli occhiali diva anni ’40 ed il ciuffo biondo-rossiccio e dicendo in un italiano forzatamente italiano, scoppiando le esplosive, apicando le apicali e sdrucciolando le sdrucciole: “Ci vuole tanto a capire che ne devono passare di più? Sulla Tiburtina ne passa uno ogni 3 minuti. Uno ogni 3 minuti (frase che si ripete per un paio di volte) … e poi aprite i finestrini, santocielocistiamoinvolvendochetrissssstezza” (pausa) Dico io, ci vuole tanto ad aprire un po’ e far cambiare l’aria? Non è che bisogna essere laureati (la sua stessa voce fuori campo avrebbe puntualizzato probabilmente un “E io lo sono!!”), per questo. Che triste, che tristezza”

La Signora Chetristezza intervallava il tutto con risatine nervose, di quelle che grattano la gola prima di uscire dal naso.

La Signora Chetristezza ha infilzato con i suoi gomiti almeno una decina di passeggeri.

La Signora Chetristezza si arroccava sulla sue scarpine a punta e si avvitava sul suo vitino da vespa, in barba all’alluce valgo ed all’anacronismo tra il voler fare la 30enne ed il non esserlo più da un pezzo.

La Signora Chetristezza dava violente imbeccate per far cadere il discorso sulla chiusura delle frontiere, su “questi stranieri”, sull’altro che puntualmente è, appunto, a lei estraneo. Sia mai le fosse passato per la testa che potesse essere, anche lei, “altro” per chi le stava intorno.

La Signora Chetristezza porta per prima il vessillo di questa involuzione con cui oggi ci ha fregiati tutti, e nemmeno lo sa.

Che dire? “……. Ma che trisssstezza!”, ovviamente.

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