tossing and turning in my sleep

Fractal_rose_by_pblackstone_1 Penso di aver spezzettato il mio sonno in tanti tasselli quante le righe delle lenzuola del letto, stanotte. Credo quindi sia questo ad aver prodotto le seguenti ìmmagini oniriche:

  • il mio medico mi rassicura sul fatto che io non abbia una malattia incurabile. Io mi sento rasserenata, ma poi scopro seguendo quale criterio sia giunto alla conclusione: ha inserito il mio nome e cognome in una sorta di slot machine, tirato una leva e visto come i colori che sbucavano dalle finestrelle non corrispondessero ad una diagnosi nefasta. Gli guardavo l’occhio da pazzo dietro le lenti fotocromatiche, che rapidamente cambiavano colore, virando verso un giallo carico.
  • Dovevo andare al lavoro. Poi scoprivo invece di dover correre a scuola, che avevo fatto tardi. Nella fretta uscivo senza cappotto e mi auto-rimproveravo in pieno mamma-style: quanto sei idiota, ora stai bene ma dopo muori di freddo. Indossavo un vestitino a fiorellini assolutamente improbabile, abbastanza "a sacco", senza forme. Nel percorso trovo un cellulare per terra, fucsia, con una ridda di sonaglini e affarini appiccicati. Considero velocemente il fatto che probabilmente appartenga a qualcuno a scuola e decido di portarlo là. Poi invece penso (nei sogni non c’è logica, bisogna dirlo) che se lo accendo, sopra ci trovo il numero del proprietario e da quello risalgo al nome. Nel mentre una bambina imbronciatissima afferra il cellulare e digita a caso delle cifre. Incredibile: è il pin giusto.

Peccato non ci sia la branda aziendale, altrimenti credo farei meglio a farmi un sonnellino pomeridiano qui in ufficio.

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5 commenti

Archiviato in Senza Categoria

5 risposte a “tossing and turning in my sleep

  1. accidenti Michelina, chissà che cosa ne direbbe Freud?
    Ha il sapore di “back to childhood”…
    Ti abbraccio.
    E

  2. …magari la prossima volta provo anche io con la Carmen di Bizet!!
    😉

    Michelina dà bacio a Emmina.

  3. Funziona davvero! Oppure, ancora più “cullante”, qualche Notturno di Chopin. E’ un classico che ha sempre un suo splendido perché.
    A presto!

  4. ANch’io sogno spesso la scuola, di arrivare i ritardi, insieme a cose strane e senza senso, i sogni non ne hanno, no?. Poi resto anche turbata al mattino. Fortunatamente la giornata me li spazza via, più o meno.
    Ciao
    Clio

  5. zazziki

    Sembra Alice nel paese delle meraviglie.
    Faccio l’assodicuori?…

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