Archivi del giorno: dicembre 28, 2006

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Ho incontrato una faccia slava, sguardo tagliente e fiero, spigolosi angoli della bocca rivolti all’ingiù. Di fronte sedeva cappello a pon-pon e spenti bagliori di opacizzati strass. Genuini tentativi di rendersi bella con cornici di capelli ondulati e striati di mogano, trucco purtroppo improbabile che si chiosava con coda di rondine su base grigio perla e porporina in ordine sparso.

Da dietro alle spalle codardi attacchi di zaffate d’aglio. Cultura culinaria che non comprendo, ma sostituendo al chewing gum il simpatico spicchietto, di sicuro ne giova l’ipertensione.

Ho incontrato poi il rumore della fascia maschio/14-16 anni, che spesso si compiace nello spalancare le fauci masticando sempre il suddetto sottoprodotto della gomma e si fa beffe di spazi vitali altrui e, se possibile, si bea di decibel in eccesso. (Ma per una che sugli autobus ci cantava a squarciagola, la cosa deve essere moralmente sopportata per stoica giustizia divina)

Punteggiavano il quadretto due signore che mi arrivavano sotto la cintola, tutte prese da ciaccolate in libertà, su massimi sistemi che andavano da Massimo Giletti al rincaro dei prodotti all’alimentari sotto casa (il supermercato, quello mai!). Una un punto, l’altra la virgola.

Ho incontrato la triste cantilena di una senza tetto, l’ingombro di 4 cose chiuse in 3 sacchi, le rughe di mestizia, la voce inascoltata.

Ho incontrato la bellezza sudamericana e le perline nei capelli della più giovane.

Il profumo di caffè appena macinato che saliva da qualche pacco e regalava promesse di casa.

La scarpa accanto “Mi scusi!” – “Fa gnente, nun ze preoccupi, che ce po’ fa’ … qui nun se passa”

Il rossetto troppo fuori la linea delle labbra che verrà tanto bene in foto, quando ti riprendono da lontano, ma che da vicino era meglio farne a meno.

Un fagottino appeso al collo di un papà, il berrettino calato e noi a sbirciare per vedere almeno il nasino.

…e poi eccoci qui arrivati, che è la mia, questa, di fermata.

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SOMMERSI di progresso…

Che dire?Sinking_fl_sun_by_dinojrfrk2

"Lohachara, piccola isola nella Baia del Bengala, è stata risucchiata nel gorgo dell’oceano in crescita e i suoi abitanti sono stati evacuati. È il primo lembo di terra ferma che paga il prezzo prodotto dal bombardamento di carbonio in cielo. La notizia, rimbalza dal sito del giornale inglese The Independent e segue il calvario degli isolotti già conquistati per giorni o settimane dal mare che si alza rabbioso sconvolgendo i villaggi e mettendo alla prova la sopravvivenza fisica e psicologica degli abitanti".

PER LEGGERE TUTTO L’ARTICOLO: http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/ambiente/bengala-evacuati/bengala-evacuati/bengala-evacuati.html

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un Natale di sostanza

Insalata russa, crostini al salmone, panini alle olive-noci-spinaci-latte, bavette agli scampi, spigola al forno, crepes ai funghi e crepes al formaggio, insalata mista, panettone-pandoro-torroni, caffè, ammazzacaffè…(vini a volontà)

Antipasto misto formato da crostino al tartufo-costino al patè di fegato-crostino alla crema di ceci-sottaceti, cappelletti in brodo alla ferrarese, lasagnetta con dentro di tutto di più, faraona alla leccarda, anatra all’arancia, verdure all’agro: fagiolini-carotine, scorzette all’arancia al cioccolato, torrone, maccheroni con le noci (dolce dell’alto lazio), pan pepato (dolce umbro), caffè ammazzacaffè. (vini a volontà)

…ora possiamo proseguire.   

🙂

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