Homeless?

Questo post è dedicato ad un altro, letto sul blog del cantastorie errante.

C’è un omino, si chiama Angelo. E’ anche diventato un clochard "famoso" perchè la sua macchina (la sua casa) era parcheggiata accanto alla casa dell’attuale presidente Napolitano e c’è stata una forte presa di posizione da parte della moglie (del presidente), e del quartiere tutto, per non sradicare quell’uomo dal suo minuscolo "quadrato abitativo". Noi lo conosciamo da prima del suo quarto d’ora di celebrità e con lui scambiamo parole spesso senza senso, essendo la sua mente ormai persa tra i ricordi ed i sogni ad occhi aperti. A volte etilici, a volte no. E’ una persona generosissima: non è in grado d’ avere soldi in mano senza prodursi in offerte di ogni tipo: "Vuoi un caffè? Ti pago la sigaretta? Ti serve un euro?"…lui denaro in tasca non ne vuole. Guarda oltre te con gli occhi chiari e acquosi, mentre sciorina ricordi dai pertugi della sua bocca sdentata. La sua improbabile appartenenza alla legione straniera è ormai leggenda e nel mentre dipinge rimembranze della sua terra d’origine, color seppia. Nessuno ha ancora capito quale sia. In Italia ormai da più di un ventennio è allergico a tutto ciò che non siano le stradine del quartiere Monti. Non vuole asilo in un ospizio, in una casa d’accoglienza, in casa di chicchessia. Vuole essere lasciato là. Ci sono giorni in cui non riconosce nessuno, altri dove ogni palo è un fratello cui appoggiarsi e dialogare. Ogni tanto la sua assenza scolora il rione e ci si domanda dove si sia cacciato, se stia bene, cosa gli sia accaduto. Ma poi lo si ritrova al solito angolo, magari rivestito di fresco, dopo essere stato inseguito dai volontari per riuscire a dargli una medicina contro il raffreddore, una camicia pulita.

Lasciategli il vostro sorriso ed un saluto, al crocevia tra i serpenti e Cavour. Lui è Angelo, un po’ custode, un po’ passante.

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7 commenti

Archiviato in Attualità

7 risposte a “Homeless?

  1. Bella questa interazione con il mio blog e bello il tuo post su Angelo. Ma un dubbio mi assale cara Michelina.. e se quest’uomo non fosse un Angelo mandato dal buon Dio per farci riflettere? Da domani sarò a Roma per tre giorni, spero di incontrarlo in quel crocevia. Ti abbraccio.. C.

  2. zazziki

    “Scrivere poesie non è difficile. Difficile è viverle.”
    (Charles Bukowski)

    …zazz zazz zazziki iki iki.

  3. FULVIA

    BELLISSIMA
    descrizione! Tempo fa,ho conosciuto anch’io Angelo e continua a vivermi negli occhi e nel cuore! FULVIA

  4. Michela, scusami se insozzo il tuo bellissimo post cambiando argomento, ma…il commento che mi hai lasciato sul blog mi ha fatto ammazzare dalle risate! 😉
    Tornerò a trovarti…

    http://istericotuareg.blogspot.com

  5. Fulvia, davvero lo conosci? E’ un omino delizioso.

    Caro Tuareg, speravo in quell’effetto perchè spesso tu fai sorridere me.

  6. Lo scorso anno ho lavorato un mese in una struttura che ospitava i senza fissa dimora.
    Ho dei ricordi ancora molto vivi di tutti loro e condivido l’idea di poesia che dai a proposito di chi ha scelto di viver ein modo diverso dal nostro…

  7. Ci sono uomini che hanno la poesia in corpo, il loro esistere è la forma più alta e rappresentativa del poetare la vita. Complimenti Michela per la levità delle parole.
    Domani nel mio blog posterò una breve storia che narra della vita di un uomo che vive la strada…..
    ciao

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