Archivi del giorno: settembre 1, 2006

dichiarazione d’amore

Se solo non fossi così narciso, motociclista, insofferente, arroccato sulla tua torre d’avorio da lesa maestà, se qualche volta ti venisse in mente di non dire "no!" come primo fonema per controbattere a qualsiasi cosa, se ti piacesse davvero un colore diverso dal rosso, se non mettessi il peperoncino su ogni piatto che cucino perchè il piccante ormai non lo senti più, se solo non avessi l’abitudine di schiarirti continuamente la gola quando devi asserire qualcosa in un discorso, se poi non ti auto-dondolassi nel letto come fanno i bambini tenendo sveglia pure me mettendoti poi anche a russare, Heart_mask_1 se anche tu vedessi quanto è bello il Natale e non mi avessi fatto su questo una scena terribile il primo anno in cui stavamo insieme, se piangessi le lacrime che non hai mai voluto versare, se ti andasse una volta di venire in vacanza senza due mesi di preavviso al lavoro, se anche non fossi una persona stakanovista fino allo sfinimento, se andassi dal barbiere che ti ha consigliato il vicino e ti pettinassi i capelli che quando sei stanco sembra vivano di vita propria tendendo verso l’alto, se i tuoi piatti preferiti non fossero banalmente l’insalata di riso e la bistecca alla griglia, se solo non ti dimenticassi tutto e arrivassi puntuale agli appuntamenti con gli amici, se solo non fossi uno da un pasto solo al giorno, dalla sigaretta fatta con le cartine ed un tabacco o morte, dalle scene davanti allo specchio dopo che ti sei fatto la doccia, dalla stessa stazione radio anche quando c’è un quarto d’ora di pubblicità, dai libri messi per editore sennò stai male… se tu non fossi tutto quest’accozzaglia di induzione all’omicidio volontario… non saresti mio marito.

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affilatio coltellorum et satiatio cum magno gaudio

ma vvà a magnà r sapone!

Non saprei, intanto me ne vo’ al ristorante. Vi saprò dire ed in caso farò adeguata recensione.

(…)

Allora: promuovo a pieni voti il green tea che si trova a Roma in via piè di marmo, 28 (zona Pantheon, ma un po’ nascosto, alle spalle di p.zza del gesù, anche). Teoricamente sarebbe un ristorante cinese, ma scacciate immediatamente le visioni prefabbricate di finte lacche dorate, lampade rosse dal pennacchio, quadretti con improbabile cascata con acqua vera e piante di plastica che occhieggiano dietro mega ombrelloni di carta appiccicati al soffitto. Qui si tratta di ambienti raccolti, di spazi dove si cura il dettaglio…avete presente? Quello che ti si insinua all’angolo dell’occhio, entra dalla visione periferica e si fa spazio lentamente. E poi un onestissimo (nel prezzo) menù del pranzo. Io ho preso quello vegetariano, davvero ottimo, compresa la zuppa che siamo abituati e vedere, nei rist. cinesi "normali" come un’innominabile poltiglia glutammata con funghi cinesi naviganti e bamboo rarefatti.

Insomma, questo è un ristorante che ha una storia, che rappresenta una genuina (e riuscitissima) commistione tra italiano (il lui) e cinese (la lei). Un connubio davvero…"amorevole". Bravi. E per chiudere? L’Oscar al gelato fichi e cannella. Fatto in casa.

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succedeva un anno fa

Grillo

Beppe Grillo pubblica su La Repubblica una pagina pubblicitaria con un appello sostenuto ed autofinanziato dai bloggers (e non solo) dal titolo "FAZIO VATTENE!".

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