All’uscita dal nido, un padre al telefono che parla al cellulare di magazzini e utensili vari, circumnaviga il giardino dell’asilo passando varie volte sotto il naso della puzzolilla .
Rachele: “Mamma come si chiama que’ bimbo?”
io: “Claudio…hai sentito? Lo chiamava così il suo papà”
Rachele (decima volta): “Mamma come si chiama que’ bimbo?”
io: “tesoro, si chiama Claudio…Cla-u-dio”
passano 5 minuti e finalmente dopo aver fatto hop-on/hop-off dal muretto per ‘ste comode 600 volte la puzzolilla ritiene siano maturi i tempi per salire in macchina.
R: “mamma?…”
io: “….eh?”
R: “dov’è LAIDO?”
io: ”…CHI???”
R: “Laido! …Lo chiamava così il suo papà”





un bimbo con un destino già segnato…
Attendo con ansia il momento delle chiacchere tra Laido e la Puzzolilla:)
beh dai… più o meno…!
Pipu:porello….era là col suo ciucciotto, tutto rincarcagnato nel passeggino…
Zaub: mi sa che non faranno in tempo…lui era là in visita per vedere di potersi inserire tra i ‘piccoli’ e lei il prossimo anno va alla materna…che è GRANDE!
Gatto:
Non ci si può lamentare del risultato
all’età di racheluzza, per una questione di ordine, ritenevo più che giusto che per ogni coltello ci fosse una ‘forchella’…
non so perchè ma mi fa venire in mente una roba letta altrove.
dove una bimba duenne non riesce a pronunciare il nome degli oggetti ma affera immediatamente e ripete con prontezza “pelicculo”…
per la poca esperienza che ho io con i bimbi (degli altri) puoi urlare un discorso intero di mezz’ora e sussurrare cxxx e puoi star sicura che quella sarà l’unica che i bimbi presenti capiranno/sentiranno/ripeteranno
assolutamente si, Pipuffa