Novembre 13, 2007...11:19 am

Il Rosso Castello

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Mi hanno voluta curare.

Mi hanno guardata indossando le lenti della compassione, della preoccupazione e quante volte, della riprovazione. Mi hanno sezionata e messa sul vetrino, ingrandita mille volte. Non avrebbero potuto vedermi, altrimenti. Sapevano di me, dal profumo che emano da quando ti ho incontrato. Il gusto agrodolce di un pomo rosso sotto al sole inclemente. Condannata ad avere caldo, ad una perenne estate e poi di colpo, di nuovo al freddo, al ghiaccio che disegna incongruenti fumi nell’aria. Questa altalena incurabile che mi regala febbre. Questo disfacimento lento che non arriverà a compimento.

Hanno provato a misurare la mia anima lacerata, l’ombra perduta, i sogni sanguinanti. Mi giravano intorno come squali e poi scappavano, come conigli. E fermo nel letto giaceva il mio corpo, mentre il cuore nero correva da te, una volta ancora, a farsi stringere dalle catene, per un segno, un fiore solo, che t’avrei fatto cogliere nuovamente, la volta successiva.

Guarda come trasformo la Morte che mi hai lasciato in Vita, guarda come non puoi nulla, guarda una volta ancora quanto anche tu sia debole nella tua forza. Come siamo simili io e te, povero bambino mio.

-per te. Cuidate mucho-

15 Commenti

  • Rosso…rosso…ho appena fatto un post di questo colore…rosso…rosso…un battito del mio cuore a te ed alla vita nel tuo grembo.

  • …quindi vedi che già ti somiglia…
    ;)

  • Belle Donne….
    il post è, diciamo… in “onore” di qualcun altro.
    :-)

  • “Perchè non mi ama più? Bisognerebbe sapere perché mi ha amata. È una domande che non ci si pone nemmeno. Anche se non si è né orgogliosi né narcisisti, è talmente straordinario essere chi siamo, è una cosa talmente unica, che ci sembra naturale essere unici anche per un altro. Lui mi amava(?), non c’è altro da dire. E per sempre, poiché ero sempre io. (Ma quanto mi stupiva, nelle altre donne, quest’accecamento. Curioso che non si possa comprendere la propria storia se non aiutandosi con l’esperienza altrui, dato che la nostra non ci aiuta.)”
    Una donna spezzata
    di Simone de Beauvoir

    michela,
    io non ho un blog, ma leggendo i suoi commenti nei blog “amici” mi sono fatta l’idea che D. sia una donna straordinaria che scrive anche molto bene.
    già leggendo stamattina il post di Willy sullo stesso tema ho pensato a questo libro, che ho letto molti anni fa e continuo a rileggere, forse lo conosce, non ho pretese di dare suggerimenti o consigli, solo ripetere:

    “Non si può andare indietro, e proseguire implica un salto mortale, o quasi. Esita, poi salta.”

    (dalla recensione del libro citato per Repubblica di Laura Lilli)

  • Fiuuuuuuu, cavolo Michè…avevo appena mangiato la Fiestina che m’è ritornata su!!!
    Ma dillo prima che è in “onore di qualcun’altro no?!!!
    C’ho n’età ;)
    Baci al quadrato.
    R.

  • Eccheddiamine. Ché una gentilsignorainattesa non può permettersi post di questo tenore. Guardi che le invio il conto del cardiologo, sa? :-))))

  • grazie

  • Anch’io mi sono agitata.
    Accidenti, come è scritto bene questo dolore.

  • Ma allora non sono l’unica che s’è agitata leggendo il post!
    Io ho anche avuto gli incubi stanotte!!
    Tu non hai mai sognato nulla riguardo l’andamento della gravidanza?
    (Intanto sentiti in colpa assai e scrivi un post allegro, con fiorellini e farfalline)

  • Arya, sono per i salti.

    Raspa, Lao, Lavi e Frà: eeeeeehhh ma io ve ringraSSio della preoccupazione…che in effetti mica gioverebbe ad una donna in codesto stato!

    d: lo sai, no?

  • non ho capito!

  • è un bellissimo post.

  • Ti ringrazio davvero, Minnie.

  • michi, mi era venuta la lacrimuccia, mi hai fatta preoccupare…non lo fare più, che qua stiamo in ansia…

  • vaaaaaaaaaaaaaaa bene!! :-D

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