Quante rughe incanalano il tormento?
Solchi di un albero a delineare anni.
E tappeti.
Di fogli caduti. Scritti, e poi buttati.
Quante rughe incanalano il tormento?
Solchi di un albero a delineare anni.
E tappeti.
Di fogli caduti. Scritti, e poi buttati.
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Beauty, happiness, pleasure, success, luxury, dissipation.
The Empress is associated with Venus, the feminine planet, so it represents, beauty, charm, pleasure, luxury, and delight. You may be good at home decorating, art or anything to do with making things beautiful.
The Empress is a creator, be it creation of life, of romance, of art or business. While the Magician is the primal spark, the idea made real, and the High Priestess is the one who gives the idea a form, the Empress is the womb where it gestates and grows till it is ready to be born. This is why her symbol is Venus, goddess of beautiful things as well as love. Even so, the Empress is more Demeter, goddess of abundance, then sensual Venus. She is the giver of Earthly gifts, yet at the same time, she can, in anger withhold, as Demeter did when her daughter, Persephone, was kidnapped. In fury and grief, she kept the Earth barren till her child was returned to her.
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13 Commenti
Settembre 12, 2007 alle 11:29 am
Belle notizie: qua c’è un sole alto e splendente. Per l’autunno ne riparliamo, che siamo sempre in tempo.
Settembre 12, 2007 alle 11:41 am
Splendida…. è l’autunno dell’animo?
Settembre 12, 2007 alle 12:09 pm
Vorrei soffermarmi sull’immagine… una opera d’arte che si trova al museo ebraico di Berlino. Agghiacciante!!! Una vasca di cemento, tra mura altissime di cemento, che contiene tutte queste faccine di ferro, su cui si cammina sopra come ad un tappeto… la differenza è che si sente il suono insopportabile, stridente e metallico di ferraglia che rimandano le faccine oppresse dal passo anziché il rumore sordo della lana… la sensazione è tremenda, un senso di ferita inguaribile si unisce al rifiuto del cinismo congenito che affiora e ci sbatte davanti al muso il nostro orrore individuale e collettivo
Settembre 12, 2007 alle 12:45 pm
Pluma, la scelta della foto non è stata fatta a caso….Cito “Dalla rinascita di Berlino è invece riaffiorata l’anima ebraica della città: il toccante complesso progettato dall’americano Daniel Libeskind più che a un museo somiglia a una grande installazione, i suoi labirinti di cemento, i suoi pavimenti cosparsi di faccine di ferro, disorientano il visitatore, gli ricordano che la Shoah è una domanda senza risposta”.
Se ti/vi va, vai/andate a vedere il video cliccando qui http://www.stelladelsud.rai.it/cerca.php e inserendo nel campo editabile “Berlino”.
Se vorrai/vorrete, potrete guardare uno dei viaggi a cui non mi è stato permesso partecipare….
Settembre 12, 2007 alle 1:02 pm
..e se lo fai diventare il tuo prossimo viaggio?
Settembre 12, 2007 alle 1:22 pm
le ho viste anche a torino alla mostra “israele” a palazzo bricherasio un paio di settimane fa
Settembre 12, 2007 alle 1:27 pm
in che senso zì non ti è stato permesso partecipare?
Settembre 12, 2007 alle 1:32 pm
Misia….eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeehhhh ma che te devo dì?…. fammi stare zittina, va’.
Eli: sono emozionanti, vero?
NY: nel senZo, Zì, che quel viaggio e quelle riprese le ho organizzate io, come taaaaaaaaaante altre. E un assistente di produzione che sia degno di questo nome (e io lo ero, bando alle ciance ed alla finta modestia) lo si fa partire almeno un pochino con la troupe. E non è divertimento viaggeresco, è lavoro. Duro pure.
*sospiro*
Settembre 12, 2007 alle 2:02 pm
Eh.
Sospiro pur’io.
per l’autunno, per le faccine, per il viaggio.
Settembre 12, 2007 alle 2:35 pm
Io vidi quel museo d’inverno, era già buio e l’effetto delle faccine fu devastante…ma è dentro la torre, una volta chiusa la porta, che il cuore mi si è stretto dentro la gola e avrei voluto urlare..
Settembre 12, 2007 alle 4:37 pm
orrore e dolore puro,
senso di impotenza e di angoscia, gli stessi che provai anni fa ad Auschwitz e Treblinka,
questo trasmettono le faccine urlanti.
Sentirle gemere sotto i piedi dev’essere davvero devastante, come dice Night Nurse.
peccato, Michela per il viaggio, ne farai altri, vedrai.
Settembre 13, 2007 alle 9:51 am
bella fregatura zì….
Settembre 13, 2007 alle 10:14 am
occhiò che fine hai fatto?