Settembre 12, 2007...11:26 am

questo è un autunno.

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Quante rughe incanalano il tormento?

Solchi di un albero a delineare anni.

E tappeti.

Di fogli caduti. Scritti, e poi buttati.

13 Commenti

  • Belle notizie: qua c’è un sole alto e splendente. Per l’autunno ne riparliamo, che siamo sempre in tempo.

  • Splendida…. è l’autunno dell’animo?

  • Vorrei soffermarmi sull’immagine… una opera d’arte che si trova al museo ebraico di Berlino. Agghiacciante!!! Una vasca di cemento, tra mura altissime di cemento, che contiene tutte queste faccine di ferro, su cui si cammina sopra come ad un tappeto… la differenza è che si sente il suono insopportabile, stridente e metallico di ferraglia che rimandano le faccine oppresse dal passo anziché il rumore sordo della lana… la sensazione è tremenda, un senso di ferita inguaribile si unisce al rifiuto del cinismo congenito che affiora e ci sbatte davanti al muso il nostro orrore individuale e collettivo

  • Pluma, la scelta della foto non è stata fatta a caso….Cito “Dalla rinascita di Berlino è invece riaffiorata l’anima ebraica della città: il toccante complesso progettato dall’americano Daniel Libeskind più che a un museo somiglia a una grande installazione, i suoi labirinti di cemento, i suoi pavimenti cosparsi di faccine di ferro, disorientano il visitatore, gli ricordano che la Shoah è una domanda senza risposta”.

    Se ti/vi va, vai/andate a vedere il video cliccando qui http://www.stelladelsud.rai.it/cerca.php e inserendo nel campo editabile “Berlino”.
    Se vorrai/vorrete, potrete guardare uno dei viaggi a cui non mi è stato permesso partecipare….

  • ..e se lo fai diventare il tuo prossimo viaggio?

  • le ho viste anche a torino alla mostra “israele” a palazzo bricherasio un paio di settimane fa

  • in che senso zì non ti è stato permesso partecipare?

  • Misia….eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeehhhh ma che te devo dì?…. fammi stare zittina, va’.

    Eli: sono emozionanti, vero?

    NY: nel senZo, Zì, che quel viaggio e quelle riprese le ho organizzate io, come taaaaaaaaaante altre. E un assistente di produzione che sia degno di questo nome (e io lo ero, bando alle ciance ed alla finta modestia) lo si fa partire almeno un pochino con la troupe. E non è divertimento viaggeresco, è lavoro. Duro pure.
    *sospiro*

  • Eh.
    Sospiro pur’io.
    per l’autunno, per le faccine, per il viaggio.

  • Io vidi quel museo d’inverno, era già buio e l’effetto delle faccine fu devastante…ma è dentro la torre, una volta chiusa la porta, che il cuore mi si è stretto dentro la gola e avrei voluto urlare..

  • orrore e dolore puro,
    senso di impotenza e di angoscia, gli stessi che provai anni fa ad Auschwitz e Treblinka,
    questo trasmettono le faccine urlanti.
    Sentirle gemere sotto i piedi dev’essere davvero devastante, come dice Night Nurse.

    peccato, Michela per il viaggio, ne farai altri, vedrai.

  • occhiò che fine hai fatto?


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